Responsabilità e disagio, una ricerca empirica sugli adolescenti piemontesi di Trinchero e Tordini (2011) – Recensione

Il testo racconta i cambiamenti della società odierna e quanto questi abbiano influito sulla crescita degli adolescenti e giovani di oggi - Psicologia

ID Articolo: 116687 - Pubblicato il: 08 gennaio 2016
Responsabilità e disagio, una ricerca empirica sugli adolescenti piemontesi di Trinchero e Tordini (2011) – Recensione
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Sonia Segoloni

Secondo Havighurst per affrontare questo periodo di “assestamento” vi sono dei “compiti di sviluppo” connessi alla fase adolescenziale, i quali si presentano in un preciso periodo della vita del soggetto e che assolti in modo adeguato possono condurre alle felicità.

Il volume “Responsabilità e disagio, una ricerca empirica sugli adolescenti piemontesi” si presenta suddiviso in tre capitoli. Il primo, “Il contesto dell’indagine” a cura di Maria Loretta Tordini, tratta della condizione in cui si trova la società attuale considerando tutti gli eventi più importanti che possano aver dato un contributo all’odierna situazione. Uno di questi è la globalizzazione che

ha mobilizzato masse di persone ma anche di capitali, culture, mentalità, valori, rivoltando certezze consolidate da anni e secoli, mescolando, cancellando, introducendo diverse realtà fra Popoli e Istituzioni
il boom economico del secondo dopoguerra e le varie trasformazioni politiche, Facebook e le innovative tecnologie.

Continuando di seguito con l’analizzare le sensazioni provate dai ragazzi di oggi sempre meno inclini a lasciare il proprio “ovile” per la sempre crescente incertezza che questo futuro offre loro, per poi concludere con dati più scientifici quali il Pil, prodotto interno lordo e il Bil, benessere interno lordo.

Il secondo capitolo che si intitola “Adolescenti tra responsabilità e disagio. Una ricerca empirica”, di Roberto Trinchero, pone all’attenzione del lettore un tema molto importante e sentito ovvero la transizione dalla “società dei ragazzi” alla “società degli adulti”. Questo periodo costituisce per il ragazzo sì un momento emozionante ma anche colmo di paure e incertezze,

il momento in cui il ragazzo si trova a far convivere e a cambiare gradualmente valori, norme, modelli, abitudini, stili di vita tipici della società dei ragazzi con i corrispondenti della società degli adulti.

Secondo Havighurst per affrontare questo periodo di “assestamento” vi sono dei “compiti di sviluppo” connessi alla fase adolescenziale, i quali si presentano in un preciso periodo della vita del soggetto e che assolti in modo adeguato possono condurre alle felicità. Contemporaneamente il ragazzo si trova sì a dover assolvere questi compiti ma anche a dover contrastare e superare livelli di problematicità del disagio in cui potrebbe trovarsi, e ve ne sono vari. Questo ha portato all’esigenza di condurre un’indagine empirica il cui obiettivo è stato quello

di descrivere le caratteristiche degli adolescenti che manifestano atteggiamenti di possibile disagio e rilevare relazioni significative tra le variabili suddette e tali atteggiamenti

Messaggio pubblicitario ISFAR EFT Le ipotesi che hanno guidato il lavoro sono le seguenti: gli indicatori di disagio possono essere diversi: per sesso, età, diversi contesti abitativi e familiari, ragazzi che frequentano tipi di scuola differenti e ragazzi che considerano importanti aspetti differenti. La tecnica di rilevazione dei dati utilizzata è una variante della tecnica delle storie. I risultati della ricerca hanno fatto emergere sette nodi problematici, che possono essere considerati come rispettivi diritti e doveri per gli adulti e per i ragazzi. Infine nel terzo ed ultimo capitolo intitolato “L’adolescenza vista giorno per giorno. I contributi delle scuole coinvolte nell’indagine” si dà spazio alle scuole che insieme ai ragazzi possono ora discutere delle problematiche e dei temi più importanti emersi dai risultati della ricerca.

Le citazioni per me più significative sono :

I ragazzi andrebbero maggiormente responsabilizzati e coinvolti nelle decisioni e nelle attività degli adulti, promuovendo e spronando una partecipazione a vari livelli: attività di volontariato, servizio sociale, cure dei soggetti deboli, anziani o meno fortunati, educazione di pari più giovani di loro, mentoring, ruoli attivi in iniziative culturali e sociali.
Pag.125;

I ragazzi affermano spesso di sentire la scuola come un mondo un po’ a sé rispetto alla vita che al di fuori vivono, talvolta avvertendola come qualcosa di estraneo, imposto. Ricorre in molti di loro la sensazione che la scuola sia una struttura rigida, pensata per contenerli ma non capace di interessarli.
pag.176;

Nelle nuove generazioni si assiste ad una curiosa contraddizione: da un lato c’è la forte tendenza a rimanere ancorate a situazioni del passato, per la sicurezza che possono offrire di fronte all’incertezza di un futuro “liquido”. Dall’altro la crisi economica, le innovazioni tecnologiche e l’intreccio di relazioni mondiali, dovute anche alla facilità dei viaggi aerei e al loro costo decisamente competitivo rispetto ad altri mezzi di trasporto, avviano grandi movimenti di masse umane. In Italia, molti giovani tendono a procrastinare il momento di distacco dalla famiglia e di assunzione delle responsabilità individuali, definiti talvolta “bamboccioni”, in realtà pagano l’incertezza di un futuro economicamente ed emotivamente assai poco strutturato, fonte d’inquietudine, senza concrete prospettive di lavoro, mentre l’idea di una famiglia basata sul matrimonio sfuma a vantaggio di convivenze più o meno stabili
pag.24/25.

Il target a cui si rivolge questo saggio è a mio parere tutto il personale scolastico e i genitori, i quali possono così affrontare le difficoltà, in modo empatico e consapevole, dando la giusta fiducia e il meritato appoggio a questi ragazzi, che spesso si trovano costretti ad indossare la maschera dei duri per non mostrare le tante debolezze che si trascinano dietro, non tanto per loro spavalderia bensì per un errato esempio che la nostra società propone ai loro occhi di giorno in giorno.

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Bibliografia

  • Trinchero, R., Tordini, M.L. (2011). Responsabilità e disagio, una ricerca empirica sugli adolescenti piemontesi. Franco Angeli editore.
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