Transparent ovvero l’ essere tra(n)sparenti: la genitorialità transgender dalla psicologia alle serie TV

Rispetto alla genitorialità omosessuale, quella transgender è poco studiata: cosa sappiamo riguardo all’essere 'trans-parent', ossia 'genitori trans'?

ID Articolo: 115454 - Pubblicato il: 13 novembre 2015
Transparent ovvero l’ essere tra(n)sparenti: la genitorialità transgender dalla psicologia alle serie TV
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Valentina Venturelli – OPEN SCHOOL Studi Cognitivi Modena

Transparent è prima di tutto un gioco di parole: ‘transparent‘ (dall’inglese) significa ‘trasparente’ ma non solo, esso contemporaneamente è la fusione di ‘trans‘, parola gergale per indicare una persona transgender e ‘parent‘, vocabolo inglese per ‘genitore’.

Con il termine Transgender ci si riferisce all’ampio spettro di individui che si identificano in modo transitorio o persistente con un genere diverso da quello assegnato alla nascita (APA, 2015).

Il titolo di questa serie tv statunitense asserisce fin da principio quale argomento viene trattato nella trama, dando voce ad una realtà più diffusa e più largamente accettata rispetto al passato, ma osservata comunque con sospetto e stigma: una realtà che coniuga l’identità transgender con l’identità di ruolo di genitore.

La serie televisiva, prodotta da Amazon, ideata e diretta da Jill Soloway, tesse un intricato intreccio di narrazioni personali legate ai componenti della famiglia Pfefferman. Filo conduttore della trama è la storia di Morton, capofamiglia e docente di scienze politiche in pensione, e del suo percorso di scoperta e rivelazione di sè come Maura.

Messaggio pubblicitario La serie tv, vincitrice di due Golden Globes come ‘Miglior serie televisiva’ e ‘Miglior attore in una serie televisiva’ a Jeffrey Tambor nella parte di Maura, cattura con freschezza e genuinità le caratteristiche del modo Transgender e si focalizza in particolare sui rapporti e sulle dinamiche che si sviluppano tra i personaggi e sulla loro connotazione psicologica. La lente di ingrandimento non è posta solo su Maura, ma lascia spazio anche alle storie di vita dei figli e dell’ex moglie. La complessità del coming out si intreccia con le difficoltà e incomprensioni legate all’accettazione di Maura da parte dei figli (Sarah, Josh e Ali) e dell’ex-moglie (Shelly), nonché alle problematicità individuali dei singoli.

L’intento dichiarato dall’autrice è quello di usare la serie tv per esplorare il concetto di identità di genere, partendo dalla propria biografia personale. Soloway, infatti, è stata ispirata dal coming out transgender del padre. La produzione ha cercato di abbattere i preconcetti culturali impiegando il più alto numero possibile (più di 80) di transgenders e come segno di lotta alla discriminazione, tutti bagni dei set sono stati resi neutri dal punto di vista del genere (Internet Movie Database [IMDb], 2014).

Obiettivo di questo articolo è, in primis, tentare di chiarire al lettore l’ingente numero di termini utilizzati per riferirsi al sesso e al genere e secondariamente analizzare la bibliografia più recente riguardo all’essere ‘trans-parent’, ossia genitori transgender.

Il termine transgender è un termine ombrello che descrive un vasto numero di persone che sperimentano e/o esprimono il loro genere in modo non eteronormativo, cioè in modo differente –a volte non tradizionale- da come la maggior parte delle persone si aspetta sulla base delle norme socio-culturali di appartenenza. Transgender è spesso usato come categoria inclusiva per un ampio spettro di identità che includono: transessuali, (..) drag queens e drag kings, male-to-female (MtF), female-to male (FtM), cross-dresser, gender benders, gender variant, gender non conforming e persone di genere ambiguo (Bilodeau & Renn, 2005).

Una persona MtF una persona di sesso biologico alla nascita maschile e sesso psicologico femminile, che ha compiuto la transizione al genere femminile; mentre FtM è una persona di sesso biologico femminile e sesso psicologico maschile, che ha compiuto la transizione al genere maschile. Cross-dresser è il termine preferibilmente utilizzato rispetto a ‘travestito’, che possiede una connotazione dispregiativa, ed indica una persona che usa indossare abbigliamento, trucco ed accessori che la società considera appartenenti al sesso opposto. Si stima che una percentuale compresa tra lo 0,25 e l’1 % della popolazione USA sia transessuale (National Center for transgender Equality, 2014).

Rispetto all’abbondanza di lavori sul coming out omosessuale, il coming out come transgender rimane un fenomeno molto meno studiato.

Uno studio di Bilodeau e Renn (2005) suggerisce che lo sviluppo dell’identità e dell’orientamento sessuale delle persone transgender possa essere assimilabile al processo descritto da D’Augelli per lo sviluppo dell’identità e dell’orientamento sessuale in gay, lesbiche e bisessuali. Tale modello modello, che copre l’intero life-span, si compone di 6 processi identitari relativamente indipendenti l’uno dall’altro e interattivi. Egli identifica:

  • Esito dell’identità eterosessuale
  • Sviluppo di un’identità personale gay/lesbica/bisessuale
  • Sviluppo di un’identità sociale gay/lesbica/bisessuale
  • Svelamento della propria identità gay/lesbica/bisessuale ai propri genitori
  • Sviluppo di una relazione intima gay/lesbica/bisessuale
  • Entrata nella comunità gay/lesbica/bisessuale.

Uno studio di Zimman (2009) sulle narrative utilizzate nel coming out transgender mostra come esse differiscono in modo significativo da quelle di gay e lesbiche. Egli denuncia, inoltre, che per molti autori il focus della ricerca verte sulla questione dell’orientamento sessuale rendendo in tal modo silenziosa la lettera T nell’acronimo LGBT (abbraviazione di Lesbian, Gay, Bisexual and Transgender).

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Bibliografia

  • American Psychiatric Association [APA] (2015). Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (DSM-5®) Trad.it. Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-5). Verona: Raffaello Cortina.
  • Bilodeau, B.L. & Renn, K.A. (2005). Analysis of LGBT identity development models and implications for practice. New Directions for Student Services, 111, 25-39.
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  • Herek, G.M. (1995). Psychological heterosexism in the United States. In A.R. D’Augelli & C.J. Patterson (Eds.) Lesbian, gay, and bisexual identities across the lifespan: Psychological perspectives (pp. 321-346). Oxford University Press.
  • Istar Lev, A., Choices Counseling & Consulting, and State University New York at Albany, School of Social Welfare, Albany, NY (2010). How Queer!-The development of Gender Identity and Sexsual Orientation in LGBTQ-Headed Families. Family Process, 49, 3.
  • Pietrantoni, L. (1999). L’offesa peggiore. L’atteggiamento verso l’omosessualità: nuovi approcci psicologici ed educative. Pisa: Del Cerro.
  • The Human Rights Campaign Coming Out Project [HRC]. (2014). Transgender Visibility. A guide to being you. da www.hrc.org
  • The National Center for Transgender Equality [NCTE] and The Human Rights Campaign Coming Out Project [HRC]. (2014). Coming out as transgender. www.hrc.org
  • Zimman L. (2009). The other kind of coming out: Transgender people and the coming out
    narrative genre. Gender and Language,3.1, 53–80.
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