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2012: Organizzare la mente: nuovi strumenti per i buoni propositi

ID Articolo: 4345 - Pubblicato il: 28 dicembre 2011
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– Rassegna Stampa –

Buoni propositi per il 2012: coltivare una mente organizzata in un mare di distrazioni.

Rassegna Stampa - State of Mind - Il Giornale delle Scienze PsicologichePer molti, ma non per tutti… con il nuovo anno in molti saranno tentati di ripromettersi una maggiore organizzazione, efficienza ed efficacia nei propri impegni quotidiani possibilmente senza procrastinazioni, rimuginii ed evitamenti.

Obiettivo ultimo? Avere una vita meno stressata e più gratificante. In pubblicazione in questi ultimi giorni del 2011 e a ridosso del nuovo anno, il nuovo libro “Organize your Mind, Organize your Life” di Paul Hammerness, psichiatra della Harvard Medical School e della collega Margaret Moore, ben si presta come chicca per aiutarci a mantenere i buoni e inevitabili propositi per il 2012.

Nel libro gli autori riportano una serie di recentissime ricerche neuroscientifiche sulle straordinario sistema di organizzazione del nostro cervello, traducendole quindi in consigli pratici di cui avvalersi nella quotidianità.

Tra i punti cardine del libro la tesi secondo cui il nostro cervello non sarebbe “progettato” per il multitasking ma al contrario per focalizzarsi beatamente e completamente su un singolo compito per volta: in questo modo il cervello avendo pieno e completo accesso alle proprie risorse avrebbe una grandissima potenzialità creativa e produttiva. Questa modalità sembra essere profondamente in contrasto con le nostre pratiche quotidiane e con le richieste del XXI secolo, secondo cui dobbiamo velocemente spostare il nostro focus da un compito all’altro, da un’e-mail, alla stesura di un testo a una telefonata e così via: il nostro cervello fatica a spostare le proprie risorse cognitive velocemente e ripetutamente da una cosa all’altra.

In questo mare dinamico di splitting attentivo continuo e di sovrastimolazione possiamo prendere però possesso del timone: gli autori suggeriscono diversi step chiamati “Rules of Order”: calma la frenesia (frenesia e ultrastimolazioni mettono a dura prova e stressano la corteccia prefrontale), metti tra parentesi (mettersi nelle condizioni di fermarsi e rivalutare nuovi stimoli in relazione alle proprie priorità), elabora e modella le informazioni flessibilmente verso previsioni realisitiche, e così via…Non resta che leggere e provare per dire addio alla distrazione… Buon 2012!

 

BIBLIOGRAFIA:

 

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  • Sandrasassaroli

    “Rules of Order”: 1. calma la frenesia (frenesia e
    ultrastimolazioni mettono a dura prova e stressano la corteccia
    prefrontale), 2. metti tra parentesi (mettersi nelle condizioni di fermarsi
    e rivalutare nuovi stimoli in relazione alle proprie priorità), 3. elabora
    e modella le informazioni flessibilmente verso previsioni realisitiche…
    vorrei commentare questa rassenga stampa avendo in mente la biografia di steve jobs, che ho appena finito di leggere.
    1. vera depressione di fronte alla imperfezione, poi terribile irritazione (ma questo non mi sembra il punto forte) il punto forte era la sua soferenza quando qualcosa a cui teneva non era accettabile secondo i suoi standard.
    2. Capacità di scartare e concentrarsi su pochi obiettivi alla volta con incredibile ferocia. Questo conferma il dato da te citato. Noi facciamo fatica a scartare, ossessionati dal mito del multi tasking.
    3. quando ha smesso di sbagliare per la sua impulsività (verso i 45 anni)  è diventato capace di adattarsi anche alle opinioni altrui che avevano connotati più realistici.
    Calma la frenesia lo capisco solo se è un invito a fermarsi con pazienza ad analizzare le cose. Questo mondo ci mette fretta, dobbiamo resistere.

    Come punto finale vorrei richiamare all’intervento con i nostri pazienti, perché quello che si dice  può essere utile con i pazienti. lo trasformerei così:
    1. abbi pazienza e ascolta con calma ciò che ti dicono, non correre alle conclusioni troppo in fretta (la frenesia del neofita)
    2. una volta che hai in mano un problema che ti sembra rilevante non ti lasciare distrarre dal rumore di fondo, continua a perseverare e a capire. Scarta le informazioni che in quella seduta non sono rilevanti. Un buon argomento è già abbastanza. stai concentrato in ogni momento.
    3. Ascolta le reazioni del paziente se ti sembra di cogliere il suo bisogno di aggiungere argomenti che non avevi previsto. La lettura del clinico deve sempre obbedire alle richieste del paziente.

    Direi che la depressione del clinico che vuole comprendere e ancora non ha in mano la matassa è un punto importante per il cambiamento. Ascoltiamo la nostra insoddisfazione.

    • Lindaconfalonieri

      Cara Sandra, grazie per il tuo commento. In particolare trovo un ricco spunto di riflessione  l’allargamento delle Rules of Order al setting terapeutico dei nostri giorni in cui la fretta, il bisogno del “risultato” e la tendenza a cedere al focus su molteplici contenuti e obiettivi possono essere protagonisti della relazione terapeutica. Calma la frenesia, concentrati con tutto te stesso su una cosa per volta, e ri-orienta le tue rappresentazioni e il tuo comportamento flessibilmente in funzione delle nuove condivisioni emotive e cognitive ….un buon auspicio per le nostre sedute del 2012, neofiti o meno. 

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