Autismo: Intervento educativo all’asilo nido e alla scuola dell’infanzia – Report dal Congresso Erickson

Lo scopo del workshop è di offrire alcuni esempi di applicazione di alcuni modelli di trattamento per l’autismo sul territorio internazionale e nazionale

ID Articolo: 140721 - Pubblicato il: 21 ottobre 2016
Autismo: Intervento educativo all’asilo nido e alla scuola dell’infanzia – Report dal Congresso Erickson
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L’aumento epidemiologico dei casi di autismo nel mondo e la riduzione dell’età media della diagnosi impongono una maggior attenzione all’asilo nido e alla scuola materna come possibili contesti in cui implementare pratiche educative e modelli di intervento efficaci.

 

Workshop: Intervento educativo all’asilo nido e alla scuola dell’infanzia

Relatori: Giacomo Vivanti (A. J. Drexel Autism Institute, Philadelphia), Simone Antonioli (Direttore tecnico Fondazione Fobap onlus a marchio Anffas), Arianna Bentenuto (ODFLab-Laboratorio di Osservazione Diagnosi e Formazione, Università di Trento), Caterina Fruet (Ufficio Infanzia, Servizio Infanzia e istruzione del Primo Grado, Dipartimento della Conoscenza, Trento) e Filippo Gitti (Neuropsichiatra infantile UO di NPIA Ospedali Civili di Brescia)

Lo scopo di questo workshop è proprio quello di offrire alcuni esempi di applicazione di alcuni modelli di trattamento per l’autismo sul territorio internazionale e nazionale.

Intervento educativo all’asilo nido e alla scuola dell’infanzia - Autismi Erickson 2016

Giacomo Vivanti ci illustra la ricerca condotta a Melbourne per verificare la possibilità di implementare l’Early Start Denver Model, un intervento di tipo cognitivo-comportamentale su base naturalistica, nel contesto della scuola pubblica in bambini di età compresa tra i 12 mesi e i 5 anni. Non essendo economicamente sostenibile un rapporto educativo di un adulto per ogni bambino, ed essendo il piccolo gruppo un contesto tipico di apprendimento in questa fascia d’età, il modello è stato adattato per essere svolto in gruppetti, sotto la guida di personale scolastico formato all’utilizzo dell’ ESDM.

Messaggio pubblicitario L’ambiente fisico delle classi è stato strutturato per invogliare i bambini all’apprendimento e per facilitare il raggiungimento degli obiettivi prefissati per ognuno di loro in maniera specifica. Gli insegnanti non sono mai dei semplici osservatori ma stanno sempre insegnando qualcosa di misurabile e lo fanno avendo sempre chiari gli obiettivi di apprendimento scrupolosamente  delineati per ogni bambino. I risultati sono stati incoraggianti, a sottolineare la possibilità che la scuola possa stimolare il percorso di crescita di tutti i bambini, anche quelli con bisogni speciali.

Torniamo in Italia con il contributo di Simone Antonioli che ci spiega il Progetto Piccolissimi rivolto a 6 bambini di età inferiore ai 31 mesi che ha l’ambizione di offrire al bambino un trattamento condiviso da tutte le principali figure che si relazionano con lui. Per questa ragione, oltre al trattamento diretto e intensivo rivolto al bambino secondo il modello ABA (Applied Behavior Analysis), diverse ore a settimana sono state dedicate al parent training e alla programmazione di attività da svolgere a scuola.

Arianna Bentenuto e Caterina Fruet ci descrivono un progetto che ha coinvolto una scuola di Trento, per un totale di 5 sezioni e 116 bambini. In questo caso l’intervento è stato indirizzato soprattutto al contesto di apprendimento attraverso la promozione di attività differenziate, l’adattamento dei tempi di lavoro, la destrutturazione delle routine, la promozione di lavori nel piccolo gruppo e la ricerca di spazi flessibili. Anche i contenuti della didattica sono stati ripensati per essere sintonici, costruttivi e attivi; per questa ragione sono state promosse attività laboratoriali  in aggiunta a due piccoli gruppi di potenziamento destinati a quei bambini che mostravano particolari carenze in alcune aree di sviluppo.

Queste due esperienze italiane dimostrano l’esistenza di progetti locali ben realizzati, seppur perfettibili, da cui prendere spunto per iniziare a diffondere l’idea di una scuola capace di farsi carico di progetti educativi di ottima qualità.

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