La riabilitazione cognitiva nelle RSA: il modello Alteya

Tra i ricoverati nelle RSA, la percentuale di pazienti che presentano un decadimento cognitivo, da qui il bisogno di creare progetti d’intervento specifici

ID Articolo: 189680 - Pubblicato il: 14 dicembre 2021
La riabilitazione cognitiva nelle RSA: il modello Alteya
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Nella RSA Villa Albani è stato attivato un progetto, il modello Alteya, con l’obiettivo di migliorare i sintomi cognitivi e comportamentali dei pazienti, migliorare la loro qualità di vita e ridurre lo stress del personale.

 

Le Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA)

Messaggio pubblicitario La presenza diffusa di pazienti con deficit cognitivi che presentano disturbi comportamentali, tra i ricoverati nelle Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA), impone, come stabilito dalla vigente normativa, la ricerca e l’applicazione di adeguati interventi per la riabilitazione cognitiva ed il contenimento dei comportamenti disfunzionali.

Le residenze sanitarie assistenziali (Banchero, 2013) sono comparse in Italia negli anni ’90, si tratta di strutture a carattere sanitario. Si distinguono dagli ospedali e dalle case di cura perché non si occupano di pazienti con patologie acute, ma ospitano, per un periodo di tempo determinato od indeterminato, persone non autosufficienti per deficit fisici, psichici e sensoriali, che non possono essere assistite a domicilio.

La vigente normativa nazionale (Ministero della Sanità, 1994) prevede che le RSA offrano ai loro ricoverati, oltre ad una sistemazione residenziale adeguata, tutti gli interventi medici, infermieristici e riabilitativi necessari. Inoltre stabilisce che l’assistenza sia individualizzata ed orientata al miglioramento dei livelli di autonomia, degli interessi personali  e delle inclinazioni dei pazienti.

È elevata, tra i ricoverati nelle RSA, la percentuale di pazienti che presentano un decadimento cognitivo (D’Amuri, 2021). Questo dato, e ciò che la normativa dispone, hanno generato il bisogno di creare progetti d’intervento specifici nell’ambito della riabilitazione cognitiva e della gestione dei disturbi del comportamento frequentemente associati alla disabilità intellettiva (Croce L. 2019, Hersch E.C. Falzgraf S.2007).

Il progetto della cooperativa sociale onlus Alteya in RSA

Un concetto fondamentale, su cui si fonda la riabilitazione cognitiva, è che l’inattività porta alla perdita della funzione; inoltre nell’attuazione della terapia riabilitativa non deve mai essere sottovalutato l’elemento motivazionale (Mazzucchi A. 1999; M.Bocardi 2014).

Messaggio pubblicitario La RSA Villa Albani è una struttura pubblica, appartenente alla Asl Roma 6, i cui costi residenziali ed assistenziali sono a carico del Sistema Sanitario Nazionale ed i servizi residenziali ed assistenziali sono gestiti dalla cooperativa sociale onlus Alteya. In questa struttura, gran parte degli utenti ospitati presentano deficit cognitivi secondari a svariate patologie. Nella RSA è stato attivato un progetto, il modello Alteya, che ha l’obiettivo di migliorare i sintomi cognitivi e comportamentali dei pazienti, rendere migliore la loro qualità di vita e ridurre lo stress di tutto il personale addetto all’assistenza.

Nel progetto, rispetto agli interventi di riabilitazione cognitiva, sono previste, oltre alle attività quotidiane ed ai laboratori svolti all’interno della struttura, una serie di attività che i pazienti svolgono sul territorio. Attualmente gli utenti di Villa Albani partecipano al laboratorio di agricoltura biologica (Alteya Onlus, 2021) frequentano la piscina comunale, sono impegnati in un corso (Alteya Onlus, 2021), tenuto da una pizzeria locale, che permette loro di apprendere il ciclo di lavorazione della pizza, così da divenire autonomi nella sua preparazione. Tali attività, oltre a mantenere e potenziare le capacità residue dei singoli pazienti, risultano particolarmente motivanti, migliorano le interazioni sociali e l’autostima personale.

Tutti gli operatori coinvolti nelle attività socio-asistenziali, partecipano periodicamente agli incontri tecnico-formativi organizzati per fornire, sulla base delle evidenze scientifiche e delle linee guida, gli strumenti necessari per rispondere ai bisogni assistenziali degli utenti (Alteya 2021). Attualmente, rispetto alla gestione dei disturbi comportamentali (Castrucci L., 2021), viene applicato un protocollo ad indirizzo cognitivo comportamentale che prevede l’utilizzazione di rinforzi positivi erogati tramite la consegna di ticket, l’applicazione del time-out, quando il paziente non abbandona il comportamento disfunzionale, e l’utilizzo dei cartellini di ammonizione se nemmeno il time-out si rivela efficace.

La valutazione dell’intervento riabilitativo è effettuata con la somminastrazione di test, come ad esempio il Mini Mental State Examination, in grado di misurare i progressi dei pazienti (Ruggeri M. 2011) e sull’analisi dei report settimanali compilati dagli operatori.

 

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