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Musicoterapia e autismo: quando le note diventano uno strumento di relazione

La musicoterapia utilizza la musica per favorire comunicazione, interazione sociale e regolazione emotiva nei bambini con disturbo dello spettro autistico

Di Rosita Borlimi, Giulio Domenico Ieraci, Martina Legni

Pubblicato il 23 Set. 2026

La musica come strumento di comunicazione nell’autismo

Una melodia può fare molto più che emozionare. Per alcuni bambini con disturbo dello spettro autistico, la musica può diventare un canale privilegiato di comunicazione, favorendo l’interazione con gli altri anche quando le parole risultano difficili da utilizzare. È proprio da questa intuizione che nasce la musicoterapia, un approccio che utilizza la musica come strumento terapeutico per promuovere lo sviluppo delle competenze comunicative, relazionali ed emotive.

In questo articolo ci si sofferma sui benefici che le tecniche utilizzate possono avere sui bambini con disturbo dello spettro autistico soprattutto nell’ambito delle capacità sociali. 

Cos’è la musicoterapia?

La musicoterapia (MT) consiste nell’utilizzo della musica e dei suoi elementi come intervento in campo medico ed educativo (World Federation of Music Therapy 2011). Questa modalità viene utilizzata al fine di promuovere la salute fisica, sociale, comunicativa, emotiva, intellettuale e spirituale negli individui, nelle famiglie e nei gruppi (James et al. 2014).  Ha come obiettivo quello di migliorare la comunicazione e il linguaggio insieme al perfezionamento delle competenze sociali e comportamentali (James et al. 2014).

Le pratiche utilizzate seguono standard professionali che tengono conto dei contesti culturali, sociali e politici (World Federation of Music Therapy, 2011). Sono quindi disegnate appositamente per la persona che si ha di fronte, personalizzando l’intervento sulla base delle caratteristiche e dei bisogni della persona.

La World Federation of Music Therapy si occupa da anni di promuovere questa tipologia di terapia, cercando in questo modo di raggiungere più persone possibili. Tra i loro valori c’è il desiderio di inclusività e innovazione. Attualmente ci sono diverse scuole nel mondo che portano avanti questo tipo di terapia ed alcune di queste si trovano in Europa: per esempio la Nordoff and Robbins che si occupa in maniera specifica del trattamento del disturbo dello spettro autistico.

La musicoterapia, tuttavia, è ancora in via di sviluppo; negli ultimi anni l’interesse nei suoi confronti sta aumentando proprio per i benefici che sono stati riscontrati. 

Tecniche utilizzate

Le tecniche utilizzate sono varie e vengono scelte tenendo conto del bambino che si ha di fronte. 

Il musicoterapeuta potrebbe quindi utilizzare:

  • libera improvvisazione (senza limiti prima stabiliti);
  • improvvisazione strutturata (con dei parametri guidati);
  • mettere in scena o ricreare canzoni composte in precedenza;
  • composizione di melodie o testi originali; 
  • esperienze di ascolto (James et al. 2014, Wheeler et al. 2005).

Negli approcci terapeutici più comuni viene inclusa: la musicoterapia di improvvisazione, musicoterapia relazionale (guidata dal bambino e con modellamento diretto del terapeuta), sincronizzazione ritmica, terapia di intonazione melodica e attività basate sulle sessioni musicali (James et al. 2014).
Una tipica sessione di musicoterapia con bambini con spettro autistico integra un vasto repertorio di strumenti accessibili come tastiera elettronica, chitarra, batteria, strumenti per le percussioni e sistemi di stereo per poter fare il playback (James et al. 2014). Sono inoltre utilizzati anche strumenti più semplici come piccole percussioni, voce e strumenti melodici che sono stati accordati (James et al. 2014). 

Questo avviene per favorire una maggiore flessibilità tra i contesti in cui si trovano i bambini, ovvero quelli clinici, scolastici e domestici (James et al. 2014).

Effetti positivi della musica sul bambino

Le ricerche condotte negli ultimi anni hanno mostrato come la musicoterapia riesca a produrre diversi benefici misurabili per i bambini con disturbo dello spettro autistico. Gli studi pubblicati dal 2014 in poi hanno riscontrato miglioramenti costanti nell’interazione sociale e nella comunicazione e tali miglioramenti si estendono all’attenzione condivisa, al contatto visivo e alla capacità di avere una produzione verbale più ricca (James, Sigafoos, Green, et al., 2014; Martínez-Vérez, Gil-Ruíz, & Domínguez-Lloria, 2024).  Un altro fattore molto importante che viene notato è il miglioramento nella qualità della vita dopo la MT (Gassner, Geretsegger, & Mayer-Ferbas, 2021). 

Si nota anche un positivo aumento nella capacità di regolare il proprio comportamento con l’interruzione di schemi ripetitivi, ansia e aggressività (Hosseini, Ghasemtabar, Fayyaz, et al., 2015). 

Altri studi hanno invece riscontrato un collegamento tra musicoterapia e una maggiore connettività uditivo-motoria che quindi sostiene cambiamenti neuro-biologici alla base dei progressi linguistici e sociali (Geretsegger, Fusar-Poli, Elefant, et al., 2022).

I benefici si traducono poi in risultati concreti che i bambini possono conquistare:

  • reciprocità sociale: turni più frequenti, gioco avviato dai pari e contatto visivo sostenuto;
  • linguaggio espressivo: vocabolari più ampi e articolazione più chiara;
  • routine quotidiane autonome (Hosseini et al., 2015);
  • regolazione emotiva: minore numero di crisi e maggiore tolleranza agli stimoli sensoriali;
  • motivazione e coinvolgimento: partecipazione più attiva. 

Nel loro insieme, questi risultati suggeriscono che la musicoterapia possa favorire un miglioramento del benessere globale e l’indipendenza funzionale dei bambini.

Perché la musicoterapia?

Queste tecniche, come è stato ripetuto nei paragrafi precedenti, sfruttano l’affinità naturale dei bambini nei confronti della musica per favorire l’attenzione condivisa, migliorare la comunicazione verbale e non verbale e regolare gli stati affettivi (James et al. 2014). 

La musicoterapia non sostituisce gli altri interventi riabilitativi, ma può rappresentare un’importante risorsa all’interno di un progetto terapeutico integrato. Attraverso il linguaggio universale della musica, molti bambini riescono infatti a sperimentare nuove modalità di comunicazione, relazione ed espressione emotiva, contribuendo a migliorare non solo alcune abilità specifiche, ma anche la qualità della loro vita e quella delle loro famiglie.

Riferimenti Bibliografici
  • Hosseini, M., Ghasemtabar, S. N., Fayyaz, I., et al. (2015). Music therapy: An effective approach in improving social skills of children with autism. Advanced Biomedical Research, 4, 157. 
  • James, R., Sigafoos, J., Green, V. A., Carnett, A., Achmadi, D., & Gevarter, C. (2014). Music therapy for individuals with autism spectrum disorder: A systematic review. Review Journal of Autism and Developmental Disorders, 2, 39–54. 
  • Martínez-Vérez, V., Gil-Ruíz, P., & Domínguez-Lloria, S. (2024). Interventions through art therapy and music therapy in autism spectrum disorder, ADHD, language disorders, and learning disabilities in pediatric-aged children: A systematic review. Children, 11, 706. 
  • Gassner, L., Geretsegger, M., & Mayer-Ferbas, J. (2021). Effectiveness of music therapy for autism spectrum disorder, dementia, depression, insomnia and schizophrenia: Update of systematic reviews. European Journal of Public Health, 31(1), 27–34. 
  • Geretsegger, M., Fusar-Poli, L., Elefant, C., et al. (2022). Music therapy for autistic people. Cochrane Database of Systematic Reviews, (5), CD004381. 
  • Gold, C., Wigram, T., & Elefant, C. (2006). Music therapy for autistic spectrum disorder. Cochrane Database of Systematic Reviews, 2, CD004381. 
  • Lim, H. A., & Draper, E. (2011). The effects of music therapy incorporated with applied behavior analysis verbal behavior approach for children with autism spectrum disorders. Journal of Music Therapy, 48, 532–550. 
  • Wheeler, B. L., Shultis, C. L., & Polen, D. W. (2005). Clinical training guide for the student music therapist. Barcelona: Gilsum.
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