Autismo e differenze di genere: i risultati di un recente studio confermano le tesi dell’Empathizing-Systemizing Theory e dell’ Extreme Male Brain Theory

Autismo e differenze di genere: i ricercatori di Cambrige hanno confermato le differenze nella capacità empatica e di sistematizzazione tra uomini e donne

ID Articolo: 160489 - Pubblicato il: 12 dicembre 2018
Autismo e differenze di genere: i risultati di un recente studio confermano le tesi dell’Empathizing-Systemizing Theory e dell’ Extreme Male Brain Theory
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I ricercatori dell’Università di Cambridge hanno condotto il più grande studio al mondo riguardante le differenze sessuali e i tratti autistici. Hanno testato e confermato due teorie psicologiche: l’ Empathizing-Systemizing Theory delle differenze sessuali e l’ Extreme Male Brain Theory dell’ autismo.

 

Il professor Simon Baron-Cohen, direttore del Centro di ricerca sull’autismo di Cambridge, che ha proposto queste due teorie quasi due decenni fa, ha dichiarato:

Questa ricerca fornisce un forte sostegno a entrambe le teorie.

Autismo e differenze di genere: la ricerca

Messaggio pubblicitario Grazie alla collaborazione ottenuta con la compagnia di produzione televisiva Channel 4, i ricercatori hanno potuto testare oltre mezzo milione di persone, tra cui 36.000 persone autistiche. I risultati sono stati pubblicati su Proceedings of the National Academy of Sciences.

Secondo la teoria Empathizing-Systemizing le donne, in media, otterrebbero punteggi più alti rispetto agli uomini nei compiti in cui veniva testata l’empatia, ovvero la capacità di riconoscere ciò che una persona pensa o sente e l’abilità di rispondere con un’emozione adeguata ad un proprio stato mentale. Invece gli uomini, in media, conseguirebbero un punteggio elevato nei test di sistematizzazione, cioè un insieme di funzioni necessarie per analizzare o costruire sistemi basati su regole. Mentre la teoria Extreme Male Brain sostiene che le persone autistiche, in media, otterrebbero un punteggio inferiore nei test riguardanti l’empatia e un punteggio uguale o superiore nei test di sistematizzazione.

Per il campione si sono utilizzati due database: uno molto vasto composto da 671.606 persone, di cui queste 36.648 autistiche, l’altro di controllo composto da 14.354 persone di cui 226 autistici. In questo nuovo studio i ricercatori hanno utilizzato 10 item brevi per misurare l’empatia, la sistematizzazione e i tratti autistici.

Autismo e differenze di genere

Messaggio pubblicitario Dai risultati emerge che, utilizzando 10 item brevi, la popolazione femminile, nella media, otteneva punteggi più alti nell’empatia rispetto agli uomini, mentre gli uomini ottenevano punteggi più alti nella sistematizzazione e nei tratti autistici. Questa differenza in base al genere si riduce negli autistici; in media, le persone autistiche ottenevano punteggi più alti nella sistematizzazione e nei tratti autistici e punteggi più bassi nell’empatia. Infine, gli uomini, in media, ottenevano punteggi più alti nei tratti autistici rispetto alle donne. L’indagine ha inoltre appurato che chi lavorava nella scienza, nella tecnologia, nell’ingegneria e nella matematica, tutte professioni che rientrano nella STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics), otteneva punteggi più alti nella sistematizzazione e nei tratti autistici rispetto a quelli che non svolgevano una professione “scientifica”. Chi non lavorava nella STEM aveva punteggi alti nell’empatia rispetto ai lavoratori STEM.

Gli autori sottolineano che le due teorie (Empathizing-Systemizing Theory e Extreme Male Brain Theory) sono applicabili solo a due dimensioni delle differenze tipiche tra generi: empatia e sistematizzazione.

Dalla ricerca emerge che, sebbene le persone autistiche abbiano problemi con l’empatia “cognitiva”, ovvero riconoscere pensieri e emozioni altrui, riescano tuttavia a conservare l’empatia affettiva, dal momento che ad esempio si preoccupano per gli altri.

Autismo e neurodiversità?

Questo studio sottolinea alcune qualità e specificità del funzionamento neurocognitivo nell’autismo che riconducono al concetto di neurodiversità, come ad esempio le abilità di sistematizzazione, le capacità di riconoscimento di un modello, un’eccellente attenzione ai dettagli e un’attitudine particolare a capire come funzionano le cose.

L’invito è, perciò, quello di sostenere i loro talenti affinché possano raggiungere il loro potenziale e fornire benefici per la società.

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