Il sapore del successo (2015) – Cinema & Psicoterapia

Gli stati mentali e i cicli interpersonali del narcisista sono al centro della trama del film Il sapore del successo del 2015.

ID Articolo: 142664 - Pubblicato il: 25 gennaio 2017
Il sapore del successo (2015) – Cinema & Psicoterapia
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Antonio Scarinci.
Psicologo Psicoterapeuta. Socio Didatta SITCC

RUBRICA CINEMA & PSICOTERAPIA  #38

Il sapore del successo

Diretto da Jhon Wells, con Bradley Cooper, Sienna Miller, Omar Sy, Riccardo Scamarcio, Emma Thompson, Uma Thurman.

 

Il sapore del successo: Arrivare a certi livelli può essere difficile e per farlo si può diventare una persona sgradevole. Uno chef, come tante altre persone che lavorano duramente, può passare al lato oscuro molto facilmente. Arroganza, ribellione, presunzione, si combinano con ricerca del nuovo, passione e ambizione e il mix può distruggere. L’auto esilio in uno stato di vuoto terrifico rappresenta un evitamento, un isolamento da un mondo ostile, incapace di riconoscere il talento, la grandiosità, l’eccellenza.

 

Trama de Il sapore del successo

Un noto chef dopo il fallimento del proprio ristorante a Parigi scompare per tre anni. Alcool e droga riempiono la sua vita. Si trasferisce a New Orleans, dove sguscia ostriche dalla mattina alla sera. Decide di rimettersi in gioco in un ristorante di Londra di proprietà di un suo vecchio amico, Tony.
Cercherà la collaborazione di un team di chef, tra cui Max e Michel suoi vecchi amici e l’affascinante e brava Michelle. Dovrà confrontarsi, però, con Reece che è riuscito ad ottenere la terza stella Michelin.

L’ARTICOLO CONTINUA DOPO IL TRAILER:

 

Motivi d’interesse

Arrivare a certi livelli può essere difficile e per farlo si può diventare una persona sgradevole. Uno chef, come tante altre persone che lavorano duramente, può passare al lato oscuro molto facilmente.

Messaggio pubblicitario Arroganza, ribellione, presunzione, si combinano con ricerca del nuovo, passione e ambizione e il mix può distruggere. L’auto esilio in uno stato di vuoto terrifico rappresenta un evitamento, un isolamento da un mondo ostile, incapace di riconoscere il talento, la grandiosità, l’eccellenza.

La sicurezza di sé e la consapevolezza del talento distanziano dagli altri.
Nella vita, tuttavia, c’è sempre una seconda occasione e il ritorno di Bradley Cooper ai fornelli lo testimonia. Dall’esperienza è necessario, però, apprendere e non è certo facile per chi si crede speciale. E’ facile ricadere e tornare a recitare lo stesso copione. Una psicologa (Emma Thompson) cercherà di aiutare lo chef a riconquistare la fiducia in se stesso e delle persone che ha deluso. Il fallimento tormenta Adam Jones e gli impedisce di cambiare fin quando riuscirà a liberarsene lavorando con la sua squadra, cooperando e valorizzando i talenti e le capacità di ognuno.
A quel punto arriveranno persino le tre stelle della Michelin e lo chef finalmente si accomoderà a mangiare nello stesso tavolo con i suoi collaboratori.

 

Indicazioni di utilizzo

Il film propone stati mentali e cicli interpersonali del narcisista. La visione come home work può essere utile per discuterne con i pazienti.

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