Mindfoodness (2018) di Emanuel Mian: l’importanza di diventare alleati di se stessi – Recensione del libro

Mindfoodness di Emanuel Mian propone al lettore un viaggio di cambiamento che non riguarda solo l'alimentazione, ma coinvolge tutta la persona, attraverso la mente, il cibo e le emozioni.

ID Articolo: 157270 - Pubblicato il: 18 settembre 2018
Mindfoodness (2018) di Emanuel Mian: l’importanza di diventare alleati di se stessi – Recensione del libro
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Mindfoodness non è soltanto un libro che può essere d’aiuto a chi da tempo lotta con il cibo e il proprio corpo, ma rappresenta una vera e propria guida per il viaggio verso il cambiamento, non solo cambiamento del rapporto con il cibo ma cambiamento del rapporto con se stessi.

 

Messaggio pubblicitario Il Dottor Mian, psicologo e psicoterapeuta, è la voce narrante del libro, che ci guida unendo alla sua esperienza i principi della mindfullness e del mindfuleating ai principi dell’Acceptance and Commitment Therapy (ACT). Quello che si prospetta è un viaggio basato sul qui ed ora, in cui si imparerà ad ascoltare cosa la nostra mente ci dice e quanto questo ci sia d’aiuto oppure no per raggiungere la meta che abbiamo scelto per noi. Cosa concretamente facciamo per raggiungere quella meta e come ci rapportiamo con il cibo basandoci sull’ascolto o meno del nostro corpo e dei nostri reali bisogni.

Come in ogni lungo viaggio, il rapporto con il nostro compagno è fondamentale, in questo caso il nostro compagno è la mente e capire se lei è o meno nostra alleata e come noi ci rapportiamo a lei rappresenta una tappa cruciale.

Mindfoodness: si parte dalla mente – MIND

In questo viaggio verso il cambiamento la nostra voce guida dice: “Devi affrontare i problemi della tua vita facendoli diventare sfide attraverso le quali potrai misurarti e superarti”. Noi siamo gli artefici del nostro viaggio, noi stabiliamo quali obiettivi vogliamo raggiungere, e come e quando attivarsi per farlo. La mente è la nostra compagna, per cui parlarsi e capire il modo in cui lo facciamo è importante perché noi siamo le uniche persone con cui affronteremo questo percorso ed è fondamentale essere gli alleati di noi stessi. Per parlarsi serve anche ascoltarsi, capire quello di cui in questo momento abbiamo bisogno e stabilire cosa fare e come fare per ottenerlo. Questo spesso richiede abbandonare i vecchi tracciati, sforzarsi e superare la paura di crearne di nuovi. Abbandonare le vecchie “zavorre mentali” serve per affrontare questo viaggio con una consapevolezza diversa che parte dal volersi bene e dal mettersi al centro degli obiettivi che ci poniamo perché, citando il Dottor Mian:

Il tempo dedicato a te stesso non è mai tempo sprecato

In questo cammino con e verso noi stessi

La motivazione è quello che ti fa partire. L’abitudine è quello che ti fa continuare.

Dobbiamo avere pertanto un motivo valido per agire e metterci in marcia proseguendo con costanza. La meta è rappresentata da ciò che per noi è importante, dai “valori” che vogliamo raggiungere, il viaggio è caratterizzato da tanti piccoli e grandi obiettivi, da sfide che ci impegniamo a superare; tutto questo va stabilito e scelto perché come riportato dal nostro narratore:

Se non sai dove andare corri il rischio di ritrovarti dove non vorresti essere.

Abbiamo imparato l’importanza del parlarsi, dell’ascoltarsi, dell’essere nostri alleati, abbiamo stabilito le tappe e la meta ultima che vogliamo raggiungere, a volte dovremo affrontare sfide nuove, che altri hanno già superato e che noi abbiamo ammirato e a volte invidiato per questo. L’autore riporta l’importanza dell’ascoltare questa “invidia buona” sentire cosa ha da dirci su quello che il nostro “idolo” ha raggiunto e sul perché proviamo per lui questa emozione; dopodiché non resta che imparare da chi ha ottenuto i risultati che anche noi vorremo, osservarlo, e provare a metterci in gioco. Il presupposto è che se qualcuno ce l’ha fatta non c’è motivo per cui non possiamo farcela anche noi, e se anche il risultato raggiunto non sarà il medesimo avremo comunque raggiunto qualcosa che stando seduti ad osservare, dilaniati dall’invidia, senz’altro non avremmo ottenuto.

Appresi questi strumenti e ricordandoci di metterli costantemente in pratica il viaggio procede, e la guida ci porta alla seconda tappa.

Mindfoodness: la seconda tappa è il cibo – Food

Il nostro narratore ci ricorda l’importanza della consapevolezza per aiutarci a stare nel momento presente consapevoli appunto di ciò che accade qui ed ora. Il cibo, come spiega il Dottor Mian,

è ciò che contiene i nutrienti necessari affinché il nostro corpo abbia le energie sufficienti per adempiere alle sue funzioni vitali.

Alimentarsi altro non è che introdurre il cibo nel nostro organismo mentre nutrirsi è dare al nostro corpo tutti i nutrienti di cui ha bisogno. I cibi non sono buoni o cattivi perché tutto dipende dalle nostre abitudini alimentari, e da quanto siamo consapevoli di quanto queste abitudini possano incidere negativamente su di noi nel lungo periodo. È importante imparare a riconoscere il nostro pilota automatico, e sapere che se realmente lo vogliamo possiamo fermarlo. Partendo dal prestare ascolto e dare attenzione al nostro respiro possiamo notare come certe cose che ci sembrano impellenti in realtà non siano poi così.

Messaggio pubblicitario Rallentando e imparando ad ascoltarci diventeremo consapevoli di come spesso scambiamo per fame segnali che ci indicano ben altro. La nostra guida ci spiega quanti tipi di fame esistono, come imparare a riconoscerli e cosa fare per soddisfarli. Soltanto mettendo in pratica questi suggerimenti capiremo come molto spesso finiamo per alimentare il nostro corpo con ciò di cui non abbiamo bisogno in quel momento. E se abbiamo sempre creduto di non saper fare diversamente, di non essere capaci di fermarci, la nostra voce guida ci insegna alcune tecniche per rendere più visibile il segnale di stop. Seguendo passo passo e mettendo in pratica con consapevolezza i suggerimenti della nostra guida il viaggio procede, la meta è stata definita, gli obbiettivi vengono cancellati mano a mano che li raggiungiamo e imparando ad ascoltarci abbiamo capito il ritmo e le esigenze del nostro corpo ora siamo pronti ad affrontare l’ultima tappa.

Mindfoodness: il punto di arrivo – Ness

Nel nostro viaggio verso il cambiamento la guida ci porta ad affrontare il mondo delle emozioni. Attraverso una serie di esercizi il Dottor Mian spiega come sia possibile

allenare la consapevolezza e sviluppare l’abilità di osservare i pensieri e di accettare la presenza delle emozioni negative senza diventarne ostaggio.

Capita spesso che il cibo rappresenti la via di fuga o la valvola di sfogo per le emozioni negative: questo però ci fa entrare in un circolo vizioso che non fa altro che avvicinarci sempre più alle emozioni che cerchiamo di cancellare. Anche in questo caso abbandonare le zavorre mentali, diventare sempre più consapevoli di ciò che accade dentro e intorno a noi, riconoscere i nostri automatismi e fermarci, respirare e darci la possibilità di agire in maniera differente è la nuova via che potremmo intraprendere per raggiungere la nostra ambita meta.

Mindfoodness è un libro guida di supporto per chi ha difficoltà con il cibo, ma anche un ottimo strumento da condividere e vivere passo passo con il proprio terapeuta.

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Bibliografia

  • Mian, E. (2018). Mindfoodness. Milano: Mind Edizioni.
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