Strenghtening families program: empowerment familiare e comunicazione

Lo Strenghtening families program ha lo scopo di aiutare a costruire un ambiente familiare sereno e prevenire i fattori di rischio in adolescenza

ID Articolo: 196469 - Pubblicato il: 01 dicembre 2022
Strenghtening families program: empowerment familiare e comunicazione
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Il metodo Strengthening Families Program si concentra su quei fattori che possono rafforzare i legami (in questo caso quelli familiari), che sono decisivi per la crescita e la maturazione di scelte consapevoli dell’individuo e di proporre tecniche utili per il loro mantenimento.

 

L’erronea modalità di comunicazione (o la mancanza della stessa) all’interno del nucleo familiare può comportare una serie di conseguenze negative: isolamento sociale, uso di alcol e sostanze stupefacenti già in età adolescenziale e ricerca di relazioni affettive nocive.

È per tale motivo che negli ultimi decenni sono stati sviluppati diversi modelli focalizzati sul favorire tecniche che aiutino genitori e figli a esprimere pensieri, sentimenti e bisogni senza un atteggiamento giudicante. Lo Strengthening Families Program è uno di questi.

Il metodo Kumpfer e la prevenzione per l’utilizzo di sostanze stupefacenti negli adolescenti

Il termine prevenzione fa riferimento a qualcosa che avviene prima. Pre-venire prima che si debba risolvere un qualcosa di cui non disponiamo il rimedio. Caplan (1964) suddivise la branca della prevenzione in: primaria (tesa a limitare le cause del disagio su un’intera popolazione), secondaria (individua precocemente i sintomi di un disagio) e terziaria (limita la cronicizzazione del danno) (Loss et al., 2009). Questa suddivisione ha indirizzato, così, i vari ambiti di ricerca a focalizzarsi proprio su quella primaria, in modo tale da evitare più danni possibili, in termini di salute fisica, ma anche di benessere più generico. È il caso della psicologia della prevenzione che, in particolare col metodo Strengthening Families Program, decide di concentrarsi su quei fattori che possono rafforzare i legami (in questo caso quelli familiari), che sono decisivi per la crescita e la maturazione di scelte consapevoli dell’individuo e di proporre tecniche utili per il loro mantenimento.

Strengthening Families Program: descrizione del programma e riscontri empirici

Il metodo Strengthening Families Program è stato ideato dalla ricercatrice Karol Kumpfer nel 1982 e può essere adattato a varie fasce d’età (3-5; 6-11; 10-14; 12-16). Gli obiettivi includono:

  • Stimolare negli adolescenti competenze sociali come la cooperazione e l’altruismo, per ridurre i rischi di isolamento e sviluppare fattori protettivi all’interno del contesto familiare, come un attaccamento sicuro, il senso di appartenenza, la fiducia nel genitore;
  • Potenziare le conoscenze dei genitori riguardo ai rischi dell’età adolescenziale (le prime relazioni affettive, i primi contatti con le sostanze, il bullismo) e, in ottica preventiva, attuare strategie per contrastarli;
  • Costruire famiglie unite che sappiano guidare e sostenere i giovani nella fase adolescenziale (Molgaard & Spoth, 2008). Quando si parla di “famiglia unita” si fa riferimento a una sorta di sistema che opera in modo tale che ciascuna parte che lo compone lavora in funzione dell’altro. Se si comunica, ci si ascolta e ci si mette a disposizione delle esigenze gli uni degli altri, si condividono i sentimenti che si provano e si coopera per un obiettivo comune, il sistema sarà ben oliato e, appunto, unito, in funzione del bene che li lega.

Messaggio pubblicitario Il programma è evidence-based, ovvero fondato su prove scientifiche, e ha lo scopo di aiutare genitori e figli a costruire un ambiente familiare sereno dove la comunicazione efficace, l’empatia, la predisposizione all’ascolto la fanno da padroni e, allo stesso tempo, aiutare a prevenire quelli che sono i rischi di un’età fortemente vulnerabile quale è quella dell’adolescenza (come uso di alcool, droghe, uso spropositato di internet).

Esso consta di 14 sessioni di training familiare atte a prevenire, in questo caso specifico, l’uso di sostanze (Kumpfer et al, 2008). La durata è variabile in relazione ai fattori di rischio delle famiglie che vi partecipano e alle difficoltà che riscontrano nell’apprendimento e nella praticità degli obiettivi da portare a termine.

Applicazioni dello Strengthening Families Program

Il training è stato sperimentato in vari Stati per verificarne l’efficacia e i riscontri sono stati positivi. In una ricerca quasi-sperimentale (Kumpfer et al, 2010) è stato osservato che, dopo aver svolto le 14 sessioni di training, variabili come il comportamento criminale, la voglia di utilizzare sostanze e l’iperattività – intesa come mancanza di interesse in un’attività specifica o poca concentrazione – venivano ridotte nella fascia d’età compresa tra i 10 e i 16 anni e aumentavano invece comunicazione familiare, capacità assertive (esprimere la propria opinione senza temere il giudizio dell’altro, saper dire “no”, esprimere in maniera adeguata i propri bisogni), resilienza, riconoscimento della famiglia come sistema valoriale. Andando ancora più nello specifico, sono state considerate famiglie di etnie diverse residenti negli Stati Uniti (in particolare Ispanici, Africani, Asiatici, Nativi americani e cittadini provenienti dalle Isole del Pacifico) e i risultati hanno dimostrato l’efficacia del programma soprattutto nella fascia 10-16 (Kumpfer et al, 2008). In particolare, per quanto riguarda i genitori sono stati riscontrati un incremento della comunicazione positiva e unità familiare; aumento di abilità genitoriali positive, gestione e organizzazione familiare; miglioramento del rapporto genitore-figli e riduzione dei conflitti familiari. Nei ragazzi, invece, sono risultati: aumento delle abilità sociali grazie alla comunicazione efficace e, quindi, miglioramento della cooperazione e relazioni sociali; miglioramento delle prestazioni scolastiche; riduzione dell’aggressività e dell’ansia; riduzione drastica della volontà di utilizzo di tabacco, alcool e droghe.

Questi studi mostrano, quindi, che c’è la necessità di fermarsi e ritagliare uno spazio che genitori e figli devono dedicarsi a vicenda per ascoltarsi e capire le esigenze gli uni degli altri. E, magari, diffondere lo Streghtening Families Program, proponendolo anche come strumento domiciliare, aiuterebbe tutte quelle famiglie carenti sotto questo punto di vista, e impossibilitate a raggiungere i luoghi di svolgimento del programma, a migliorare le relazioni familiari e sociali.

 

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