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A tavola senza battaglie (2022) di Ileana Gervasi – Recensione

Scopo di "A tavola senza battaglie" è condividere un approccio sereno con l’alimentazione del bambino, perché la tranquillità nell’ora dei pasti è possibile

Di Chiara Carlucci

Pubblicato il 02 Feb. 2023

Nel suo libro “A tavola senza battaglie” l’autrice mette in luce come il compito del genitore sia quello di offrire delle opportunità, grazie alle quali il bambino può allenarsi a imparare come costruire nel tempo un buon rapporto con il cibo.

 

 Non è la prima volta che mi trovo tra le mani un libro la cui finalità è guidare i bambini a mangiar bene e sano. Libri senz’altro utili poiché sono molti i genitori di quei bambini che non mangiano tutto, che assumono solo pochi cibi, o al contrario che mangiano un po’ troppo e talvolta le cose sbagliate. E anche stavolta mi aspettavo di leggere il classico libro che consigliasse come insegnare ai propri figli a mangiar bene.

Sono rimasta invece colpita dal fatto che l’autrice del libro espone una serie di consigli partendo da una propria esperienza personale, tra l’altro ben descritta. Ileana Gervasi è una dietista, con un rapporto con il cibo che proprio tranquillo non è stato. Ella infatti si descrive come una bambina che mangiava pochissime cose, la classica nipotina che costringeva la nonna a inventarsi giochi durante il pranzo, purché mangiasse qualcosa. Nella sua adolescenza le cose non sono migliorate in quanto, essendo alla ricerca di un ideale di perfezione, era solita a mangiare quasi nulla, vivendo il suo rapporto con il cibo molto male. Quando l’autrice è divenuta una dietista le cose sono migliorate, per poi stabilizzarsi definitivamente con la nascita del suo primo figlio. Infatti, proprio relazionandosi con il suo bambino ha capito quanto sia importante seguire una corretta alimentazione, ma soprattutto quanto sia fondamentale che suo figlio, e lei stessa come madre, abbiano un rapporto con il cibo sereno e privo di tensioni.

E infatti lo scopo del libro è proprio questo: condividere un approccio sereno con l’alimentazione del bambino, perché una vita senza battaglie durante l’ora dei pasti è davvero possibile!

Ovviamente non può mancare un po’ di teoria in merito: l’autrice illustra la piramide alimentare e altri schemi di vitale importanza, inoltre pone un accento anche sulla situazione attuale in cui sono inseriti i bambini di adesso; molti di loro sono in una condizione di sovrappeso o obesità infantile, situazione che con il lockdown da Covid19 è peggiorata.

Innanzitutto, è opportuno che il genitore si focalizzi dapprima su se stesso, chiedendosi cosa davvero voglia dall’alimentazione del proprio figlio.

Vi sono infatti una serie di interrogativi, alcuni dei quali sono i seguenti:

  • “Desidero che il mio bambino non lasci avanzi nel piatto o che mangi a sufficienza imparando a rispettare i suoi livelli di sazietà?”;
  • “Come voglio che mio figlio mangi quando sarà più grande?

Chiedersi semplicemente cosa cucinare la sera per cena non basta, nutrendo i bambini si crea con loro una relazione, basata sulle interazioni reciproche intorno al cibo.

Per affrontare al meglio qualsiasi tipo di educazione alimentare è opportuno conoscere i concetti di fame e di sazietà.

La fame è quella sensazione piuttosto sgradevole che il nostro corpo ci fa percepire quando ha bisogno di nuova energia. Dietro alla sensazione di fame, si nasconde in realtà un sistema molto complesso. Siccome la sensazione di fame è fastidiosa, il nostro desiderio è quello di placarla.

 Ben altra cosa è la sazietà: si tratta del pieno appagamento del desiderio e del bisogno di cibo e di nutrimento. Il senso di sazietà ci fa quindi capire quando smettere di mangiare.

Il genitore è sempre pronto a rispondere ai segnali di fame e sazietà del proprio figlio, anche se spesso e volentieri egli si troverà in difficoltà, in quanto il bambino talvolta smetterà di mangiare dopo pochi bocconi, altre volte invece chiederà il bis o il tris.

Per stabilire una corretta relazione tra il cibo e il proprio figlio sarebbe opportuno coinvolgere sempre il bambino nella scelta delle pietanze da mangiare, dando a lui la giusta fiducia, in quanto egli è in grado di percepire bene la fame e la sazietà.

L’autrice mette in luce come il compito del genitore sia quello di offrire delle opportunità, grazie alle quali il bambino può allenarsi a imparare come costruire nel tempo un buon rapporto con il cibo.

Per permettere ciò, la Gervasi espone nel dettaglio tre utili comportamenti:

  • instaurare una routine alimentare definita;
  • esporre alla varietà alimentare, senza pressioni o forzature;
  • concedere la possibilità di manifestare il rifiuto.

Perché anche i “No” dei bambini hanno la loro importanza. I bambini hanno il diritto di non mangiare ciò che proponiamo loro, e l’autrice espone anche una serie di preziosi consigli per gestire al meglio i “Non mi piace” e i “Non lo voglio” del proprio figlio.

Vi è un capitolo molto interessante dedicato a come parlare del cibo in famiglia. Spesso è una cosa che si tende a trascurare, ma è molto influente il modo in si cui parla di cibo non solo durante i pasti, ma anche in altri momenti, come per esempio dopo la scuola, quando è più probabile che il bambino chieda certe tipologie di alimenti.

Concludendo, si tratta quindi di un libro che non guida semplicemente genitori e figli verso una corretta alimentazione, ma l’autrice accompagna il genitore verso una relazione tra bambino e cibo che possa definirsi serena, priva di attriti e soprattutto senza battaglie. Il libro è senz’altro utile anche nel mantenere una corretta atmosfera a tavola in famiglia. Perché il cibo è qualcosa che unisce, che rende allegri, che crea convivialità. Per tale motivo sarebbe molto piacevole che qualsiasi pasto fosse accompagnato dalla giusta dose di armonia e tranquillità.

 

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RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
  • Gervasi I. (2022). A tavola senza battaglie. Red – Il castello srl: Cornaredo (MI).
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