In Treatment – Psicoterapia in TV. S01E07 Alex

In Treatment – Psicoterapia in TV. S01E07 Alex: mantiene il suo atteggiamento narcisistico: vuole solo il meglio di tutto.

ID Articolo: 26109 - Pubblicato il: 11 febbraio 2013
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In Treatment – Psicoterapia in TV

SETTIMA PUNTATA

Alex

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In Treatment – Psicoterapia in TV. S01E07 AlexProbabilmente Alex ha bisogno della terapia, ma non riesce ad accettarlo e a chiederlo esplicitamente. Continua a mantenere il suo atteggiamento narcisistico: vuole solo il meglio di tutto e lo dice chiaramente a Paul.

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Alex torna e Paul non se lo aspettava. Non torna in terapia, però. Ancora una volta si presenta per chiedere un consulto, anzi un consiglio. Teoricamente non è ancora iniziata una terapia con Alex. Queste trattative, queste fasi esplorative sono forse l’aspetto più istruttivo del telefilm.

La psicoterapia, soprattutto con Otto Kernberg, ha preso coscienza di questo problema una volta sottovalutato. Un tempo si credeva che il paziente, con la sua semplice presenza nello studio, fosse già in terapia. A quel punto l’azione curativa si sarebbe esplicata inevitabilmente, che il paziente volesse o meno. Un analista avrebbe interpretato l’inconscio, un cognitivista avrebbe cercato i pensieri disfunzionali e un sistemico avrebbe analizzato le relazioni interpersonali.Recensione - Il Trono di Spade (A Game of Thrones)

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Non è così semplice. Occorre invece che il paziente giochi consapevolmente e coscientemente la partita in collaborazione con il terapeuta e creda nella terapia. Questo non perché la terapia sia suggestione, ma perché la terapia è però azione. E per farla funzionare occorre la collaborazione attiva del paziente. Il che non significa che il paziente sia sempre esplicitamente alleato del terapeuta: può anche esprimere dubbi o addirittura non riconoscersi nelle valutazioni del terapeuta e rifiutarne le conclusioni.

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Spesso abbiamo fatto l’esempio dei narcisisti, restii ad abbandonare le loro convinzioni di superiorità rispetto alla media delle altre persone. Ma deve però sempre essere disposto ad assumere una posizione di auto-osservazione dei suoi stati d’animo, anche quando rifiuta i suggerimenti del terapeuta.

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Alex è ancora molto lontano da una posizione simile. Si ripresenta per un consulto, anzi per un consiglio. Non è ancora in terapia. Però continua a ripresentarsi ogni settimana senza che Paul glielo abbia detto. Probabilmente ha bisogno della terapia, ma non riesce ad accettarlo e a chiederlo esplicitamente. Continua a mantenere il suo atteggiamento narcisistico: vuole solo il meglio di tutto e lo dice chiaramente a Paul. E rifiuta il caffè che gli viene offerto, definendolo brodaglia.

Messaggio pubblicitario Durante la seduta, o consulto, Alex tenta ancora di mantenere un atteggiamento di negazione dei suoi sentimenti. È stato a Baghdad a vedere il luogo del bombardamento di cui è responsabile, e sostiene di non avere provato nulla. Nessun senso di colpa, nessun turbamento. Respinge l’incoraggiamento di Paul ad avere pazienza e assumere un atteggiamento di auto-osservazione curiosa verso se stesso. Ribadisce di non provare nulla. Poi racconta fatti terribili su suo padre e sua moglie, tutti incentrati sulla negazione dei sentimenti. Il quadro che emerge è di forte auto-controllo e negazione di sé. La seduta si interrompe improvvisamente in una situazione di crisi, in cui Alex ha confessato di non provare nulla verso sua moglie.  

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