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Me and you and everyone we know – Recensione

Me and You and Everyone We Know: film del 2005 di Miranda July, arriva con difficoltà al grande pubblico ma lascia un segno in coloro che la incontrano.

ID Articolo: 32240 - Pubblicato il: 27 giugno 2013
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Recensione del film

ME AND YOU AND EVERYBODY WE KNOW

di Miranda July

(2005)

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Me and you and everybody we know“Me and You and Everyone We Know”, film del 2005 scritto, diretto e interpretato da Miranda July, è una di quelle opere che arrivano con difficoltà al grande pubblico ma lasciano un segno profondo in coloro che hanno la fortuna di incontrarle sul proprio cammino di appassionati di cinema.

Se è vero che un buon film, per essere tale, deve generare un cambiamento nello spettatore tra l’ingresso in sala e l’uscita, “Me and You and Everyone We Know” è uno straordinario gioiello narrativo; la storia è semplice e coinvolge personaggi assai diversi tra loro, accomunati dal bisogno di entrare in relazione con qualcuno: il commesso di un negozio di scarpe appena lasciato dalla moglie, una cliente (Miranda July, personaggio principale) dalla personalità eterea, delicatamente artistica, e intorno altri soggetti che mossi da una condizione di solitudine o da un ingenuo desiderio di scoperta rivolgono lo sguardo alla vita che scorre accanto, tentando di entrarne a far parte.

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Così un bambino si ritrova in una chat a scambiare messaggi erotici con un personaggio adulto che verrà svelato alla fine, ma il suo parlare di cacca è un parlare da bimbo che come nel teatro dell’assurdo si incastra con le rappresentazioni oscene dell’altro, nella reciproca compensazione di una solitudine che può toccare con significati diversi ogni momento dell’esistenza.

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Così due adolescenti confuse tra pulsioni sessuali e slanci provocatori prendono di mira un omone impacciato, che presto assume l’iniziativa e libera le proprie fantasie scrivendole su fogli esposti alle finestre, ma il gioco non perde mai l’ironia, la purezza della scoperta.

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Il racconto centrale, quello che delinea le sfumature emotive degli attori in una struttura narrativa più approfondita, è il legame tra il commesso e la protagonista; nessuna introduzione formale, nessun pensiero, si vive unicamente la curiosità per un’emozione che spiazza e sorprende, ridefinisce i luoghi – geniale e poetica la passeggiata fino alla macchina parcheggiata, lungo un marciapiede che descrive la parabola di una vita insieme – e le possibilità creative. “Me” and “You” si legge sulle scarpe che la giovane donna ha comprato al negozio, mentre i suoi piedi si osservano, si avvicinano timidamente l’uno all’altro, e la videocamera riprende per farne un istante di amore senza parole. Entrambi i protagonisti, entrambe le scarpe che li contengono e li guidano, sono un dialogo fra dubbi e alternative, tentazione di abbandonarsi all’altro e difficoltà di accedere liberamente al corso spontaneo dell’esperienza.

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Messaggio pubblicitario Ogni persona, ci comunica il film, è un costante tentativo di negoziare tra riflessioni assolute e particolari – mirabile la scena del pesce rosso dimenticato sul tetto di un’auto e destinato a morte certa non appena la velocità sarà ridotta o aumentata, immagine del nostro bisogno di esistere e al tempo stesso dell’imprevedibilità che condiziona tale bisogno – ogni strada è la ricerca di un “noi” da trovare fra coloro che incontriamo, che incrociamo talvolta per un solo istante osservandoli dal finestrino del viaggio.

Il bisogno di relazione non ha parole giuste o sbagliate, gesti appropriati o meno, non ha un copione da rispettare e quando cade vittima di un senso predefinito si snatura nel conformismo che impedisce di contattare l’essenza reale di ciò che viviamo; “Me and You and Everyone We Know” unisce figure normali e bizzarre, risolute e fragili, nel connubio fra passione per la vita e inconfessabile disperazione, dedicando a tutte loro il messaggio più autentico, nessuno è davvero solo se si apre allo sguardo dell’altro.

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