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L’impatto del lockdown su persone con disabilità intellettiva. Strategie utili per contrastare i rischi dell’isolamento sociale

Com’è possibile aiutare persone con disabilità intellettiva a affrontare un periodo come questo, di continui cambiamenti e restrizioni per via del Covid-19?

ID Articolo: 186465 - Pubblicato il: 05 luglio 2021
L’impatto del lockdown su persone con disabilità intellettiva. Strategie utili per contrastare i rischi dell’isolamento sociale
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In questo periodo di emergenza sanitaria, la comunità scientifica ha cercato di indagare in che modo la pandemia da Covid-19 ha influito sul benessere e sulla qualità della vita delle persone. (Prati, 2020).

Jessica Trentin – OPEN SCHOOL Psicoterapia Cognitiva e Ricerca, Bolzano

 

Messaggio pubblicitario Soprattutto nei periodi di aumento dei contagi, sono stati adottati provvedimenti restrittivi che, pur essendo stati di estrema importanza per poter ridurre la diffusione del virus, hanno avuto preoccupanti implicazioni sulla salute mentale degli individui.

Questo articolo vuole concentrarsi in particolare sull’impatto che la pandemia ha avuto sulle persone con disabilità intellettiva. Queste ultime, infatti, trovano maggiori difficoltà nel comprendere le comunicazioni relative ai comportamenti da adottare per proteggersi e possono percepire maggiore stress mentale trovandosi davanti alle restrizioni delle loro abituali attività (Courtenay e Perera, 2020).

Secondo i criteri diagnostici del DSM 5 (2013), la disabilità intellettiva è un disturbo del neurosviluppo che comprende deficit del funzionamento sia intellettivo che adattivo a diversi ambienti di vita.

Secondo il paradigma bio-psico-sociale che è alla base dell’ICF (Classificazione del Funzionamento della disabilità e della salute dell’individuo) redatto dall’OMS, la persona disabile possiede delle risorse che rimarrebbero latenti a seconda dell’ambiente in cui vive. Di conseguenza, il contesto nel quale una persona con disabilità si trova a vivere può influenzare profondamente l’espressione delle proprie potenzialità, che necessitano di essere stimolate.

Diversi studi, come quelli di McCallion e McCarron (2004) e Walsh (2005), confermano che le persone disabili hanno un rischio elevato di decadimento sia a livello mentale che fisico. Per queste persone, infatti, lo svolgimento di semplici attività quotidiane e ricreative non rappresenta solo un momento di svago e di divertimento, ma è fondamentale per il mantenimento delle abilità minime e per evitare un decadimento precoce.

Ma com’è possibile affrontare un periodo come questo, caratterizzato da continui cambiamenti e restrizioni dei contatti sociali, quando si ha a che fare con persone con una disabilità intellettiva?

In assenza di protocolli per prendersi cura delle persone con disabilità in quarantena, diverse società e associazioni come la SiDiN (Società Italiana per i Disturbi del Neurosviluppo) e l’Anffas Nazionale (Associazione nazionale per Famiglie di persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale) hanno elaborato dei documenti nei quali è possibile trovare alcune indicazioni pratiche su come gestire la situazione quando si ha a che fare con persone con una disabilità intellettiva.

Dalla lettura di questi documenti, tra i vari ostacoli che le persone con disabilità intellettiva hanno incontrato durante questo periodo di pandemia, se ne trovano tre in particolare, che hanno contribuito ad alimentare la loro sofferenza psicologica:

  • Le difficoltà di comprensione delle raccomandazioni sulle norme igieniche da adottare durante la pandemia e delle informazioni riguardo la situazione attuale;
  • Gli improvvisi cambiamenti delle proprie routine quotidiane;
  • L’isolamento forzato e la mancanza di contatti sociali.

Per quanto riguarda il primo aspetto, relativo alla comprensione delle informazioni, occorre ricordare che le persone con disabilità intellettiva, al pari delle altre, hanno il diritto di essere informate sulla situazione che stiamo vivendo. Per poter far comprendere loro le raccomandazioni fornite dalle istituzioni per diminuire i contagi, occorre ricorrere ad un linguaggio il più possibile chiaro e personalizzato sulla base dell’età e delle esigenze della persona con disabilità.

Occorre accompagnare queste persone nel reperire le informazioni facendo affidamento sulle fonti ufficiali, per evitare che vengano sovrastimolate da troppe notizie confuse o per non incorrere nelle sempre più diffuse fake news. Per comunicare loro questo tipo di informazioni, può essere utile ricorrere all’utilizzo della Comunicazione Alternativa Aumentativa (CAA) soprattutto nel caso di persone con bisogni comunicativi complessi.

Messaggio pubblicitario Le misure di contenimento del Covid-19, tuttavia, oltre a non essere comprese, possono risultare difficili da mettere in atto, in quanto possono costituire un grande disagio per queste persone che da un giorno all’altro si sono trovate a dover cambiare le proprie abitudini. Una strategia efficace per prevenire l’insorgenza di eventuali problematiche dovute al cambiamento di routine potrebbe essere quella di sostituire in modo graduale le attività abituali che non è possibile svolgere, con una nuova routine che preveda la pianificazione di diverse attività nel corso della giornata tenendo conto degli interessi e delle peculiarità della persona. Svegliarsi la mattina alla stessa ora programmando in anticipo una sequenza di attività durante la giornata, ad esempio, può fornire sicurezza e prevedibilità. Un ausilio che potrebbe essere utile a questo scopo è l’agenda visiva, uno strumento che attraverso delle figure permette di visualizzare le attività da svolgere durante la giornata, pianificandole all’inizio e seguendole poi una alla volta.

Tra le varie attività da mettere in programma durante la giornata, non deve mancare del tempo da dedicare alla socializzazione. È importante, infatti, dare a queste persone la possibilità di mettersi in contatto anche tramite videochiamate e messaggi con persone care, amici e familiari.

A questo proposito si sono attivate anche varie associazioni che hanno proposto diverse iniziative volte a mantenere i contatti con i loro utenti anche a distanza. È il caso dell’Associazione AIAS di Bolzano, ad esempio, che a marzo 2020 ha pensato di proporre ogni giorno su diverse piattaforme social delle giornate a tema sulla traccia di quello che veniva proposto giornalmente in sede.

Sebbene non sia possibile sostituire il contatto umano, al giorno d’oggi esistono diverse piattaforme online su cui è possibile incontrarsi e che, se ben utilizzate, con l’aiuto di famigliari e operatori, possono mitigare almeno in parte quel sentimento di solitudine e sconforto presente soprattutto in questo periodo.

Occorre ricordare che nel corso degli anni sono stati compiuti molti passi in avanti per quanto riguarda la valorizzazione delle persone disabili all’interno della società. I meriti di tutto ciò possono essere attribuiti alla tenacia con cui il mondo della disabilità ha saputo stimolare ripensamenti e cambiare il modo di rapportarsi nei confronti della disabilità, riducendo il rischio di stigmatizzazione ed emarginazione. La ricerca in quest’ambito può influenzare positivamente il dibattito politico internazionale su come gestire i servizi sociosanitari e la fruibilità dei supporti necessari a queste persone per favorire la loro inclusione (Soresi, 2007).

 

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Bibliografia

  • Prati, G. (2020). Mental health and its psychosocial predictors during national quarantine in Italy against the coronavirus disease 2019 (COVID-19). Anxiety, Stress, & Coping, 1-12.
  • Courtenay, K. & Perera, B. (2020). COVID-19 and people with intellectual disability: impacts of a pandemic, Irish Journal of Psychological Medicine
  • American Psychiatric Association (2013). Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, Fifth Edition, DSM-5. Arlington, VA. (Tr. it.: Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, Quinta edizione, DSM-5. Raffaello Cortina Editore, Milano, 2014).
  • OMS (WHO) (2002). ICF [CIF], Classificazione Internazionale del funzionamento, della disabilità e della salute. Trento: Erickson.
  • McCallion, P. & McCarrion, M. (2004). Ageing and intellectual disabilities: A review of recent literature. Current Opinion in Psychiatry, 17, 5, 349-52.
  • Anffas Nazionale (2020). Coronavirus e disabilità intellettive: alcuni suggerimenti per una corretta informazione e per gestire lo stress (prima parte). Anffas.net
    Disponibile qui.
  • Anffas Nazionale (2020). Coronavirus e disabilità intellettive: alcuni suggerimenti per una corretta informazione e per gestire lo stress (seconda parte parte). Anffas.net
    Disponibile qui.
  • SiDiN (2020). Consigli per la gestione dell’epidemia COVID-19 e dei fattori di distress psichico associati per le persone con disabilità intellettiva e autismo con necessità elevata e molto elevata di supporto, Scudo per distress psichico da COVID-19 – v1.4 15/3/19. Disponibile qui.
  • Giornale Alto Adige, i nostri ragazzi dell’aias sono la speranza più grande, articolo del 28 marzo 2020
  • Soresi, S. (2007). Psicologia della disabilità. Bologna: Il Mulino.
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