Trauma psicologico e social media
Ricerca a cura di Amin Alvani
Entro il 2027, quasi 6 miliardi di persone useranno i social media. In Italia, vediamo sempre più giovani adulti passare ore tra scommesse online e notifiche continue. Ma non è solo una questione di abitudine: c’è qualcosa di più profondo che spinge a questo comportamento (Dixon et al,2023; Garrison-Desany et al,2025).
Molti giovani che usano Internet in modo eccessivo hanno vissuto eventi dolorosi o improvvisi che non sono riusciti a superare. Quando il mondo sembra fuori controllo, si vive in uno stato di costante allerta. In questi casi, il gioco d’azzardo o i social diventano una sorta di “medicina sbagliata” per non pensare e per scappare da emozioni troppo forti (Elkin et al,2025).
Cosa succede nella mente dopo un trauma?
Diverse ricerche spiegano che chi ha vissuto un trauma usa il mondo virtuale per “coprire” il dolore. Ecco alcuni fattori che influenzano questa scelta:
- il bisogno di sentirsi capaci: chi ha una bassa fiducia in se stesso cerca nel gioco una vittoria che lo faccia sentire importante o una connessione con gli altri che non trova nella vita reale.
- il mondo dei sogni: chi ha difficoltà nei rapporti con gli altri tende a rifugiarsi nella fantasia, creando sui social una versione perfetta di se stesso o della propria famiglia per nascondere la solitudine.
- il silenzio delle emozioni: molte persone non riescono a dare un nome a ciò che provano. Poiché non sanno spiegare il loro dolore a parole, lo “sfogano” attraverso il clic di una scommessa o il controllo continuo del telefono.
Verso una soluzione
Capire questi meccanismi è fondamentale. Non basta dire a un giovane di “smettere di giocare”; bisogna aiutarlo a guarire le ferite del passato e a imparare a gestire le proprie emozioni. Solo così potremo creare percorsi di aiuto davvero efficaci e su misura.
Trauma psicologico, social media e mondo interno: una ricerca scientifica
Nell’attuale panorama della letteratura scientifica, vi è un urgente bisogno di approfondire i fattori psicologici sottostanti all’uso problematico di Internet e al gioco d’azzardo online tra i giovani. Per questo motivo, la presente ricerca è stata progettata con l’obiettivo di comprendere meglio il ruolo delle esperienze traumatiche e dei meccanismi di difesa, come il sognare ad occhi aperti.
Criteri di partecipazione
Possono partecipare a questo studio tutti i giovani di età compresa tra i 18 e i 25 anni, di nazionalità italiana, che utilizzano i social media o praticano gioco d’azzardo online.
Il tuo contributo
La tua partecipazione, attraverso la compilazione di questo sondaggio online (che richiede circa 30 minuti), fornirà una panoramica completa del contesto psicologico dei giovani adulti italiani. L’obiettivo finale di questo studio è contribuire alla progettazione di efficaci interventi preventivi e terapeutici per promuovere la salute mentale e gestire le dipendenze comportamentali nell’era digitale.
Note importanti:
- La partecipazione a questa ricerca è completamente volontaria e non prevede alcun compenso economico.
- Tutti i dati saranno trattati in forma anonima e analizzati esclusivamente in modo aggregato.
- Le tue risposte saranno conservate sui server crittografati dell’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo con i massimi standard di sicurezza.
Per compilare il questionario (tramite la piattaforma LimeSurvey dell’Ateneo) >>> CLICCA QUI