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Morbo di Alzheimer: la meditazione riduce lo stress dei familiari

Recenti studi mostrano che la pratica di meditazione yogica può ridurre lo stress nei familiari dei pazienti con morbo di Alzheimer.

Di Linda Confalonieri

Pubblicato il 27 Lug. 2012

Aggiornato il 21 Gen. 2020 13:04

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Qualche mese fa una ricerca pubblicata su International Journal of Geriatric Psychiatry e citata anche dal Los Angel Times dimostrava che la pratica di una forma di meditazione yogica (Kirtan Kriya Meditation) per 12 minuti al giorno per otto settimane può ridurre i livelli di stress nei caregivers dei pazienti con morbo di Alzheimer. Ora finalmente analisi successive – che hanno utilizzato gli stessi soggetti nell’ambito dello stesso trial- ci spiegano anche il perché, ovvero vanno a indagare il processo responsabile di tale effetto. Sembrerebbe che la pratica di questo tipo di yoga porti alla riduzione dei meccanismi biologici responsabili della risposta infiammatoria del sistema immunitario, che se costantemente attivata ad alti livelli può contribuire a una moltitudine di problemi di salute cronici.

Il lavoro pubblicato da pochi giorni su Psychoneuroendocrinology si è concentrato sui familiari caregivers di persone con demenza. Perché proprio questo target? Va considerato che prendersi cura di un familiare con demenza senile o morbo di Alzheimer può essere un fattore di stress rilevante: i familiari più anziani che si occupano di loro parenti affetti da tale diagnosi riferiscono elevati livelli di stress e depressione, essendo quindi anche più a rischio di patologie somatiche connesse allo stress, quali disturbi cardiovascolari, etc.

Nello studio, i partecipanti sono stati randomizzati in due gruppi. Il gruppo di meditazione è stato guidato nella pratica di almeno 12 minuti meditazione yogica Kirtan Kriya per otto settimane;  l’altro gruppo è stato sottoposto a un training di rilassamento guidato da un cd, sempre per 12 minuti al giorno per otto settimane.

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Al pre e post-assessment sono stati prelevati i campioni di sangue per ciascun soggetto. L’obiettivo dello studio era di determinare se la meditazione yogica potesse alterare l’attività delle proteine ​​infiammatorie che caratterizzano l’espressione genica delle cellule del sistema immunitario. I dati dello studio dimostrano di fatto che 68 geni presentano un profilo di espressione alterato nei termini di una ridotta attività di proteine ​​(citochine) legate direttamente a un maggiore stato infiammatorio (e correlate anche a un maggiore livello di stress) nel gruppo sperimentale rispetto al gruppo di controllo.

Lo studio, quindi, risulta rilevante perché apre uno spiraglio esplicativo dal punto di vista biologico sul processo che media gli effetti dello yoga sul sistema immunitario e sullo stress.

 

 

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Redattrice di State of Mind

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