Le implicazioni degli stili di attaccamento nella relazione tra caregiver e pazienti affetti da demenza (2)

La teoria dell’attaccamento aiuta a comprendere la relazione tra pazienti con demenza e familiari e a capire come l'attaccamento influenzi i caregivers.

ID Articolo: 115225 - Pubblicato il: 09 novembre 2015
Le implicazioni degli stili di attaccamento nella relazione tra caregiver e pazienti affetti da demenza
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Caregiver insicuri, inoltre, sembrano meno in grado di adoperarsi concretamente nel richiedere aiuto quando le difficoltà si manifestano (Crispi et al., 1997), come ad esempio rivolgersi ai servizi presenti sul territorio. Nello studio di Markiewicz e colleghi (1997) rivolto all’esplorazione degli stili di attaccamento e tratti di personalità dei caregivers, hanno mostrato come uno stile di attaccamento Sicuro mostri relazioni sane in cui le persone desiderano essere disponibili e affidabili. Lo stile ansioso-ambivalente riflette invece un attaccamento di dipendenza, accompagnato da emozioni di rabbia e delusione, mentre lo stile evitante riflette coloro che evitano o si distaccano dall’altro. Markiewicz e colleghi hanno inoltre evidenziato che il caregiver ansioso – ambivalente riportano più spesso reazioni emotive negative legate al proprio ruolo assistenziale e una tendenza minore a richiedere supporti esterni e rivolgersi ai servizi. Caregiver evitanti hanno maggior probabilità di affidare la cura ad un aiuto esterno.

Nel Regno Unito, come parte di uno studio longitudinale di persone con Alzheimer, lo stile di attaccamento del caregiver e le strategie di coping messe in pratica nella cura e assistenza del malato, sono state esaminate come potenziali predittori degli aspetti emotivi e psicologici nonché del grado di carico soggettivo esperito dal caregiver (Cooper, Owens, Katona, e Livingston, 2008). I risultati mostrano come caregiver con attaccamento insicuro segnalavano sintomi ansioso-depressivi, inoltre si è evidenziato come queste persone utilizzavano strategie di coping poco funzionali con conseguenza di sentire maggior carico.

Messaggio pubblicitario Magai e Cohen (1998) nel loro studio hanno analizzato l’impatto dello stile di attaccamento dei pazienti affetti da demenza, su chi si prende cure di queste persone. Osservando che lo stile di attaccamento di persone affette da demenza, era un predittore significativo del burden del caregiver.  Coloro che si prendono cura di un anziano affetto da demenza che mostra uno stile di attaccamento sicuro, saggeranno un minor carico nella cura. Per le persone affette da demenza, uno stile di attaccamento sicuro è stato correlato ad un minor manifestarsi di sintomi emotivi (ansia, frustrazione, agitazione) e ad un concetto di Sé positivo, con ansia inferiore e un concetto di sé più positiva.
Avere presente lo stile di attaccamento sia della persona affetta da demenza che del loro familiare è considerato importante per il benessere di entrambi i membri (Nelis et al., 2012).

Nella pratica clinica risulta quindi importante considerare le potenziali implicazioni di relazioni di attaccamento. Le evidenze scientifiche presentate mostrano come sia importante tenere presente il costrutto dell’attaccamento. Infatti nello specifico un stile di attaccamento sicuro permette di integrare in modo flessibile emozioni e cognizioni che possono condurre ad una cura dell’anziano in cui anche quest’ultimo risulta co-costrutture delle nuove dinamiche relazionali che si vengono ad instaurare; mentre uno stile di attaccamento insicuro, quindi poco funzionale alla costruzione di significati del Sé e del mondo, le discrepanze e le sofferenze soggettive possono essere un fattore di rischio per il benessere di chi si prende cura di un familiare malato.

Gli interventi psicoterapeutici dovrebbero concentrarsi maggiormente sulla risoluzione dei sintomi psicologici ed emotivi negativi, istruire ed insegnare strategie di coping adeguate, e sulla valutazione del burden, piuttosto che sull’ attaccamento, che è considerato stabile e non facilmente suscettibile di cambiamento attraverso l’intervento (Cooper et al., 2008).

In conclusione mentre lo stile di attaccamento non può essere aperto al cambiamento, il riconoscimento delle dinamiche di attaccamento risulta importante in termini di sostegno e cura per coloro che vivono con demenza.

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