Il pasto assistito nel trattamento dei disturbi alimentari in A.S.L. CN1

Il pasto assistito rientra in un programma psico-nutrizionale che prevede che il paziente con disturbi alimentari sia supportato nei pasti da un operatore

ID Articolo: 191149 - Pubblicato il: 01 marzo 2022
Il pasto assistito nel trattamento dei disturbi alimentari in A.S.L. CN1
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In questo articolo l’obiettivo è quello di evidenziare come nel territorio dell’Azienda Sanitaria Locale di Cuneo CN1, tra le pratiche riabilitative adottate per i disturbi alimentari rientri quella del pasto assistito, essendo presente in sede la figura della dietista.

Introduzione

Messaggio pubblicitario I disturbi dell’alimentazione implicano un’alterazione persistente dell’alimentazione o del comportamento ad essa relativo che modifica il consumo o l’assorbimento del cibo ed ostacola significativamente la salute fisica e/o il funzionamento psicosociale.

Essi comprendono secondo il DSM 5, il Manuale Diagnostico e Statistico del Disturbi Mentali:

I disturbi alimentari di cui ci occupiamo in modo precipuo nel Centro dei Disturbi del Comportamento Alimentare dell’ASL di Cuneo (CN1) sono rappresentati dall’Anoressia, in cui vengono adottate o la restrizione degli alimenti o l’utilizzo di condotte compensatorie atte ad eliminare calorie; dalla Bulimia, con o senza condotte compensatorie; dal Disturbo da alimentazione incontrollata (o Binge Eating Disorder), in cui non vengono messe in atto metodiche compensatorie per cui, se il disturbo si protrae nel tempo, il destino al quale vanno incontro i pazienti che ne sono affetti è rappresentato quanto meno dal sovrappeso e, nei casi più gravi, dall’Obesità conclamata. Inoltre il nostro ambulatorio annovera tra le persone assistite quelle affette da Disturbo dell’Alimentazione non altrimenti specificato (NAS), cioè quei disturbi che non soddisfano i criteri diagnostici di nessuno dei disturbi precedentemente elencati.

Spesso i disturbi alimentari rappresentano solo la punta di un iceberg, sotto al quale c’è tutto un mondo sommerso, dietro l’apparenza fisica c’è la difficoltà di esprimere a voce ciò che sembra solo corporeo, ma che non è solo corporeo. È vero che i mass media hanno la loro parte di responsabilità nel presentare un modello di donna efebica, androgina, come donna oggetto di desiderio sessuale, ma questi non sono certo gli unici fattori responsabili del problema: le culture occidentali danno sempre meno spazio alla espressione delle emozioni tramite il contatto e sempre più spazio alla espressione delle stesse tramite ‘emoticons’ che troviamo sui nostri smarphone, le faccette che spesso non sono interpretabili in modo univoco, ma con uno scambio di emozioni espresse in modo dubbio. La contraddizione evidente è che, accanto alle pubblicità di donne che indossano la taglia trentasei/ trentotto, si assiste alla pubblicità di catene di fast food che propongono una alimentazione del tutto scorretta a base di cibi grassi, fritti ed ipercalorici.

L’esordio dei disturbi alimentari

Come intercettare il problema alimentare? Ci riferiamo soprattutto all’Anoressia che rimane, tra i disturbi alimentari quello più grave, perché mette in serio pericolo la vita delle/ dei nostri pazienti, o sotto forma di lento suicidio, o con tentativi di suicidio realmente agiti.

Per le famiglie, anche quelle più attente alle problematiche adolescenziali, non è facile accorgersi del disagio all’esordio, per cui capita che spesso giungano al nostro Centro di Cuneo pazienti già molto defedate, in cui il primo approccio non può essere quello ambulatoriale ma deve avvenire tramite un ricovero ospedaliero, diventando difficile, se non impossibile, una presa in carico solo di tipo ambulatoriale.

Messaggio pubblicitario Qualche campanello di allarme può essere rappresentato dalla ortoressia, ossia l’attenzione esagerata alle calorie, più caratteristica del sesso femminile o dalla vigoressia, con considerevole sviluppo della massa muscolare a scapito delle altre componenti corporee, più caratteristica del sesso maschile e che, di fatto, maschera, almeno fisicamente, il disturbo reale. In quest’ultimo caso per andare ad individuare il problema anoressico non è sufficiente il peso del soggetto e neppure solo il BMI, ossia il calcolo dell’indice di massa corporea, ma è necessario servirsi di metodiche più accurate, come la plicometria, per valutare esattamente in che percentuale sono rappresentate la massa grassa, quella magra e quella muscolare. Nonostante le difficoltà fisiologicamente insite nel periodo adolescenziale e puberale, per lo più si cerca di stabilire un legame equilibrato tra quelli che sono i bisogni biologici di alimentazione e le ambizioni in fatto di immagine corporea.

Alcune persone però, non riescono a stabilire questo equilibrio, o forse esso per qualche ragione si è incrinato, spezzato, ed è in questi casi che è probabile riscontrare un disturbo del comportamento alimentare. Per tale motivo, da un punto di vista psicologico, sarebbe necessario individuare altri campanelli di allarme che non riguardano solo il cambiamento nelle abitudini alimentari, ma anche nello stile di vita, cambiamenti nelle relazioni sociali e disagi emotivi.

I disturbi alimentari possano insorgere anche in età adulta, ma l’incidenza maggiore è individuata tra i 10 e 19 anni di età, periodo in cui i cambiamenti corporei innescano negli adolescenti forti crisi di accettazione ed autostima.

Il pasto assistito nei disturbi alimentari

Il pasto assistito rientra in un programma di riabilitazione psico-nutrizionale e prevede che il paziente affetto da disturbi alimentari sia supportato durante i pasti da un operatore (il dietista, l’infermiere professionale o lo psicologo). In questo articolo il nostro obiettivo è quello di evidenziare come nel territorio dell’Azienda Sanitaria Locale di Cuneo CN1, del quale noi rappresentiamo l’équipe terapeutica, tra le pratiche riabilitative da noi adottate rientri quella del pasto assistito, essendo presente in sede la figura della dietista. La nostra struttura è l’unica in Piemonte che ha questo tipo di servizio territoriale. Il momento della condivisione del pasto riveste un ruolo centrale all’interno di percorsi terapeutici ospedalieri, residenziali e semiresidenziali dei DAN ( Disturbi dell’alimentazione e della nutrizione) e riscontra applicazione a livello ambulatoriale e di day-service. L’obiettivo del progetto da noi adottato, basato sulle Linee Guida Nazionali e sul modello del nostro Centro Pilota che è quello della Clinica Universitaria ‘Le Molinette’ di Torino, diretta dal Prof. Giovanni Abbate-Daga, consiste nel favorire un adeguato apporto nutrizionale, coadiuvando il paziente nel progressivo superamento della paura nei confronti del cibo e nell’abbandono dei rituali inappropriati che ne ostacolano l’assunzione. Il risultato di questo nostro lavoro quotidiano, che si svolge nell’ambito del Centro tutti i giorni dal Lunedì al Venerdì, ha evidenziato, grazie alle testimonianze da parte degli utenti del Servizio, l’importanza del pasto assistito e, seppure con differenze tra i diversi tipi di quadri psicopatologici, dopo un percorso di cura più o meno lungo che in media dura un anno, l’utilità ed i benefici non riguardano solo il pasto in sé, ma anche la possibilità di ampliare la rete di relazioni sociali. Il cibo, infatti, si sa, non è solo nutrimento per il corpo, ma anche per l’animo e momento di convivialità. Per la sua valenza terapeutico-riabilitativa, il momento del pasto assistito, al quale seguono altre attività terapeutico-riabilitative nel post-prandium, è stato mantenuto anche nella fase pandemica da Covid-19, seppur nel rigoroso rispetto del distanziamento interpersonale e dell’utilizzo dei DPI.
L’osservazione condotta finora ha dimostrato come l’attitudine generale degli intervistati rispetto al servizio sia decisamente positiva, con le difficoltà nella partecipazione al servizio da parte degli utenti lavoratori e la necessità di adottare nuove strategie organizzative.

 

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Bibliografia

  • APA (American Psychiatric Association) (2013). DSM-5 Diagnostic and statistical manual of mental disorders. Arlington: American Psychiatric Publishing.
  • www.studiocoradeschi.org
  • www.auxologico.it
  • www.stateofmind.it
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