Il cuore di un uomo (2022) di Luca Serafini – Recensione

'Il cuore di un uomo' racconta la storia di Renè Favaloro che aprì una struttura sanitaria di eccellenza per la popolazione meno agiata in Argentina

ID Articolo: 191288 - Pubblicato il: 09 marzo 2022
Il cuore di un uomo (2022) di Luca Serafini – Recensione
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Va dato merito a Luca Serafini per aver portato a conoscenza dei lettori italiani la storia di René Favaloro con il suo libro Il cuore di un uomo.

 

Messaggio pubblicitario La sua vicenda umana è davvero sensazionale ma sostanzialmente sconosciuta nel nostro paese, nonostante, come avviene spesso per gli argentini, la sua famiglia fosse di origine italiana. I suoi nonni emigrarono alla fine dell’Ottocento dalle isole Eolie e lui venne in Italia, un anno prima della morte, proprio per ritirare la cittadinanza onoraria di Salina. Aveva espresso rammarico per aver ricevuto onorificenze da tutto il mondo, eccetto che dal paese d’origine della sua famiglia. La sua storia merita di essere conosciuta: non si tratta solo di un grande medico, ma di un grande uomo, la cui vita è stata avvincente e il libro la racconta con il fascino e la cifra stilistica di un romanzo.

La vita di Favaloro può essere suddivisa in tre grandi capitoli. Il primo si svolge nel cuore della Pampa, nel piccolo borgo di Jacinto Arauz, dove, avversario del peronismo, è costretto a trasferirsi nel 1950 dopo la laurea su invito di uno zio. Qui muove i primi passi da medico rurale, vi resta 12 anni e si fa conoscere per aver dato vita a una struttura sanitaria di eccellenza, nonostante i pochi mezzi a disposizione. La seconda tappa si svolge negli Stati Uniti, dove si trasferisce per lavorare in strutture all’avanguardia. A Cleveland nel 1967 esegue a 44 anni il primo bypass aorto-coronarico al mondo, seguendo una propria intuizione e rivoluzionando la cardiochirurgia. Ad oggi sono stati eseguiti ben 40 milioni di bypass, divenuto l’intervento più efficace e diffuso per contrastare alcune patologie cardiache. Ma, all’apice del successo, rinuncia a offerte milionarie e decide di tornare in Argentina, in un momento di grave crisi politica ed economica del suo paese, per creare una struttura sanitaria di eccellenza da mettere a disposizione della popolazione meno agiata. Nasce la Fondazione che porta il suo nome, diventata sia una struttura universitaria che un centro clinico.

Il finale è tragico: Favaloro si è suicidato nel 2000. La sua Fondazione, nonostante la gran mole di lavoro, non godeva dell’appoggio governativo (siamo ai tempi della dittatura di Videla), gli venivano negati o ritardati i finanziamenti, aveva debiti e si sentiva isolato, abbandonato da tanti amici. La Fondazione è tuttora attiva, diretta dai nipoti. Solo dopo la sua morte il governo argentino ne riconoscerà la funzione sociale e vi è stato nel suo paese il legittimo riconoscimento del suo impegno civile, oltre che l’apprezzamento per il medico, condiviso in tutto il mondo. Nel febbraio 2020 il governo e la banca centrale propongono di coniare una banconota da 2000 pesos con la sua effige, ma gli eredi negano l’autorizzazione: ‘Avreste dovuto aiutarlo quando era vivo. Non sosterremo questa iniziativa e non parteciperemo alla sua diffusione’.

Messaggio pubblicitario Serafini, nato a Milano nel 1961, noto al grosso pubblico innanzitutto per la sua attività di giornalista sportivo televisivo (segue da anni una delle due grandi squadre di calcio di Milano, quella per cui non tifo io, per chi mi conosce…) è un intellettuale a tutto tondo. Non è solo competente di calcio e di sport, scrive su diverse testate nazionali e questa non è la sua prima prova di romanziere. Già in passato, con Lady Stalker era andato a scovare, quella volta in Scozia, storie di vita straordinarie e poco note per ricavarne romanzi. Il libro è frutto di anni di ricerche e di un’attenta documentazione. Serafini si è più volte recato in Argentina per conoscere gli eredi di Favaloro e la clinica da lui creata.

Nel presentare il volume, Serafini scrive: ‘trovo aberrante il suicidio, dove paura e coraggio si rafforzano a vicenda, ma trovo ancora più aberrante giudicare la disperazione altrui’.

La sua lettura è consigliata per conoscere la vicenda di un grande medico, uno straordinario innovatore in campo scientifico, ma anche un sognatore e un uomo guidato sempre dalla passione civile, che ha salvato  migliaia di persone, ma morto a causa dell’isolamento sociale subito nel suo paese. Le vicende narrate nel libro sono certamente fuori dal comune, inoltre la scrittura di Serafini ha la capacità di appassionare il lettore, facendo rivivere persone, paesaggi, epoche. A partire dall’infanzia e proseguendo con la vita del medico di campagna, le sue aspirazioni, i sacrifici, le intuizioni cliniche, l’ambientamento all’estero, le soddisfazioni nel salvare vite, i progetti, le vicende private e sentimentali, le delusioni, per giungere alle lettere d’addio, tutto è raccontato con partecipazione e rispetto, oltre che con dovizie di particolari. Particolarmente intensi i dialoghi ricostruiti da Serafini che hanno il potere di unire vita e letteratura.

Il libro è stato insignito del premio Zanibelli-Sanofi 2020 dedicato alla letteratura scientifica.

 

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Bibliografia

  • Serafini, L. (2022). Il cuore di un uomo. Rizzoli Editore.
  • Serafini L. (2018). Lady Stalker. Albatros.
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