La ricerca della felicità con la riscoperta della sensorialità – Un articolo di Giancarlo Dimaggio

La ricerca della felicità: oltre che conoscere ed affrontare i propri demoni, è importante riscoprire il valore della sensorialità. 

ID Articolo: 117915 - Pubblicato il: 08 febbraio 2016
La ricerca della felicità con la riscoperta della sensorialità – Un articolo di Giancarlo Dimaggio
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Osservate noi psicoterapeuti all’opera. Il nostro ingegno al servizio della ricerca della felicità. Il primo mandato: rimuovere i meccanismi che fabbricano dolore. Ansie, ossessioni, rabbie, pensieri molesti. Dotati di cassette degli attrezzi di terza generazione, nella maggior parte dei casi funzioniamo. Non promettiamo di riuscire sempre e completamente, a volte falliamo, a volte rimangono scorie. Ma ce la caviamo abbastanza bene.

Articolo di Giancarlo Dimaggio, pubblicato sul Corriere della Sera di 31/01/2016

 

Il secondo passo: smuovere i grumi che ostruivano le fonti del benessere, nelle cui acque stagnanti la fermentazione ad alta temperatura produceva tossine. Qual è il segreto della nostra bottega? Se una formula si può svelare è: animare il corpo. La felicità non la trovate nella vittoria, nella conquista, nella quiete. Quelli si chiamano trionfo e relax. Belli, ma lasciano il tempo che trovano.

Messaggio pubblicitario Noi con i nostri pazienti stringiamo accordi. Innanzitutto, accettano di allenarsi all’ascolto del mondo interno. L’oppressione, il vuoto che la attanagliano, dove sono collocati? Nel petto? Nell’addome? Una tensione sulle spalle? Bene. Ora: dove risuona la leggerezza? Non lo so. Ci pensi. Concentriamoci. Si chiama: identificare desideri, attitudini, passioni. Piccole gioie che hanno dimenticato quanto valesse la pena perseguire. Poi: programmare l’azione. Tempo fa la chiamavamo attivazione comportamentale. Faccia qualcosa coerente con la ricerca del benessere. Sembra facile, non lo è. Il corpo si attiva e tutti i demoni sgorgano dal sottosuolo: colpe, paure, punizioni temute, sanzioni decretate da spietati giudici interni.

Questa è la parte più impegnativa: riconoscere che il demone altro non è che un fantasma, un prodotto dell’immaginazione, e persiste nell’azione.
Il punto d’arrivo: la riscoperta della sensorialità. La felicità dei pollici mentre affondano nell’impasto di acqua e farina. L’armonia del gesto mentre la racchetta impatta la pallina. Se un fantasma si affaccia, ignoratelo. C’è vostra figlia che sta esibendo la verticale solo per voi.

 

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