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Conoscere l’uomo. Il suo sentire, il suo agire, il suo evolversi – Report dal Simposio di Firenze

Report dal Simposio del 10 novembre a Firenze, organizzato dal Prof. G. Nardone: Conoscere l’uomo. Il suo sentire, il suo agire, il suo evolversi

ID Articolo: 160105 - Pubblicato il: 22 novembre 2018
Conoscere l’uomo. Il suo sentire, il suo agire, il suo evolversi – Report dal Simposio di Firenze
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Si è concluso da poco il Simposio tenutosi il 10 novembre a Firenze, organizzato dal Centro di Terapia Strategica fondato e diretto dal Prof. Giorgio Nardone ed in partnership con l’Università degli Studi Link Campus University, dal titolo Conoscere l’uomo. Il suo sentire, il suo agire, il suo evolversi, che ha visto come relatori sette notevoli professionisti che da prospettive diverse hanno illustrato ed argomentato come l’essere umano, come sostenuto dallo stesso Prof. Giorgio Nardone, “costruisce la realtà che poi subisce o gestisce

 

Messaggio pubblicitario I relatori partecipanti sono stati lo stesso Prof. Giorgio Nardone, psicologo e psicoterapeuta, fondatore e direttore del Centro di Terapia Strategica di Arezzo e terapista di fama mondiale; Michel Bitbol filosofo della scienza, fisico quantistico e consulente del Dalai Lama; Umberto Galimberti, filosofo, scrittore e giornalista; Igor Sibaldi, scrittore, studioso di teologia, filosofia e filologia; padre Guidalberto Bormolini, monaco, esperto di antropologia teologica; David Corsini, ingegnere, scienziato, esperto di robotica e Nicoletta Berardi, Professore ordinario di Psicobiologia Psicologia Fisiologica.

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RELATORI Conoscere l’uomo. Il suo sentire, il suo agire, il suo evolversi - ReportImm 1 – I relatori del Simposio “Conoscere l’uomo”

Michel Bitbol – Oggettivare il soggettivo

Il Simposio attraverso i suoi sette relatori, ha offerto la possibilità di confrontarsi con saperi differenti spaziando dalla conoscenza della mente attraverso la fisica quantistica con Michel Bitbol, che mette in luce come la ricerca dell’oggettività delle scienze della natura per studiare la coscienza sia un sintomo della sofferenza dell’uomo nel voler contenere e controllare le proprie angosce, e come sia impossibile oggettivare qualcosa che nasce dalla soggettività; Afferma M. Bitbol che “la coscienza non è dissociabile da ciò che viviamo per la semplice ragione che essa si identifica con ciò che viviamo”.

L’invito di Bitbol si muove nel cambiare il significato attribuito al concetto di capire, di conoscere, ed in questo la fisica quantistica può rappresentare una più vantaggiosa soluzione al problema poiché questa branca della fisica ha incontrato le stesse difficoltà quando ha realizzato che:

le è impossibile generalizzare il suo sogno di uno sguardo da nessuna parte –  lo stesso aggiunge inoltre che – la teoria quantistica non ci dà una rappresentazione del mondo ma una mappa su come noi possiamo orientarci nel mondo, non com’è il mondo ma una guida e questo rappresenterebbe un’interessante rivoluzione scientifica.

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BITBOL 2 Conoscere l’uomo. Il suo sentire, il suo agire, il suo evolversi - Report

BITBOL 6 Conoscere l’uomo. Il suo sentire, il suo agire, il suo evolversi - ReportImm. 2 e 3 – L’intervento di Michel Bitbol al Simposio “Conoscere l’uomo”

Davide Corsini e Umberto Galimberti: il rapporto dell’uomo con la tecnologia

Ed ancora il contributo dell’ingegnere, scienziato ed esperto di robotica Davide Corsini che ha illustrato lo stato dell’arte rispetto all’avanzare della Tecnologia, dell’intelligenza artificiale e del rapporto dell’uomo con la stessa.

E sempre sul tema della tecnologia è intervenuto magistralmente il Prof. Umberto Galimberti avanzando la sua riflessione in merito al dominio della tecnologia sull’era moderna. La tecnica infatti nell’era moderna riuscirebbe ad imporsi portando avanti suoi valori che sarebbero solo e soltanto produttività ed efficienza. In questo modo però secondo il Prof. U. Galimberti, l’uomo nella sua soggettività verrebbe gradualmente emarginato dalla storia e riprendendo il pensiero di Heidegger:

ciò che veramente inquietante non è che il mondo si trasforma in un completo dominio della tecnica. Di gran lunga più inquietante è che l’uomo non è affatto preparato a questo radicale mutamento del mondo. Di gran lunga più inquietante è che non siamo ancora capaci di raggiungere, attraverso un pensiero mediante, un confronto adeguato con ciò che sta realmente emergendo nella nostra epoca.

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GALIMBERTI 1 Conoscere l’uomo. Il suo sentire, il suo agire, il suo evolversi - ReportImm. 4 – L’intervento di Umberto Galimberti al Simposio “Conoscere l’uomo”

Padre Guidalberto Bormolini e Igor Sibaldi: conoscenza mistica e misterica

E non sono mancati contributi di padre Guidalberto Bormolini che ha offerto la sua visione mistica sulla conoscenza dell’uomo e di Dio, una strada infinita fatta di cose invisibili che non può essere ridotta, ridimensionata, capita e compresa dalla ragione, una ragione influenzata dalla cultura, della nostra esperienza e dalla nostra educazione che limita il sapere, come sostiene Igor Sibaldi.

Conoscenza mistica e conoscenza misterica, si incontrano forse, in una strada indefinita ancora una volta non dimostrabile, che non si può capire, conoscere, comprendere ma scoprire andando oltre, una conoscenza che va vissuta, sentita in un percorso di continuità tra vita e morte, passato e futuro.

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BORMOLINI Conoscere l’uomo. Il suo sentire, il suo agire, il suo evolversi - Report

SIBALDI Conoscere l’uomo. Il suo sentire, il suo agire, il suo evolversi - ReportImm. 5 e 6 – Gli interventi di padre Guidalberto Bormolini e Igor Sibaldi al Simposio “Conoscere l’uomo”

Giorgio Nardone: l’uomo come soggetto attivo

E l’andare oltre, per favorire il cambiamento (che sia esso terapeutico in senso stretto o semplicemente personale) sono concetti importanti e centrali anche all’interno degli interventi del Prof. Giorgio Nardone, che offre una visione dell’uomo come soggetto attivo e non passivo. E nel suo essere attivo è invitato ad assumersi la responsabilità del suo riuscire a cambiare. Lo stesso M. Gandhi affermava:

Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo.

Ma come avviene il cambiamento nell’uomo? Tenendo presente l’immancabile resistenza al cambiamento che l’uomo agisce in modo inconsapevole, il cambiamento può essere favorito se si riesce a modificare il suo sentire, in quanto il nostro cervello percepisce per contrasti, argomenta il Prof. G. Nardone che riprende il paradigma di F. Alexander sulla teoria dell’esperienza emozionale correttiva, condiviso in maniera univoca all’interno dei diversi approcci psicoterapeutici.

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NARDONE 1 Conoscere l’uomo. Il suo sentire, il suo agire, il suo evolversi - ReportImm. 7 – L’intervento di Giorgio Nardone al Simposio “Conoscere l’uomo”

Nicoletta Berardi: l’esperienza che modifica il cervello

Ed in riferimento all’importanza del fare e dell’esperienza, come processo essenziale del conoscere, dell’apprendere e dell’entrata in contatto con l’ambiente, la Prof. Nicoletta Berardi ha sottolineato come l’esperienza cambi il cervello:

Il nostro comportamento è modificabile perché il nostro cervello è modificabile

e questo è visibile anche a livello morfologico grazie alle nuove tecniche dei neuroimmagine. La capacità del nostro cervello di cambiare in risposta all’esperienza inoltre contribuisce le diversità tra individui. Afferma Nicoletta Berardi:

Individui diversi hanno capacità di memoria, di decisione, di intuizione, di azione diverse perché hanno cervelli diversi.

Tutte le nostre capacità, da quelle percettive e cognitive come il pensiero, la memoria, il ragionamento, a quelle motorie e a quello emotivo infatti dipendono dal cervello e compiti diversi attivano aree cerebrali diverse.

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BERARDI 5 Conoscere l’uomo. Il suo sentire, il suo agire, il suo evolversi - Report

BERARDI 1 Conoscere l’uomo. Il suo sentire, il suo agire, il suo evolversi - ReportImm. 8 e 9 – L’intervento di Nicoletta Berardi al Simposio “Conoscere l’uomo”

Il nostro cervello continuamente riceve, elabora, connette e risponde attraverso la funzione dei nostri neuroni che comunicano attraverso le sinapsi; molteplici circuiti nervosi determinano come noi percepiamo il nostro ambiente, come noi lo giudichiamo e commentiamo. La realtà è una costruzione del nostro cervello sottolinea la professoressa.

Messaggio pubblicitario NETWORK CLINICA Il nostro comportamento, la realtà che percepiamo, dipende quindi da come si sono formati diversi circuiti nervosi durante lo sviluppo e da come si modificano in risposta all’esperienza durante tutto l’arco della vita. I circuiti neurali che sono alla base del comportamento del vedere, sentire ad esempio, sono gli stessi nei negli individui ma non tutti trovano piacere, interesse o attrazione per le stesse cose e ciò che determina tale diversità sono le esperienze individuali; esperienze diverse dunque, creano cervelli diversi e tale capacità del cervello di cambiare risposta all’esperienza prende il nome di neuroplasticità. Predisposizione genetica, esperienze di vita, ambiente più o meno stimolante, cure materne, sono aspetti che non possono essere visti singolarmente ma che sono in stresso rapporto fra loro contribuendo e favorendo lo sviluppo di un soggetto resiliente o di un soggetto più vulnerabile.

Diversi punti di vista che convergono forse sull’importanza di usare la conoscenza come strumento e non come fine, di allargare la mente per comprenderne la sua complessità senza cadere in un riduttivismo sterile in virtù del concetto di scienza in senso stretto, ma di farne di quest’ultima un sano strumento a favore dell’uomo.

Mi sembra molto a tema concludere con un pensiero di K. Popper che recita:

Ogni teoria razionale, non importa se scientifica o filosofica, è tale nella misura in cui cerca di risolvere determinati problemi.

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