Ossitocina come regolatore di comportamenti sociali

Secondo lo studio l' ossitocina potrebbe essere utile nel trattamento dei disturbi psichiatrici che comportano la compromissione del funzionamento sociale.

ID Articolo: 34875 - Pubblicato il: 04 ottobre 2013
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Rassegna Stampa - State of Mind - Il Giornale delle Scienze Psicologiche

Secondo una recente review condotta dal team della University of Massachusetts Medical School guidato dal Dr David Cochran, l’ ormone ossitocina potrebbe essere utile nel trattamento di alcuni disturbi psichiatrici, in particolare quelli che comportano la compromissione del funzionamento sociale come l’autismo e la schizofrenia.

L’ossitocina è un ormone neuropeptide che, noto per il suo ruolo nel promuovere il flusso del latte materno durante la gravidanza, sembra anche svolgere un’importante funzione nel regolare i comportamenti sociali. La review, pubblicata sull’ Harvard Review of Psychiatry, segnala prove del coinvolgimento dell’ossitocina nel decision-making sociale, nella valutazione e risposta a stimoli sociali, nella mediazione delle interazioni sociali e nella formazione di memorie sociali negli esseri umani.

Sulla base di questi dati i ricercatori hanno avanzato l’ipotesi che l’ossitocina possa essere un fattore comune in alcuni disturbi psichiatrici. 

Alcuni studi hanno riportato una “disfunzione nel processo dell’ossitocina” nei bambini con disturbi autistici. Ci sono anche prove che i geni che influenzano l’ossitocina, ad esempio il gene del recettore dell’ossitocina, OXTR – possono essere coinvolti nello sviluppo dei disturbi dello spettro autistico.

Sulla base di prove iniziali, l’ossitocina potrebbe un giorno “essere un agente di trattamento utile per migliorare alcuni aspetti della cognizione sociale e per ridurre i comportamenti ripetitivi” in pazienti con disturbi dello spettro autistico, anche se gli studi sono solo nelle prime fasi di valutazione dell’efficacia clinica. Gli autori discutono un caso di significative riduzioni di gravità dell’autismo con l’ossitocina, e l’unico studio controllato di trattamento con ossitocina a lungo termine ha mostrato un miglioramento nell’identificazione delle emozioni e della qualità della vita.

Studi sul rapporto tra ossitocina e schizofrenia hanno prodotto risultati contrastanti: le associazioni con geni legati all’ossitocina non appaiono così forti come per l’autismo. Tuttavia, alcuni studi suggeriscono che l’ossitocina potrebbe essere un trattamento utile per i pazienti affetti da schizofrenia, in alcuni trial sperimentali infatti ci sono stati effetti incoraggianti sulla gravità della schizofrenia e sulla cognizione sociale.

Poiché l’ossitocina è coinvolta nelle risposte allo stress, è stato anche studiato il suo potenziale ruolo nei disturbi dell’umore e disturbi d’ansia. Ad esempio, ci sono prove che l’ossitocina può essere coinvolta nelle risposte positive alla terapia elettroconvulsiva per la depressione grave.

Messaggio pubblicitario Anche se finora ci sono poche prove che l’ossitocina sia un trattamento utile per l’ansia e la depressione. Lo stesso vale per i primi studi sull’ossitocina per il trattamento del disturbo ossessivo-compulsivo e il disturbo di personalità borderline.

In conclusione “l‘evidenza suggerisce un ruolo dell’ossitocina nella fisiopatologia di alcuni disturbi psichiatrici, in particolare quelli caratterizzati da menomazioni nel funzionamento sociale” scrive Cochran. “Tuttavia, la natura preliminare dei dati attualmente disponibili preclude una chiara comprensione della natura esatta di questo ruolo“.

Così, nonostante alcuni risultati promettenti, è troppo presto per concludere che l’ossitocina è un trattamento utile per l’autismo, la schizofrenia, o qualsiasi altro disturbo psichiatrico. 

Nel frattempo, i ricercatori continueranno nei loro tentativi per chiarire il ruolo dell’ossitocina nei disturbi psichiatrici e gli effetti dei trattamenti con questo ormone.

 

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