Emozioni e sindrome di Asperger. Educazione affettiva per bambini e ragazzi con sindrome di Asperger (2014) – Recensione

Il testo si propone di fornire degli accorgimenti utili sulla base della terapia cognitivo-comportamentale per l'educazione affettiva di bambini Asperger.

ID Articolo: 112255 - Pubblicato il: 14 luglio 2015
Emozioni e sindrome di Asperger. Educazione affettiva per bambini e ragazzi con sindrome di Asperger (2014) – Recensione
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Scritto dal prof. Tony Attwood e dalla dott.ssa Michelle Garnett, due psicologi clinici con una grande conoscenza dell’autismo, il programma fa della chiarezza e semplicità i suoi punti forza. Una solida base di strategie tipiche della Terapia Cognitivo Comportamentale, si arricchisce di accorgimenti e strumenti specificamente progettati per la popolazione autistica.

Insegnare ad un autistico che un abbraccio potrebbe essere il comportamento più adatto nei confronti di un amico che soffre è tanto importante quanto far comprendere ad una madre che il figlio autistico potrebbe non gradire i suoi baci non perchè non le voglia bene ma perchè tollera con fatica la sensazione spiacevole di sentirsi inumidire le guance.

Se si parte dal presupposto che l’affetto non coincide con l’espressione dello stesso, regolata da convenzioni sociali a servizio della popolazione neurotipica, questo libro è un’importante risorsa per migliorare la capacità di esprimere affetto in maniera adeguata alla diverse relazioni e situazioni, nella convinzione che ciò possa incidere positivamente sulla qualità delle amicizie e delle relazioni, varibile significativa nella qualità di vita di ciascuno di noi, autistico o neurotipico.

Scritto dal prof. Tony Attwood e dalla dott.ssa Michelle Garnett, due psicologi clinici con una grande conoscenza dell’autismo, il programma fa della chiarezza e semplicità i suoi punti forza. Una solida base di strategie tipiche della Terapia Cognitivo Comportamentale, si arricchisce di accorgimenti e strumenti specificamente progettati per la popolazione autistica. Il massiccio impiego di elementi visivi, attività di role playing ed esercizi pratici in situazioni di vita reale, riduce lo spazio dedicato alla conversazione, per assecondare uno stile di pensiero e di apprendimento che predilige il canale visivo ed esperienziale a quello della comunicazione verbale.

Messaggio pubblicitario Ampio spazio è riservato anche all’utilizzo di strategie utili a migliorare le abilità di lettura della mente tipica (TOM), quali le Social Stories e le Comic Strip Conversations, sviluppate da Carol Gray ed ampiamente diffuse in qualsiasi intervento volto a migliorare le competenze emotive e sociali nella popolazione autistica.

Dopo un’iniziale valutazione delle abilità oggetto del trattamento attraverso i questionari per i genitori e le storie in appendice,  il percorso si articola in cinque sessioni, ognuna delle quali è dedicata ad una specifica abilità:

  1. Analizzare i sentimenti di affetto
  2. Riconoscere ed esprimere l’affetto
  3. Fare e ricevere complimenti
  4. Comprendere le ragioni per le quali esprimiamo apprezzamento o amore con parole e gesti di affetto
  5. Sviluppare la capacità di esprimere affetto

Ogni sessione si apre con un riassunto della precedente e si chiude con un’attività da svolgere a casa, al fine di applicare le strategie imparate in ambito terapeutico  in situazioni  di vita reale. Per tale ragione è fortemente raccomandato il coinvolgimento della scuola, contesto privilegiato in cui sperimentarsi nell’esprimere e ricambiare l’affetto tra pari.

Messaggio pubblicitario Il conduttore del programma deve essere un professionista con una profonda conoscenza delle caratteristiche della popolazione autistica, solo così potrà essere in grado di individualizzare nel migliore dei modi le proposte del percorso. Nel caso in cui esso venga rivolto ad un gruppo di bambini o ragazzi, si raccomanda di tenere in forte considerazione le caratteristiche dei singoli così da formare un gruppo coeso e capace di collaborazione. In questo caso il rapporto tra conduttore e partecipanti varia tra uno a due e uno a quattro, a seconda del grado di esperienza del clinico.

L’approccio generale deve essere sempre quello di dare enfasi al successo e alla scoperta, bandendo completamente l’utilizzo esplicito ma anche implicito del giudizio “giusto/sbagliato” perchè, come ci ricorda la famosa autistica Temple Grandin, provare amore non nello stesso modo in cui lo prova la maggior parte dei neurotipici non vuol dire essere capaci di un amore meno prezioso di quello degli altri.

Questo è l’aspetto più importante da tenere a mente per fare sì che questo prezioso programma sia davvero al servizio della popolazione autistica e non di quella neurotipica che spesso cade nell’errore di credere che uniformarsi ai propri parametri sia l’unica via per l’integrazione di chi è diverso.

 

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BIBLIOGRAFIA:

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