Memoria transattiva: l’uso di internet ci rende insicuri di ciò che sappiamo?

L'accesso a internet riduce la fiducia nelle proprie conoscenze, ci rende più insicuri e influenza le nostre decisioni e i processi metacognitivi.

ID Articolo: 116481 - Pubblicato il: 30 dicembre 2015
Memoria transattiva: l’uso di internet ci rende insicuri di ciò che sappiamo?
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Le persone fanno meno affidamento sulla loro conoscenza quando hanno accesso a Internet, il che suggerisce che la nostra connessione al web stia influenzando il modo in cui pensiamo.

Il professor Risko, della University of Waterloo, ha condotto uno studio su un campione di 100 soggetti che hanno risposto a una serie di domande di cultura generale (del tipo qual’è la capitale della Francia?), indicando se ne conoscevano la risposta. Per metà dello studio, i partecipanti hanno avuto accesso a Internet e hanno dovuto cercare la risposta quando hanno risposto che non la conoscevano. Nell’altra metà dello studio, invece, non hanno avuto accesso a Internet.

Il team ha scoperto che chi ha avuto accesso al web ha avuto circa il 5% in più di probabilità di dire che non sapeva la risposta alla domanda. Inoltre, in alcuni contesti, le persone con accesso a Internet hanno segnalato la “sensazione di sapere di meno” rispetto a chi invece non ha avuto accesso alla rete.

Internet è un esempio di memoria transattiva: una sorta deposito esterno al nostro cervello che memorizza le informazioni al posto nostro e al quale ci riferiamo quando abbiamo bisogno di recuperarle.

Con l’ubiquità di Internet, siamo quasi sempre collegati a grandi quantità di informazioni. E quando i dati sono a portata di mano, le persone fanno meno affidamento sulle proprie conoscenze
ha detto il professor Risko, Canada Research Chair in Embodied and Embedded Cognition.

Messaggio pubblicitario Nell’interpretazione dei risultati, i ricercatori hanno ipotizzato che l’accesso a Internet possa rendere meno accettabile dire di sapere qualcosa. E’ anche possibile, però, che i partecipanti siano stati più propensi a dire che non sapevano una risposta quando avevano accesso al web perchè la ricerca offre l’opportunità di confermare la risposta o risolvere una curiosità, e il processo della scoperta è gratificante.

Questi risultati dimostrano che l’accesso a Internet può influenzare i processi metacognitivi e le decisioni che prendiamo su ciò che sappiamo e non sappiamo
ha detto Risko.
Speriamo che questa ricerca contribuisca alla nostra crescente comprensione di come un facile accesso a enormi quantità di informazioni influenzi il nostro pensiero, il nostro comportamento e il funzionamento del sistema di memoria transattiva formata da persone e da Internet.

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