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Il fondamentalista riluttante (2007): la nostalgia e l’identità – Psicologia & Letteratura

Il libro parla della storia di un giovane pakistano emigrato in America e dei suoi sentimenti di gioia, dolore, nostalgia e sicurezza legati all'emigrazione

ID Articolo: 106979 - Pubblicato il: 02 marzo 2015
Il fondamentalista riluttante (2007): la nostalgia e l’identità – Psicologia & Letteratura
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Nella nostalgia è la continuità temporale di sé che viene interrotta bruscamente, poiché i ricordi, vuoi perché evocano dolore, o gioia, o sicurezza perduti, non sono più al servizio di un senso soggettivo di armonica coesione ma funzionano come spartiacque, come ingiunzione costrittiva di scelta tra come si era e come si è.

E’ un piccolo e intenso libro, circa 130 pagine, scritto nella forma del monologo teatrale, da cui è stato anche tratto un film nel 2012.

Il protagonista, un giovane pakistano, racconta la sua storia di vita ad un americano incontrato per caso in un caffè di Lahore.
Ammesso a vivere negli Stati Uniti grazie ai suoi brillanti risultati scolastici, prima frequenta una prestigiosa università americana e poi, in rapida successione, viene assunto da una società di consulenza finanziaria newyorkese dove inizia una carriera lavorativa destinata al successo.

In lui si realizza la più pura espressione del sogno americano, delle “possibilità per tutti” che sposta il baricentro dell’identità da ciò che si è o che si è stato a ciò che si vuole diventare, un’identità in sintonia con un paese con una storia breve.
Accanto a questo, l’amore doloroso per una giovane e fragile donna, traumatizzata dalla perdita di un precedente grande amore, che vive ossessionata dai ricordi.

Messaggio pubblicitario La vita di Changez, questo il suo nome, procede così fino all’11 settembre, giorno che sconvolgerà la sicura e quasi prevedibile vita di quest’uomo, perfettamente inserito nella multiformità statunitense, attivando in lui un forte richiamo nostalgico verso il proprio paese.

E’ un piccolo libro che parla di un sentimento importante e talvolta trascurato nei ragionamenti psicologici, la nostalgia, le volte in cui diventa talmente penosa e pervasiva da rendere impossibile vivere nel presente poiché esso diventa un’interruzione inaccettabile della propria storia personale, un tradimento del senso di appartenenza e una minaccia al mantenimento, nel tempo, della propria identità.

Anche il cosiddetto lavoro del lutto a volte è ostacolato dall’impressione che riprendere a star bene significherebbe sminuire il passato legame.
La nostalgia, desiderio intenso e struggente di una persona o situazione lontana o perduta, è sentimento molto legato alla memoria di sé nella sua funzione integrativa: per saper chi sono e poter prevedere come sarò devo poter tornare a come ero e riconoscere tracce di quel passato nel presente.

Messaggio pubblicitario Nella nostalgia è la continuità temporale di sé che viene interrotta bruscamente, poiché i ricordi, vuoi perché evocano dolore, o gioia, o sicurezza perduti, non sono più al servizio di un senso soggettivo di armonica coesione ma funzionano come spartiacque, come ingiunzione costrittiva di scelta tra come si era e come si è.

E può capitare, come racconta il libro, che la scelta cada su come si era, ci si consegna al passato e il presente diventa inutile, talvolta delirante, comunque da rinnegare.
Nei ricordi si rimane vivi, sono solamente queste vivide immagini evocative cristallizzate nella memoria a suscitare forti sentimenti.
Così accade a Changez che, causa l’11 settembre, prova uno struggente desiderio del proprio paese e della sua identità di cittadino mediorientale.

PSICOLOGIA CROSSCULTURALE
Così accade a Erica, la donna amata, che “stava scomparendo in una possente nostalgia da cui poteva solo scegliere se fare o meno ritorno” (pg.83).
Così accade all’America stessa che, traumatizzata dall’atto terroristico, si chiude in un nostalgico e intransigente nazionalismo, sostituendo la libertà e l’accoglienza in diffidenza e sospettosità verso gli stranieri.

La nostalgia è la malattia dei migranti, non solo di prima generazione e, considerata la crescente importanza del fenomeno nel nostro paese, dovrà essere oggetto di riflessione sia in termini di prevenzione che di cura.

PSICOPATOLOGIA DELLE MIGRAZIONI

 

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BIBLIOGRAFIA:

  • Hamid, M. (2008). Il fondamentalista riluttante. Einaudi Editore: Torino.  ACQUISTA ONLINE
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