I bambini preferiscono ascoltare la voce dei loro simili

Secondo una recente ricerca i bambini preferiscono ascoltare le voci dei loro coetanei. I ricercatori ipotizzano anche che i suoni della voce dei coetanei siano ascoltati con più interesse dai neonati in quanto suoni che anche loro potrebbero emettere

ID Articolo: 155023 - Pubblicato il: 23 maggio 2018
I bambini preferiscono ascoltare la voce dei loro simili
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I bambini in fase pre-verbale preferirebbero le voci dei coetanei a quelle dei genitori secondo un recente studio della McGill University.

 

Sono i suoni infantili ad attirare l’attenzione dei bambini, a dimostrarlo è un nuovo studio di un gruppo della McGill University.

Bambini: più attenzione alla voce dei coetanei

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Anche se i bimbi apprezzano molto il modo in cui si relazionano a loro i propri genitori, tendendo a parlare con voci in falsetto, i neonati preferiscono ascoltare i suoni dei loro coetanei. Anche nella fase di pre-verbalizzazione, prima che possano formarsi suoni simili a sillabe come “ba ba ba”, i neonati tendono a riconoscere i suoni vocalici, ma tendono a soffermarsi su questi suoni quando essi vengono emessi dai bambini.

Gli studi di un gruppo di ricerca della McGill University mostrano la predilezione dei piccoli in fase di pre-verbalizzazione per i loro suoni vocali. Anche le migliori imitazioni delle mamme delle loro vocalizzazioni vocaliche, identiche nell’intonazione, non possono competere con la preferenza dei bambini per le loro proprietà vocali acustiche, formate unicamente dalla risonanza dei loro corpi molto piccoli.

Questo lavoro è nato da una collaborazione tra la dott.ssa Linda Polka, il dottor Matthew Masapollo e la dott.ssa Lucie Ménard, esperta di produzione del linguaggio.

Come ha sostenuto Linda Polka

L’accesso al linguaggio infantile, probabilmente includendo le vocalizzazioni di un bambino, sembra avere un impatto ampio e significativo, influenzando aspetti ricettivi, espressivi e motivazionali dello sviluppo del linguaggio

I ricercatori hanno condotto una serie di esperimenti con dei bambini di cinque mesi per un nuovo studio, durante il quale hanno fatto ascoltare a ripetizione il suono di una vocale che imitava la voce di un adulto o di un bambino. I suoni sono stati creati usando uno speciale sintetizzatore.

Bambini: l’uso della voce avrebbe scopo esplorativo

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Misurando quanto a lungo il suono riusciva a catturare l’attenzione del bambino, i ricercatori hanno scoperto che i bambini preferivano chiaramente il suono che imitava quello di un neonato. Nella media, i bambini hanno ascoltato il suono della vocale prodotto da un neonato circa il 40 per cento in più rispetto a quello dell’adulto.

La preferenza non era dovuta al fatto che il suono fosse familiare, i bambini che hanno preso parte all’esperimento ancora non avevano iniziato a parlare, quindi il suono emesso dal bambino che stavano ascoltando non faceva parte della loro esperienza auditiva quotidiana. Altri bambini hanno dimostrato il loro interesse in altri modi. Hanno ascoltato il suono prodotto dall’adulto con delle facce passive e neutrali. Ma quando hanno sentito quello del bambino, hanno iniziato a sorridere o a muovere le labbra. Sembravano pensare che questo fosse un suono che anche loro potevano fare, anche se probabilmente non avevano mai sentito nulla del genere prima.

Molto probabilmente, quando un genitore usa una voce più alta, come quella dei bambini, per parlare ai propri figli li sta preparando inconsciamente ad ascoltate la propria voce. Quando un neonato inizia ad emettere suoni molto spesso sta esplorando più che comunicando. Proprio per questo motivo i bambini, tendono a emettere vocalizzi soprattutto quando sono da soli, quando non c’è interazione con gli altri.

 

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