La memoria autobiografica – Introduzione alla Psicologia Nr. 29

La memoria autobiografica organizza le conoscenze sugli episodi della vita personale in relazione a schemi o percorsi di significato, impliciti o espliciti.

ID Articolo: 114525 - Pubblicato il: 15 ottobre 2015
La memoria autobiografica – Introduzione alla Psicologia Nr. 29
Messaggio pubblicitario SFU Magistrale
Condividi

La memoria autobiografica organizza quell’ insieme di conoscenze dichiarative riguardanti i fatti e gli episodi della vita personale in relazione a schemi o percorsi di significato, impliciti o espliciti, consapevoli o inconsci.
INTRODUZIONE ALLA PSICOLOGIA (Nr. 29)

 

La scorsa settimana su questa rubrica abbiamo parlato delle differenze tra memoria semantica e memoria episodica (NdR).

 

Introduzione

Cosa giunge alla vostra mente nel momento in cui vi dico di pensare alla parola casa?
Sicuramente, delle immagini o dei ricordi che in qualche modo hanno qualcosa in comune con questa parola e che ricordano eventi di vita vissuta. Secondo Galton (1893) il bagaglio di conoscenza in nostra possesso, che deriva da storia di vita vissuta, è immagazzinata all’interno della la memoria autobiografica.

Memoria autobiografica: che cos’è

Messaggio pubblicitario La memoria autobiografica, dunque, immagazzina fatti e eventi accaduti alla persona in relazione a schemi o percorsi di significato, impliciti o espliciti, consapevoli o inconsci. La memoria autobiografica unifica consapevolmente le diverse esperienze di vita accumunandole da un significato comune, coerente tra i diversi ricordi facenti parte della stessa categoria. L’insieme di tutte queste informazioni costituisce il bagaglio di conoscenza che ognuno di noi possiede e che dipende, sostanzialmente, dalle esperienze effettuate.

Tracce mnestiche riguardanti situazioni accadute lontano nel tempo possono essere vivide alla nostra memoria. Questo accade perché i ricordi sono inglobati in una rete di significati più ampia che riguarda la conoscenza di noi, del mondo e delle relazioni sociali. Il ricordo, dunque, dopo essere stato rielaborato sarà inglobato all’interno di una di queste categorie. La nitidezza del ricordo è dettata dal significato emotivo o comportamentale a esso correlato. .

Per concludere, tutti costruiamo significati di esperienze vissute dotandoli di significato, legandoli ad aree che permettono di includere il ricordo e classificarlo in una rete di ricordi correlati a emozioni o a comportamenti significativi per l’individuo.

 

RUBRICA: INTRODUZIONE ALLA PSICOLOGIA

Sigmund Freud University - Milano - LOGO

VOTA L'ARTICOLO
(voti: 1, media: 5,00 su 5)

Consigliato dalla redazione

Trauma e memoria: il misinformation effect

Trauma e memoria: il misinformation effect

L'emozione può influenzare i ricordi della memoria autobiografica e può interferire con la vividezza degli stessi generando falsi ricordi %%page%%

Bibliografia

  • Leone, G. (2011). La memoria autobiografica. Conoscenza di sé e appartenenze sociali. Carocci Editore, Roma.
  • Galton, F. (1893). The Just-Perceptible Difference. The Times.
State of Mind © 2011-2019 Riproduzione riservata.
Condividi
Messaggio pubblicitario

Messaggio pubblicitario

Argomenti

Scritto da

Sono citati nel testo

Università e centri di ricerca

Messaggio pubblicitario