La scienza delle coppie che durano di Werner Bartens (2015) – Recensione

Il libro di Bartens descrive gli effetti benefici dell'amore sulla salute, gli effetti dell'infedeltà e le strategie per far durare una relazione a lungo. 

ID Articolo: 119756 - Pubblicato il: 20 aprile 2016
La scienza delle coppie che durano di Werner Bartens (2015) – Recensione
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In Italia ogni anno si celebrano circa 200.000 matrimoni, ma si sanciscono anche oltre 50.000 divorzi. Secondo Werner Bartens, medico ricercatore e autore di best seller, una domanda che bisognerebbe porsi quando si discute di relazioni di coppia, è per quale motivo si decide di stare assieme ad una persona e ci si impegna per far funzionare quel rapporto. Secondo Bowlby (1988), non solo durante l’infanzia si percepisce il bisogno di instaurare una relazione di attaccamento con la figura di riferimento che fornisce accudimento, ma anche durante l’età adulta si esprime il desiderio di circondarsi di persone che garantiscano sostegno reciproco.

Marianna Palermo, OPEN SCHOOL STUDI COGNITIVI

 

Le varie tipologie di relazioni di coppia

All’inizio del testo, l’autore fornisce una panoramica delle relazioni di coppia. La relazione solida e appagante è quella caratterizzata da stima e affetto reciproci e in cui entrambi i partner sono aperti al compromesso e alla negoziazione. La relazione mediocre, invece, appare meno stabile e uno dei due partner esperisce la sensazione che l’altro viva sulle proprie spalle in termini emotivi, temporali o materiali. La relazione orientata al conflitto è principalmente caratterizzata da rabbia, litigi ed emozioni negative e sono proprio queste emozioni a continuare a tenere insieme i partner, senza che subentrino indifferenza e appiattimento. La relazione che evita i conflitti, invece, caratterizza quelle coppie che riconoscono di non essere d’accordo su alcune questioni, ma evitano di coinvolgersi in scontri e litigi, in quanto ritengono che non sarebbero comunque in grado di trovare un punto d’incontro. La relazione di salvataggio subentra per rimarginare le ferite derivanti da precedenti delusioni, ma rischia di sopravvivere solo per un breve periodo. Nella relazione amichevole, invece, l’amore e la passione lasciano il posto all’amicizia. Infine nella relazione defunta i sentimenti reciproci, l’amore e il sesso risultano ormai scomparsi.

 

Trovare l’anima gemella nel momento giusto

Incontrare l’uomo e la donna giusta per la vita può risultare piuttosto difficile, sebbene esistano alcune condizioni che possono agevolare la scelta. La psicologa Julia Berkic dell’Istituto Statale bavarese di pedagogia infantile (2006) ha dimostrato che l’intesa migliore e a lungo termine è quella tra uomo insicuro e donna sicura. Si ritiene infatti che una persona esitante e dubbiosa abbia paura del nuovo e di prendere decisioni di cui non conosce l’esito, per questo preferisce continuare la relazione in cui è già coinvolta. Julia Berkic e il suo team hanno anche osservato delle coppie sposate da 28 anni (2006). Dai risultati è emerso come buona parte delle coppie fosse formata da un partner con attaccamento sicuro e uno con attaccamento insicuro e questo consentiva alla relazione di resistere a lungo.

Messaggio pubblicitario Karl Grammer (2005) ha inoltre dimostrato come le donne siano molto più selettive rispetto agli uomini. La ragione potrebbe risiedere nella biologia evolutiva: le donne hanno a disposizione un numero limitato di ovuli per la riproduzione, mentre gli uomini non hanno questa limitazione.
Rispetto al momento in cui si sancisce l’unione tra i due partner, attualmente è stato dimostrato come le donne si sposino in media a 31 anni e gli uomini a 34. Tuttavia, uno studio scientifico di Glenn e al. (2010) ha messo in evidenza come i giovani sposi siano più soddisfatti di coloro che convolano a nozze in età matura e sembrano avere una relazione più serena ed equilibrata.

Dopo aver incontrato l’anima gemella per tenersela stretta è importante non sottovalutare i contatti fisici e le piccole tenerezze. Il team di Coan (2006) ha ad esempio dimostrato come il semplice tenersi per mano riduca la tensione motoria ed emotiva e favorisca il mantenimento della relazione a lungo. Anche la vicinanza affettiva, la comunicazione, il pronunciare parole tenere e l’evitare commenti negativi nei confronti del partner ha dei benefici sulla durata della relazione (Bartens, 2015).

 

Gli effetti benefici della relazione di coppia

Secondo alcuni cardiologi di Toronto (Tobe e al., 2007), l’amore ha il potere di abbassare la pressione arteriosa soprattutto a fronte di eventi esterni stressanti e questo può proteggere dall’insorgenza di infarti, ictus e altre patologie. Le relazioni di coppia, quando risultano soddisfacenti, consentono, dunque, di proteggersi maggiormente dalle malattie e generano un maggiore benessere personale. Invece la fine di una relazione o la morte del partner possono generare problemi di salute, anche nel caso in cui ci si risposi. È stato dimostrato come il matrimonio, la presenza di una buona rete sociale e attività lavorative gratificanti possano rendere più longevi.

Tuttavia, non è sufficiente avere una relazione di coppia, ma essa deve risultare soddisfacente e solo in questo caso si percepiscono gli effetti benefici. In particolare la felicità aumenta il rilascio di dopamina e ossitocina che costituiscono un antidoto nei confronti delle situazioni stressanti. Insomma l’amore consente di tollerare maggiormente le sofferenze e lo stress della vita e di ammalarsi più raramente.

 

L’infedeltà e la gelosia

Le relazioni di coppia possono essere messe alla prova da situazioni di infedeltà. Alcuni studi hanno cercato di individuare quali possano essere i fattori che predispongono a relazioni extraconiugali. In particolare uno studio su 107 coppie di coniugi ha individuato 3 fattori: alcuni tratti di personalità come il narcisismo o la bassa autostima, la presenza di conflitti nella relazione e le disparità di valore personale tra i membri della coppia (Buss e al., 1997).
È stato anche dimostrato come esistano delle differenze tra uomini e donne rispetto alla gelosia e al sospetto di infedeltà: in particolare, gli uomini temono e si irritano soprattutto per eventuali infedeltà sessuali, mentre le donne sono più gelose nei casi di infedeltà emotiva. Inoltre, non sono emerse delle differenze di genere in termini di probabilità di tradimento.

Per quanto concerne la gelosia è emerso come essa sia più elevata quando i partner si attribuiscono un diverso fascino e sembra inoltre diminuire quando i partner convivono o passano molto tempo assieme e il rivale è lontano. Inoltre, le donne tendono a irritarsi maggiormente con la rivale rispetto agli uomini.

 

Come salvare le relazioni di coppia

Il divorzio e l’interruzione della relazione di coppia risultano frequenti quando si instaura una situazione in cui la donna pretende mentre l’uomo si tira indietro e non è disposto ad andare incontro alla partner. Le coppie che invece riescono ad evitare il divorzio sono quelle in cui le donne non adottano toni di rimprovero nei confronti del partner mentre gli uomini non si mostrano aggressivi.

Messaggio pubblicitario Schmitt a al. (2007) hanno messo in evidenza come per prevenire le rotture sia fondamentale comunicare e mostrarsi comprensivi. I litigi costruttivi consentono di portare avanti una relazione duratura. Emerge, inoltre, come si tollerino maggiormente le differenze reciproche se queste sono compensate da altrettanti pregi.
Le relazioni in pericolo risultano, invece, quelle in cui emergono disparità rispetto a quanto ciascuno investe nel rapporto e viene fatto continuamente un bilancio tra ciò che ciascuno dà e riceve dal partner.
Essere gelosi, controllare il partner, monopolizzare il suo tempo libero sono alcuni degli atteggiamenti che possono soffocare il partner e mettere a rischio la relazione di coppia.
Alcune strategie che possono invece mantenere a lungo una relazione di coppia sono: accettare che l’amore ripercorre diverse fasi e avere aspettative realistiche, non mettere continuamente in discussione l’amore per il partner, essere indulgenti nei confronti dei difetti altrui, conservare l’amicizia, ricercare gioie piccole e grandi, avere figli, avere una buona rete di amici e conoscenti, esserci l’uno per l’altra.

 

Le coppie che durano: conclusioni

Il libro si presenta di facile lettura e fornisce una serie di indicazioni e informazioni supportate dalla letteratura scientifica su come funzionano le relazioni di coppia, quali sono i fattori determinanti per un buon mantenimento della stessa e quali comportamenti possono invece indurre il divorzio o la fine della storia.

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Bibliografia

  • Bartens, W. (2015). La scienza delle coppie che durano. Feltrinelli editore.
  • Berkic, J. (2006). Bindung und Partnerschaft bei Langzeit-Ehepaaren.
  • Berkic, J., Quehenberger, J.(2012). Bindungsspezifische mechanismen der emotionsregulation bei langzeitehepaaren, in Bindungen –
  • Paare, Sexualitat und Kinder, a cura di K.H. Brisch, Stuttgart.
  • Bowlby, J. (1988). Una base sicura. Milano: Raffaello Cortina.
  • Buss, D.M., Shackelford, T.K. (1997). Susceptibility to infidelity in the first year of marriage, in Journal of Research in Personality, vol. 221, 193.
  • Coan, J.A., Schaefer, H.S., Davidson, R.J. (2006). Lending a hand: social regulation of the neural response to torea, in Psychological Science.
  • Glenn, N.D., Uecker, J.E., Love, J.R. (2010). Later first marriage and marital success, in Social Science Research.
  • Grammer, K., Fink, B., Neave, N. (2005). Human pheromones and sexual attraction, in European Journal of Obstetrics & Gynecology and Reproductive Biology.
  • Schmitt, M., Kliegel, M., Shapiro, A. (2007). Marital interaction in middle and old age: a predictor of marital satisfaction? In International Journal of aging and human development, vol. 65, p. 283.
  • Tobe, S.W., Kiss, A., Sainsbury, S., Jesin, M., Geerts, R., Baker, B. (2007). The impact of job strain and marital cohesion on ambulatory blood pressure during 1 year: the double exposure study, in American Journal of Hypertension, vol. 20, 148.
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