Maternity Blues o Baby-blues 

Il Baby Blues o Maternity Blues è caratterizzato da una elevata reattività emotiva, labilità emotiva e lievi sintomi di carattere depressivo

ID Articolo: 196263 - Pubblicato il: 28 novembre 2022
Maternity Blues o Baby-blues 
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Il Baby Blues può essere fonte di sofferenza materna, poiché spesso la donna e i familiari non ne sono a conoscenza e possono sviluppare emozioni secondarie di paura, ansia, colpa e senso di inadeguatezza per andare incontro a tali vissuti emotivi.

 

Baby Blues o Maternity Blues

I giorni immediatamente seguenti il parto, oltre a emozioni positive e stati mentali altamente gratificanti e coinvolgenti, possono comportare molteplici sollecitazioni a livello biologico, psicologico e sociale, alle quali le donne possono rispondere con reazioni emotive differenti. Oltre a stati emotivo-affettivi positivi possono emergere ad esempio vissuti ansiosi, episodi di pianto, stanchezza fisica, labilità emotiva, senso di inadeguatezza sul sé, sensazione di smarrimento, irrequietezza e irritabilità.

Con il termine Baby Blues o Maternity Blues in letteratura perinatale si fa riferimento a una condizione che si manifesta abbastanza frequentemente nella donna nel postparto, esordisce nei primi giorni del puerperio (e non oltre le prime due settimane) e tende a rimettersi spontaneamente entro 15 giorni dal parto. Tale condizione è caratterizzata da una elevata reattività emotiva, labilità emotiva e lievi sintomi di carattere depressivo, quali tendenza al pianto, umore labile e tristezza, aumento di irritabilità, difficoltà di concentrazione e sintomi ansiosi, disturbi del sonno e dell’appetito. Tale insieme di sintomi si presentano in maniera accentuata, ma non francamente patologica, sono transitori e sono caratterizzati da remissione spontanea (O’Hara et al., 1991; Sutter et al., 1997).

Maternity blues e depressione post partum

In termini di diagnosi differenziale, è importante distinguere il Baby Blues o Maternity Blues, dalla depressione post-partum e da altre condizioni psicopatologiche quali ad esempio la psicosi puerperale. È da sottolineare che la condizione di Baby-Blues riconosciuta in ambito perinatale, al momento non trova una collocazione specifica tra le categorie diagnostiche del DSM-5.

Messaggio pubblicitario In letteratura la costellazione di sintomi connessa al Baby Blues o Maternity Blues è stata associata ai cambiamenti dei livelli ormonali che sarebbero conseguenti al parto (Brunton e Russell, 2008), con un possibile legame tra tale sintomatologia e le modificazioni endocrino-metaboliche nel postparto.

In alcuni studi è stato evidenziato che un significativo numero di donne con effettiva diagnosi di depressione postnatale aveva sofferto di Maternity Blues nelle prime due settimane del postparto (O’Hara et al. 1991). Altri studi hanno evidenziato l’associazione tra Maternity Blues e sindrome premestruale (Bloch et al., 2005).

Effetti del Baby Blues

Il Baby Blues può essere fonte di sofferenza materna, poiché spesso la donna e i familiari non ne sono a conoscenza e possono sviluppare emozioni secondarie di paura, ansia, colpa e senso di inadeguatezza per andare incontro a tali vissuti emotivi. Risulta utile, pertanto, informare e sensibilizzare le neomamme, fornire psicoeducazione ed effettuare interventi di prevenzione al fine di rendere più comprensibile il fenomeno del Maternity Blues che può insorgere transitoriamente nel puerperio, e rispetto al quale diventa molto importante richiedere aiuto professionale psicologico nel caso in cui i sintomi non si rimettano entro le due settimane dal parto. Il supporto psicologico può essere utile anche nel caso di Baby Blues nell’immediato postparto per aiutare la donna a regolare al meglio le proprie emozioni nel puerperio, comprendere e circoscrivere eventuali vissuti di inadeguatezza e colpa in relazione al proprio ruolo materno e all’insorgenza dei sintomi.

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Bibliografia

  • Grussu, P. (2016). Il Maternity Blues, in Grussu, P., e Bramante, A., Manuale di psicopatologia perinatale, Erickson.
  • Brunton, P.J. & Russell, J.A. (2008). The expectant brain: Adapting for motherhood. Nature Review Neuroscience, 9, pp. 11-25
  • Block et al. (2005). Risk factors associated with the development of postpartum mood disorders, Journal of Affective Disorders, vol. 88, pp. 9-18
  • O’Hara et al., 1991. Prospective study of postpartum blues: Biologic and psychosocial factors, Archives of General Psychiatry, vol. 48, pp.801-806
  • Sutter et al., 1997 Postpartum blues and mild depressive symptomatology at days three and five after delivery: A French cross sectional study, Journal of Affective Disorders, 44. pp 1-4
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