expand_lessAPRI WIDGET

L’emozione di sorpresa

La sorpresa ci informa che si è verificato un evento diverso dal previsto e che tali circostanze dovrebbero essere modificate e/o memorizzate

Di Maria Gazzotti

Pubblicato il 19 Mag. 2023

Quando viene rilevato un input diverso da quello previsto dal cervello, viene sperimentata l’emozione di sorpresa, momento seguito dall’analisi dell’evento e, in base al risultato, dall’emergere di un’altra emozione.

 

Le emozioni

 Le emozioni indicano un insieme di reazioni fisiologiche, risposte comportamentali, sensazioni soggettive ed espressioni facciali, sono evocate da pensieri che si verificano in specifiche situazioni, sono di durata relativamente breve e influenzano le azioni successive (Carlson et al., 2008).

Lo studio delle emozioni è ricollegabile alla figura di Paul Ekman, che riscontrò come le emozioni fossero uguali in popoli diversi: egli poté notare come le emozioni di base fossero universali perché riscontrabili in popolazioni diverse, anche isolate dal resto del mondo, in grado di riconoscere le espressioni facciali ed associarle all’emozione corrispondente.

Distinse le emozioni in primarie, cioè innate, riscontrabili in qualunque popolazione e, quindi, universali, e secondarie, cioè originate dalla combinazione delle emozioni primarie e che si sviluppano durante la crescita della persona (Fiore, 2015).

Le emozioni primarie, o di base, sono:

  • rabbia: generata dalla frustrazione di un bisogno, si può manifestare attraverso l’aggressività;
  • paura: dominata dall’istinto, ha come obiettivo la sopravvivenza in una situazione percepita come pericolosa;
  • tristezza: si origina a seguito di una perdita o di uno scopo non raggiunto;
  • gioia: stato d’animo positivo di chi ritiene soddisfatto un proprio desiderio o bisogno;
  • sorpresa: si origina da un evento inaspettato, spesso è seguita da un’altra emozione;
  • disgusto: risposta repulsiva verso persone o cose.

La sorpresa

In ottica evoluzionistica, la sorpresa è un’emozione associata alla sopravvivenza: per l’uomo primitivo ogni stimolo inatteso poteva rivelarsi una minaccia e, infatti, l’espressione facciale della sorpresa comprende lo spalancarsi degli occhi per allargare il campo visivo e l’apertura della bocca per garantire una respirazione profonda e facilitare lo sforzo muscolare in caso di fuga (Zannoni, 2015).

Le informazioni e le situazioni con cui entriamo in contatto vengono utilizzate dal cervello per formare delle conoscenze sul mondo e la ricezione di nuovi input porta all’aggiornamento di tali conoscenze. Quando viene rilevato un input diverso da quello previsto dal cervello, viene sperimentata l’emozione di sorpresa (Mousavi et al., 2022). Subito dopo nel cervello ha inizio l’analisi dell’evento e, in base al risultato, emerge un’altra emozione, coma paura, rabbia, tristezza, gioia (Zannoni, 2015).

Abolire la sorpresa e il rilevamento degli errori, come potrebbe accadere per generalizzazione o assuefazione, sarebbe disadattivo, in quanto potrebbe minare il meccanismo di predittività, fondamentale per un buon adattamento e per la sopravvivenza dell’organismo; il funzionamento cerebrale del nostro organismo si baserebbe quindi su un equilibrio continuo tra previsione e sorpresa. La sorpresa è un modo per informarci che si è verificato un evento saliente non corrispondente alle nostre previsioni e che le circostanze che hanno portato a ciò dovrebbero essere modificate e/o memorizzate (Van De Poll & van Swinderen, 2021).

 Numerosi studi hanno mostrato una relazione tra la forza delle risposte emotive e il grado di sorpresa degli eventi: le emozioni sembrano essere influenzate più dalla deviazione di un evento dalle aspettative che dalla grandezza dell’evento stesso (Van De Poll & van Swinderen, 2021). Per esempio, lo studio di Villano et al. (2020) ha dimostrato che per gli studenti universitari che ricevono i voti di fine semestre, l’intensità dell’emozione è proporzionale alla deviazione dalle loro aspettative piuttosto che al voto stesso, confermando come sia la disconferma di una previsione a suscitare la sorpresa e la successiva emozione, a valenza positiva o negativa.

La teoria della codifica predittiva

La teoria della codifica predittiva (Rao e Ballard, 1999) fornisce un quadro per meglio comprendere il funzionamento cerebrale: si tratta di un sistema in cui le informazioni sensoriali sul mondo vengono utilizzate per generare un modello interno che informa l’organismo sulle probabili cause degli stimoli sensoriali e sulle possibili conseguenze. Ciò che non corrisponde al modello rappresenta un errore di previsione e il sistema può reagire ad esso aggiornando il suo modello per adattarlo meglio alle prove o attuando cambiamenti per allineare il mondo al modello.

Negli esseri umani, l’elaborazione predittiva è comunemente studiata attraverso l’utilizzo di una sequenza di stimoli “standard” che viene interrotta da uno stimolo inatteso. L’utilità dei paradigmi di questo tipo risiede nella loro versatilità, poiché può essere utilizzata qualsiasi modalità sensoriale per fornire stimoli e l’alternanza tra stimoli standard e inattesi può essere complessa, come un volto umano ripetuto vs un nuovo volto umano oppure semplice, come quadrato vs cerchio.

Lo stimolo inatteso che devia dalle aspettative suscita un segnale di errore di previsione nell’EEG, identificabile negli esseri umani come Mismatch Negativity (MMN), che costituisce uno specifico correlato elettrofisiologico della sorpresa (Van De Poll & van Swinderen, 2021).

Si parla di:
Categorie
SCRITTO DA
Maria Gazzotti
Maria Gazzotti

Redattrice di State of Mind

Tutti gli articoli
RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
CONSIGLIATO DALLA REDAZIONE
Nostalgia: un'emozione ambivalente tra gioia e tristezza
Quella gioia tinta di tristezza: l’ambivalenza della nostalgia

La nostalgia sembra essere un'esperienza riconducibile all’ambivalenza affettiva, un’esperienza simultanea di stati affettivi o emozioni di valore opposto

ARTICOLI CORRELATI
Si può vivere senza ansia?

Eliminare l'ansia non è possibile, ma imparare a conviverci sì. Per riuscirci è d'aiuto fare riferimento ad alcune tecniche di psicoterapia

Dipendenza affettiva e ansia da relazione
Ansia da relazione e dipendenza affettiva

Nelle relazioni sentimentali sono diversi i meccanismi disfunzionali che possono instaurarsi, tra questi la dipendenza affettiva e l'ansia da relazione

WordPress Ads
cancel