Ricerca a cura di S. Congiu, M. Mezzadri, G. Sisti e F. Viecelli
L’obiettivo del presente studio è quello di indagare come il rimuginio desiderante legato alla sessualità possa influire sulla soddisfazione sessuale e relazionale dell’individuo.
In particolare, si indaga come il rimuginio desiderante, nei soggetti che valutano il sesso come molto importante, possa aumentare la probabilità di frustrazione delle proprie aspettative, diminuendo di conseguenza la soddisfazione sessuale; dal momento che la soddisfazione sessuale rappresenta un forte predittore per la soddisfazione di coppia, l’influenza descritta sopra varrà anche per la soddisfazione relazionale (Józefacka, et al., 2023).
Tale studio, pertanto, si aspetta di osservare come all’aumentare dell’intensità del rimuginio desiderante, diminuisca la soddisfazione sessuale e relazionale dell’individuo.
Lo studio viene condotto su un campione non clinico di soggetti italiani, sia maschi sia femmine, di età superiore ai 18 anni, reclutati tramite survey online per la compilazione, oltre che di una sezione con domande descrittive, della seguente batteria di questionari: Desire Thinking Questionnaire (DTQ); Metacognition about Desire Thinking Questionnaire (MDTQ); Sottoscale del Dyadic Adjustment Scale (DAS); Sottoscale dell’Interesse e della Soddisfazione Sessuale del Sexual Functioning Questionnaire (SFQ).
Il presente elaborato non vuole essere esaustivo sulla tematica, ma fornire possibili utili spunti per ulteriori ricerche future.
Introduzione teorica e ipotesi sperimentali sul tema rimuginio desiderante e sessualità
Il presente elaborato vuole indagare la relazione tra il rimuginio desiderante e la soddisfazione sessuale e relazionale percepita dagli individui.
Il pensiero o rimuginio desiderante è un processo cognitivo, consapevole e volontario, che coinvolge il processamento di informazioni riguardanti oggetti o esperienze piacevoli, sia a livello immaginativo (imaginative prefiguration), sia verbale (verbal perseveration) (Caselli e Spada, 2010). Il rimuginio desiderante ha la funzione di incrementare la motivazione volta a compiere un’azione concreta, tramite l’anticipazione e la focalizzazione sulle conseguenze positive di tale azione.
Questo tipo di pensiero può essere associato a credenze metacognitive (convinzioni e credenze che le persone hanno sui propri processi cognitivi) che discriminano un uso regolato del rimuginio da un suo uso perseverante e maladattivo (Wells, 2010). A sostenere il processo del rimuginio desiderante concorrono sia credenze negative, come l’incontrollabilità del pensiero, sia credenze positive, come la necessità di rimuginare sui propri desideri per sentirsi motivati (Caselli, 2017).
Il rimuginio desiderante è considerato maladattivo quando è perseverante, ovvero è scarsamente regolato, o quando l’oggetto desiderato è reputato incompatibile con valori personali e obiettivi (Spada, Caselli, Nikcevic, & Wells, 2015).
Caselli e Spada (2015) hanno messo in luce che il rimuginio desiderante rappresenta uno stile di pensiero simile alla ruminazione e al rimuginio, elementi che giocano un ruolo importante nella cognitive attentional syndrome (CAS) (Wells & Matthews, 1996). Per CAS si intende, infatti, una manifestazione di fenomeni di preoccupazione, ruminazione, focalizzazione dell’attenzione, accompagnate da strategie di coping e di autoregolazione disfunzionali, poiché associate a credenze metacognitive rigide (Wells, 2009). La CAS è stata concettualizzata all’interno del modello S-REF (Self-Regulation Executive Function; Wells & Matthews, 1996) che sostiene che il disagio psicologico sia il risultato di errate credenze disfunzionali e strategie regolative (CAS, ruminazione, monitoraggio della minaccia), mantenute e influenzate dalle credenze metacognitive.
Ricerche condotte in numerosi studi hanno evidenziato che il rimuginio desiderante è un processo transdiagnostico, in quanto risulta essere presente in diversi processi psicologici, come ad esempio le dipendenze da alcol (Caselli, Ferla, Mezzaluna, Rovetto e Spada, 2012; Caselli, Gemelli, & Spada, 2017; Caselli & Spada, 2010), nicotina (Caselli, Nikcevic, Fiore, Mezzaluna e Spada, 2012; Caselli&Spada, 2010), cibo (Spada, Caselli, Fernie et al., 2015), gioco d’azzardo (Caselli & Spada, 2010; Fernie et al., 2014), uso problematico di Internet (Spada, Caselli, Slaifer, Nikcevic, & Sassaroli, 2014) e dei social media (Marino et al., 2020) e pornografia (Allen, Kannis-Dymand e Katsikitis, 2017).
Per quanto riguarda il costrutto della soddisfazione sessuale, esso può essere descritto come una risposta affettiva derivante dalla valutazione soggettiva degli aspetti positivi e negativi delle proprie attività sessuali (Lawrance & Byers, 1995). È un costrutto strettamente legato al benessere generale e sessuale (Sánchez-Fuentes M.d.M. et al., 2014) e risulta il principale predittore della soddisfazione di coppia in entrambi i partner (Józefackaet al., 2023).
A partire da queste premesse, si intende indagare la relazione tra i costrutti sopra descritti.
Dal momento che il rimuginio desiderante influenza i processi attentivi, aumentando i pensieri legati all’oggetto del desiderio, nell’ambito della sessualità si può ipotizzare che tale meccanismo influisca anche sull’importanza che l’individuo attribuisce alla sfera sessuale. Di conseguenza, la persona tenderà a sviluppare più facilmente sintomatologie e modalità di pensiero o credenze che possono contribuire all’aumento di ansia e frustrazione, qualora le performance non soddisfino le proprie aspettative (per frequenza o qualità delle stesse). Si ipotizza che questo possa ridurre la soddisfazione sessuale e relazionale per quei soggetti che valutano l’aspetto sessuale come molto importante all’interno delle relazioni sentimentali. Tale studio, pertanto, punta a osservare come all’aumentare dell’intensità del rimuginio desiderante, diminuisca la soddisfazione sessuale e relazionale dell’individuo.
La struttura di questa ricerca su rimuginio desiderante e soddisfazione sessuale
Per indagare l’ipotesi sperimentale, si struttura una batteria di questionari autosomministrati attraverso una survey online.
In una prima sezione, sono richieste alcune informazioni descrittive (età, orientamento sessuale, situazione sentimentale attuale, psicopatologie in atto, percorso terapeutico in atto…) e, in particolare, una domanda sul grado di importanza che la persona attribuisce alla sessualità, su una scala da 1 a 10 dove 1 corrisponde a “Per niente” e 10 corrisponde a “Fondamentale”. Sono state indagate le variabili seguenti:
- Pensiero Desiderante: Desire Thinking Questionnaire (DTQ; Caselli & Spada, 2011). Lo strumento viene utilizzato per misurare le due componenti del pensiero desiderante: la perseverazione verbale (pensieri verbali relativi al contenuto desiderato) e la prefigurazione immaginativa (immagini cognitive relative al contenuto desiderato). Il DTQ è composto da 10 item autovalutativi in cui i partecipanti esprimono il loro accordo secondo una scala Likert a 4 punti. Nel complesso il DTQ ha dimostrato di avere una buona validità in termini di coerenza interna (Caselli & Spada, 2011).
- Processi metacognitivi associati al rimuginio desiderante: Metacognition Desire Questionnaire , MDTQ; Caselli & Spada, 2013). L’MDTQ è un self-report a 18 item che valuta le metacognizioni sul pensiero desiderante. È composto da tre sottoscale, la prima è formata da 8 item (Metacognizioni Positive sul pensiero del desiderio; PMDT) e valuta le metacognizioni positive associate al pensiero desiderante. La seconda sottoscala è costituita da 6 item dedicati alle Metacognizioni Negative relative all’incontrollabilità del pensiero desiderante (NMDT). La terza sottoscala (Necessità di controllare i pensieri legati al desiderio; NCDT) è composta da 4 item che misurano il bisogno di controllo sui pensieri desideranti. Tutti gli item vengono valutati su una scala Likert a 4 punti che va da 1 (non sono d’accordo) fino a 4 (molto d’accordo). Tale questionario ha mostrato una buona coerenza interna complessiva e le singole sottoscale mostrano un’affidabilità adeguata (Caselli & Spada, 2013).
- Soddisfazione sessuale e relazionale:
- DAS (Dyadic Adjustment Scale): costituito da 32 item, è uno strumento per valutare la qualità della relazione di coppie sposate o conviventi. Le scale di valutazione indagano la soddisfazione della relazione, l’intimità, l’espressione delle emozioni e il grado di accordo su argomenti importanti nella relazione di coppia.
- SFQ (Sexual Functioning Questionnaire): questionario self report in versione femminile e maschile, per la valutazione delle disfunzioni sessuali, di cui sono state considerate due sottoscale rilevanti ai fini della presente ricerca: Sottoscala “Interesse” costituita da 4 item e Sottoscala “Soddisfazione” costituita da 2 item.
Campionamento
Il campione dovrà essere composto da soggetti raccolti all’interno della popolazione generale (non clinica), maschi e femmine di età superiore ai 18 anni. I soggetti saranno reclutati tramite survey online.
Disegno sperimentale
La ricerca è di tipo correlazionale, basata sull’ipotesi dell’esistenza di una relazione tra le variabili prese in esame, ovvero l’importanza attribuita all’ambito della sessualità (indagata tramite domanda specifica nella sezione descrittiva iniziale) e la soddisfazione sessuale e relazionale, indagata tramite i questionari DAS e SFQ. In aggiunta, si vuole esplorare l’effetto di influenza che può avere il rimuginio desiderante (dati raccolti tramite questionari DTQ e MDTQ) su tale correlazione.
Analisi statistiche
In base al dataset raccolto dalla compilazione dei questionari, verranno effettuate analisi statistiche descrittive e correlazionali.
Per partecipare alla ricerca