Stupro a Piacenza, l’Ordine degli Psicologi dell’Emilia-Romagna: “Pubblicare il video è stato un ulteriore abuso”

L'Ordine degli Psicologi dell'Emilia-Romagna in merito alla pubblicazione del video dello stupro di Piacenza: “Pubblicarlo è stato un ulteriore abuso”

ID Articolo: 194660 - Pubblicato il: 05 settembre 2022
Stupro a Piacenza, l’Ordine degli Psicologi dell’Emilia-Romagna: “Pubblicare il video è stato un ulteriore abuso”
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Gli psicologi: “Chi condivide immagini o commenta senza competenze è corresponsabile di violenza”

Ufficio stampa Ordine degli Psicologi dell’Emilia-Romagna

 

Messaggio pubblicitario Bologna, 24 agosto – «Diffondere il video dello stupro è un atto gravissimo, che rende corresponsabili di violenza». Così l’Ordine degli Psicologi dell’Emilia-Romagna interviene su quanto avvenuto a Piacenza, dove nei giorni scorsi una donna è stata violentata in strada e ripresa in un video che ha successivamente fatto il giro della rete.

Perché è stato pubblicato il video di uno stupro durante una campagna elettorale? Chi si intendeva far vedere, la vittima o lo stupratore? E se si voleva far vedere quest’ultimo, l’intenzione era forse quella di mettere in risalto le sue origini per dare forza a un programma politico? – si chiede Carmelina Fierro, consigliera dell’Ordine regionale e coordinatrice della Commissione Pari Opportunità dello stesso Ordine – Mi chiedo anche che cosa si intendesse far provare in chi avrebbe visto le immagini. Soprattutto, perché non ci si è chiesti come si possa sentire una vittima di fronte all’amplificazione di una violenza subìta, se non ulteriormente violata e vittimizzata?.

Dott.ssa Carmelina Fierro

FIG. 1 – Dott.ssa Carmelina Fierro: consigliera e coordinatrice della Commissione Pari Opportunità dell’Ordine regionale

Pubblicare il video, spiega Fierro, è un fatto inaccettabile, che in questo caso vede responsabile non più solo lo stupratore, ma tutti coloro che hanno diffuso le immagini.

La violenza sulle donne e alle donne non può portare a disattente narrazioni e ancor meno a strumentalizzazioni di questo tipo – continua la consigliera – La “vittimizzazione secondaria”, spesso insita in ogni atto di violenza alle donne, è inammissibile e soprattutto occorre conoscerla. Smettiamola con improvvisazioni o supposizioni e affidiamoci a chi ha formazione e competenza specifica.

Fondamentale è anche lavorare sulla prevenzione attraverso progetti educativi e culturali. Proprio su queste tematiche l’Ordine degli Psicologi dell’Emilia-Romagna ha istituito per il secondo anno un premio di duemila euro per una tesi di laurea su “La violenza: impatti, significati e vissuti di chi assiste”.

Crediamo che sia importante promuovere cultura e azioni atte a contrastare gli stereotipi di genere e fenomeni di discriminazione – conclude Fierro.

 

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