Il Funzionalismo moderno e lo stress

Il Filtro Funzionale costituisce la maniera in cui l’individuo attraversa un evento fonte di stress con tutto il suo organismo e ne determina le conseguenze

ID Articolo: 190252 - Pubblicato il: 20 gennaio 2022
Il Funzionalismo moderno e lo stress
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Perché uno stress positivo, che rivitalizza, dà energie, rende la vita briosa e non piatta deve poi divenire negativo? Cosa lo fa cronicizzare?

 

Stress o stanchezza?

Messaggio pubblicitario Lo stress è una delle malattie tipiche del nostro tempo, della nostra società.

Perché parlare di stress? Perché il fenomeno dello stress è il fenomeno più emblematico e significativo quando si vuole comprendere i fattori molteplici che intervengono nella conservazione o nella perdita della salute: come quando si affronta la complessità mente-corpo dell’individuo, la persona nella sua interezza.

Oggi siamo arrivati a conoscere, con profondità scientifica, i meccanismi di cronicizzazione dello stress (stress negativo o distress).

Lo stress cronico viene confuso, troppo spesso, con l’affaticamento, con la stanchezza, con il carico di lavoro. In realtà è ben altra cosa dallo stress temporaneo (stress positivo o eustress) che stimola l’organismo rivitalizzandolo e che lo predispone a superare situazioni e problemi in tempi brevi, agendo immediatamente, con tutte le energie e le capacità che si possiedono.

L’eustress, quindi, scompare dopo che si è affrontato lo stimolo stressante (o stressor) contrariamente a quanto accade per lo stress cronico (o distress) che permane nel tempo, creando disturbi oggi molto diffusi, logorando l’organismo, fino a farlo ammalare di malattie importanti, quali le cardiologiche, le oncologiche, il diabete, le cefalee, le malattie gastroenteriche, per arrivare anche a quelle autoimmuni oggi in continua crescita.

Ma perché uno stress positivo, che rivitalizza, dà energie, rende la vita briosa e non piatta deve poi divenire negativo? Cosa lo fa cronicizzare?

Per capirlo dobbiamo guardare all’individuo che è sottoposto allo stimolo stressante, al suo Funzionamento e in particolare al modo in cui l’evento stressante impatta su di lui a livello emotivo, cognitivo ma anche sensoriale e fisiologico.

Il Filtro Funzionale secondo la teoria del Neo-Funzionalismo

È il “filtro Funzionale” (costrutto teorico del Neo-Funzionalismo presente in Rispoli, Di Nuovo, Genta, 2000; Di Nuovo, Rispoli, 2011) che costituisce la maniera in cui l’individuo attraversa un evento stressante (stressor) con tutto il proprio organismo: vale a dire con lo stato delle sue emozioni, lo stato cognitivo, ma anche la respirazione, la condizione muscolare, le sue posture, la sua voce, la condizione fisiologica e biologica profonda. Lo stressor può venire percepito come qualcosa di affrontabile oppure di non affrontabile, come un evento ordinario oppure come una condizione drammatica.

Il “filtro Funzionale” viene condizionato nella sua capacità di reagire all’evento stressante da esperienze precedenti; esperienze negative (che non hanno aiutato il pieno funzionamento della persona, possono aver alterato questo filtro, per cui eventi stressanti che non sono insormontabili ma abbastanza normali vengono vissuti come molto allarmanti, pericolosi, drammaticamente stressanti.

Le conseguenze

Le conseguenze sono fondamentalmente di due tipi.

L’organismo è già debilitato, e ciò fa permanere lo stato di stress più a lungo. Le condizioni che caratterizzano la reazione di stress non si esauriscono, nell’organismo, il quale non è più in grado di ritornare allo stato primario di allentamento e benessere, ma permangono al di là dell’evento. Lo stress diventa cronico e l’organismo ne esce ancora più debilitato e il filtro Funzionale più alterato. La persona non riesce più a gestire eventi stressanti anche lievi.

Questo è lo stress cronico.

Permanendo le condizioni di stress ormai cronicizzato, la persona soffrirà di disturbi di vario genere, comunque sempre abbastanza invalidanti, come difficoltà a concentrarsi, irritabilità, disturbi di ansia, insonnia, cefalee e disturbi neurovegetativi. E, cosa ancor più grave, si creerà nel tempo un terreno che è la base biopsichica di quasi tutte le malattie.

Messaggio pubblicitario L’altra tipologia di conseguenza è la seguente. La persona perde anche la capacità di comportarsi secondo quelle norme elementari che aiutano a conservare la salute: potrà bere alcolici, stare sveglio fino a tardi, prendere più caffè, impegnarsi in un lavoro ancora più logorante, accollarsi altri impegni, mangiare molto o troppo, mangiare male. Tutte condizioni che peggiorano lo stato di salute in generale.

Le radici dell’ammalarsi

Allora è fondamentale capire dove si àncora questo ammalarsi, cioè questa alterazione dei funzionamenti, questo stress cronicizzato.

Oggi, dopo gli studi che ho condotto per oltre 30 anni con la mia equipe della psicologia Funzionale, sappiamo molto bene come funziona lo stress: sappiamo dove si inizia a formare; sappiamo che non dipende dalle differenti situazioni di vita, ma da come funziona la persona ai suoi livelli più profondi. Lo stress è esattamente lo specchio di questi livelli di funzionamenti profondi, perciò, è un fenomeno di importanza vitale.

E lo stress inizia ad annidarsi nel respiro alterato che diventa toracico, nelle contrazioni muscolari e nelle ipertonie, nelle posture non più mobili, nei movimenti che in parte diventano stereotipati, nelle sensazioni fisiche alterate; per poi diffondersi al pensiero che diventa sempre più sovraccarico di preoccupazioni, alle emozioni che si colorano di scuro, alle fantasie negative che tendono ad aumentare sempre di più.

La cura e i consigli più immediati per lo stress

Tutti i consigli che si possono dare, perciò, devono essere necessariamente rivolti a recuperare i Funzionamenti di fondo alterati di cui la persona non può avere reale consapevolezza. Questi funzionamenti sono costituiti da tutti i piani psichici e corporei, e sono alla base di emozioni, pensieri, comportamenti. Ed è su questi che bisogna agire perché sui funzionamenti profondi alterati il soggetto non può intervenire senza un aiuto specifico esterno, dal momento che sono al di là della sua volontà. È questo un agire sulle radici sulle quali si è innescato lo stress negativo, per poter così invertire il processo di cronicizzazione dello stress.

Ciononostante qui cercheremo comunque di dare alcuni consigli più immediati e pratici che possono costituire un momento di autoaiuto, suggerendo anche alcune semplici tecniche per cercare di non farsi sopraffare dallo stress in alcune situazioni chiave.

Una riunione di lavoro difficile, un impegno importante nel dover parlare ed esporre

Preparare il lavoro un po’ di tempo prima, prospettando alla mente i possibili andamenti della riunione, progettando attraverso l’immaginazione le modalità più adatte per raggiungere gli obiettivi voluti.

Terminare la progettazione almeno un giorno prima, e poi dimenticare per un giorno tutto, distrarsi, e cercare momenti piacevoli e di divertimento.

Un’ora prima praticare una respirazione diaframmatica profonda: inspirazione a bocca aperta lunga (3-4 tempi), nessuna pausa, espirazione più rapida a lasciare con un po’ di voce (2 tempi), pausa (di 2 tempi), e poi ricominciare il ciclo. La respirazione deve durare almeno 10 minuti. A poco a poco si instaurerà una calma profonda.

Subito dopo fare alcuni movimenti di slancio, per creare convinzione e determinazione, movimenti veloci e intensi con le braccia e le mani, muovendosi con fermezza e decisione anche sulle gambe.

Un momento di rabbia, di lite pericolosa

Non rispondere subito.

Portare lo sguardo in giro e cercare di vedere veramente cosa c’è intorno a noi.

Espirare rapidamente diverse volte e poi effettuare lunghi respiri con una inspirazione molto lunga e lenta. Molte volte.

Cercare in mente una canzone molto allegra. Meglio se se ne ha una già a portata di mano, una che ci piace molto.

Provare a dire qualcosa di molto diverso da quello che si stava per dire. Senza paura di perdere la faccia, di perdere una posizione da mantenere a tutti i costi.

Poi parlare lentamente con voce intensa ma non acuta e tenendo la testa ben sollevata, esprimendo sicurezza, determinazione ma con grande calma.

Conclusioni

Dal momento in cui vengono sempre più conosciuti i meccanismi dello stress negativo diventa possibile mettere in atto un piano di prevenzione serio, efficace e scientificamente basato. Le conseguenze di questo disfunzionamento stanno aumentando sempre di più nelle nostre società, in tutti i paesi, e in età che stanno diventando sempre più precoci. Tra l’altro nel mondo del lavoro il danno economico dovuto alla presenza sempre più diffusa e ampia di stress, con i relativi disturbi e patologie, sta diventando veramente insostenibile.

La lotta allo stress è una cosa molto seria, e lo sarà sempre di più nel futuro.

 

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Bibliografia

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