Report: Master in Psicoterapia per i Disturbi alimentari – Firenze

Si è concluso il Master incentrato sulla diagnosi e sul trattamento dei Disturbi alimentari, con modelli di intervento standard e approcci innovativi

ID Articolo: 101002 - Pubblicato il: 01 luglio 2014
Report: Master in Psicoterapia per i Disturbi alimentari – Firenze
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 Lisa Barbieri

 

Report dal Master

Psicoterapia dei Disturbi Alimentari – Firenze

 

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Il tema del master è incentrato sulla comprensione, sulla diagnosi e sul trattamento dei disturbi alimentari attraverso una modalità ricca nella pratica, innovativa e interattiva grazie all’utilizzo di esempi clinici, simulate e registrazioni audiovisive.

Il giorno 8 Giugno si è concluso, in un clima di generale soddisfazione, il Master in psicoterapia per i Disturbi alimentari tenuto dalla Scuola Cognitiva di Firenze.

I Disturbi alimentari (DA) rappresentano una grave entità psicopatologica dovuta alla difficoltà nel trattamento, alla cronicizzazione del disturbo e all’elevata mortalità, e rappresentano la terza malattia cronica più comune in adolescenza dopo l’obesità e l’asma.

I DA si dividono in sottocategorie tra cui AN, BN, BED (nel DSM V) e EDNOS suggerendo che siano tra loro distinte, in realtà presentano caratteristiche comuni tanto che Christopher Fairburn ha proposto che tali disturbi siano considerati come un’unica categoria e che quindi ci sia una specifica terapia, focalizzata sulla psicopatologia dei DA: la Terapia Cognitivo Comportamentale Transdiagnostica che ha rappresentato il trattamento di elezione, efficace ed empiricamente supportato per la cura dei DA.

Negli ultimi venti anni però sono stati sperimentati nuovi approcci che stanno influenzando in modo profondo il modello standard, al punto da far spostare l’attenzione della comunità clinica e scientifica internazionale verso alcuni degli approcci terapeutici Cognitivo Comportamentali che sono stati definiti di “terza ondata” (Hayes, Luoma, Bond, Masuda e Lillis, 2006) e che stanno sempre più influenzando anche l’intervento sui DA.

Messaggio pubblicitario Questi nuovi approcci si occupano di quei fattori che portano alla ripetitività del pensiero e a una cattiva gestione delle strategie di coping. Esempi di interventi di CBT di terza generazione sono: l’Acceptance and Commitment Therapy (ACT, Hayes, 1999), la Dialectical Behavior Therapy (DBT; Linehan, 1993), la Functional Analytic Psychoterapy (FAP, Kohlenberg & Tsai, 1991), la Mindfulness-Based Cognitive Therapy (MBCT; Segal, Williams, & Teasdale, 2001), Terapia Metacognitiva Interpersonale (Di Maggio & Popolo) e gli approcci meta-cognitivi (Wells, 2000).

Il Master si è svolto a Firenze nei finesettimana del 23, 24 e 25 Maggio e 7 e 8 Giugno e ha visto il succedersi di relatori appartenenti alla Scuola Cognitiva di Firenze e all’Azienda USL 11 di Empoli (FI): Stefano Lucarelli, Gloria Vazzano, Giovanni Castellini, Paolo Dirindelli; e relatori appartenenti al panorama internazionale come Janet Treasure e Kate Tchanturia.

Il tema del master è incentrato sulla comprensione, sulla diagnosi e sul trattamento dei disturbi alimentari attraverso una modalità ricca nella pratica, innovativa e interattiva grazie all’utilizzo di esempi clinici, simulate e registrazioni audiovisive.

Con una particolare attenzione alle ultime ricerche per il trattamento delle diverse categorie di DA in tutte le fasi della vita: dall’infanzia, all’adolescenza fino all’età adulta. Prezioso l’intervento sul modello di presa in carico della famiglia di pazienti con DA messo a punto dal Maudsley Hospital di Londra.

Il Dr. Stefano Lucarelli, psichiatra, psicoterapeuta presso il Servizio per la cura e il trattamento dei Disturbi dell’ Alimentazione dell’Azienda USL 11 di Empoli, Socio della Società Italiana di Terapia Comportamentale (SITCC), ha aperto i lavori facendo un quadro generale sulla diagnosi, epidemiologia e comorbilità dei vari disturbi alimentari soffermandosi sulla valutazione psichiatrica dei pazienti e sull’intervento sulla motivazione garantendone un’adeguata comprensione anche grazie all’utilizzo di videoregistrazioni.

Il giorno successivo ha passato il testimone alla Dr.ssa Gloria Vazzano, psicologa, psicoterapeuta presso il Servizio per la cura e il trattamento dei Disturbi dell’ Alimentazione dell’Azienda USL 11 di Empoli, Socio ordinario della Società Italiana di Terapia Comportamentale e Cognitiva (SITCC), che si è orientata maggiormente sul modello transdiagnostico per il trattamento dei DA e successivamente sul trattamento centrato sul rimuginio e il controllo (TRC-DA) e sulle procedure di intervento sulle credenze centrali di questi disturbi.

Ha concluso il finesettimana il Dr. Giovanni Castellini, psichiatra e psicoterapeuta. La giornata ha previsto la presentazione della categoria diagnostica del BED e un confronto con i nuovi criteri diagnostici del DSM V che riconosce il BED come categoria a sé stante, per poi passare all’epidemiologia e alla psicopatologia del disturbo grazie all’apporto degli ultimi articoli presenti in letteratura.

La giornata si conclude con una panoramica sul trattamento del BED e con una valutazione dei pro e contro di ogni intervento.

Un notevole e aspettato interesse ha suscitato la presenza e la partecipazione delle Dr.sse Janet Treasure e Kate Tchanturia che hanno aperto i lavori del secondo weekend del master.

Janet Treasure, Director of Eating Disorder Unit, South London and Professor of Psychiatry at King’s College London, ha presentato il modello del Maudsley Hospital che evidenzia l’importanza dei familiari come fonte di aiuto per pazienti con DA e identifica come molti comportamenti dei familiari rappresentano i fattori di mantenimento del disturbo: attraverso l’uso di metafore animali vengono identificati gli stili di reazione dei caregiver al DA e come questi impattano sul percorso di cura.

Messaggio pubblicitario Il modello infatti prevede un coinvolgimento attivo dei familiari di tali pazienti affinchè possano diventare consapevoli ed eliminare questi meccanismi di mantenimento del disturbo e sostenere il paziente nel processo di cura.

 

É stata poi la volta della dr.ssa Kate Tchanturia, Consultant Clinical Psychologist and Senior Lecturer, South London and Maudsley Hospital, Istitute of Psychiatry, King’s College London; che con una modalità interattiva che ha coinvolto tutto il pubblico, ha presentato il protocollo CRT- Cognitive Remediation Therapy, secondo cui i disturbi cognitivi dell’Anoressia Nervosa non vanno affrontati a livello di contenuti, come il perfezionismo, il controllo, la paura di ingrassare, ecc.. ma a livello di processi aiutando la paziente a ragionare in modo più globale e flessibile attraverso un vero e proprio allenamento cognitivo.

Giunti ormai all’ultima giornata del master che ha avuto come protagonisti della mattina il Dr. Stefano Lucarelli e la Dr.ssa Gloria Vazzano, i quali hanno parlato della terza ondata della Terapia Cognitivo Comportamentale in cui il focus dell’intervento si sposta sui processi cognitivi abbandonando l’analisi delle prove e delle controprove dei contenuti cognitivi.

Tra questi nuovi approcci l’attenzione si è poi focalizzata sul modello della DBT di Marsha Linehan adattato ai disturbi alimentari secondo cui il nucleo della problematica di tali pazienti consiste nella regolazione disfunzionale delle loro emozioni che li porta a ricorrere a mezzi disfunzionali come le abbuffate per gestire le emozioni.

Nel pomeriggio ha concluso l’evento il Dr. Paolo Dirindelli, neuropsichiatra infantile, dirigente medico presso Neuropsichiatria Infantile dell’Azienda USL 11 di Empoli, che ha portato la propria esperienza sui DA in infanzia e adolescenza, dalla diagnosi alla presa in carico del paziente e della famiglia e conseguente trattamento attraverso la presentazione di casi clinici.

In conseguenza dei feedback positivi ricevuti e dell’ottimismo dei relatori e organizzatori che ne hanno reso possibile la realizzazione, il pensiero va all’organizzazione futura di una nuova edizione del master.

 

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