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Il Potere della Discordia (2021) Il nuovo libro di E. Tronick e C.M. Gold – Recensione

Punto centrale del lbro 'Il potere della discordia' è che la discordia nelle relazioni è normale e va accolta per stare in contatto con noi stessi e gli altri

ID Articolo: 185944 - Pubblicato il: 14 giugno 2021
Il Potere della Discordia (2021) Il nuovo libro di E. Tronick e C.M. Gold – Recensione
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Il potere della discordia, un libro che offre una visione nuova delle nostre capacità di relazionarci con gli altri e noi stessi, mettendo in luce gli elementi fondamentali: i fallimenti e la disorganizzazione, nonché la flessibilità e la resilienza per interagire e crescere.

 

Messaggio pubblicitario Il libro è il frutto di decenni di ricerche e di esperienze cliniche che hanno cercato di dare delle risposte a dei quesiti fondamentali: perché alcuni traggono piacere da una serie di relazioni sociali intime soddisfacenti mentre altri provano dolorosi sentimenti di distacco e solitudine? Perché alcuni sono tristi, chiusi in se stessi e dotati di scarsa autostima mentre altri sono arrabbiati, distratti e incapaci di farsi valere, e altri ancora sono felici, curiosi, affettuosi e sicuri di sé? In che modo la nostra capacità di avvertire un senso di appartenenza e di attaccamento nei confronti delle altre persone è collegata al processo di sviluppo del nostro senso di noi stessi?

Il senso di noi stessi e la qualità delle nostre relazioni nel corso della vita sono radicati nelle nostre esperienze, nelle nostre interazioni momento-per-momento, a partire dalla nascita, all’interno delle primissime relazioni d’affetto. Il nostro benessere emotivo deriva da un processo che cambia non appena ci immergiamo in una rete di relazioni.

Il cervello cambia continuamente nel corso della vita di una persona secondo il noto processo di neuroplasticità. La formazione di nuove connessioni neurali è flessibile e disorganizzata. Ogni cervello assume una struttura specifica e singolare. Gli studiosi dello sviluppo infantile usano il termine neuroarchitetti per descrivere i caregiver dei bambini piccoli.

Il punto centrale di questo libro è che la discordia all’interno delle relazioni è normale; in effetti, il senso di noi stessi e la nostra capacità di stare vicino agli altri emergono accogliendo la discordia stessa.

Analizzando momento-per-momento l’interazione genitore-bambino, viene ripetutamente osservato che le prime relazioni affettive sono caratterizzate non dalla sincronia, ma dagli errori.

La teoria dei sistemi dinamici aperti descrive come tutti i sistemi biologici, inclusi quelli umani, funzionino incorporando le informazioni in stati sempre più coerenti e complessi. Quando le persone vivono un processo di riorganizzazione insieme a un’altra persona, che sia il caregiver da piccoli o gli amici, i colleghi e i partner quando crescono, co-creano un nuovo modo di stare insieme, di conoscersi l’un l’altro.

Se le persone non permettono alla disorganizzazione, o ai mismatch di verificarsi, non riescono a crescere e cambiare e non hanno la possibilità di conoscere gli altri in profondità.

Il processo di mismatch e riparazione all’interno dell’interazione umana genera l’energia per lo sviluppo, come accade a livello molecolare. Le informazioni che acquisiamo riguardo agli altri e riguardo a noi stessi attraverso questo disordinato processo interattivo forniscono le sostanze nutritive che consentono alle nostre menti di crescere e sviluppare un senso di se stessi nel mondo ancora più complesso, a partire dagli errori.

La funzione di questo libro non è sostituire la cura fornita dai professionisti. Non è pensato come un formulario di consigli medici, genitoriali o psicologici. Partendo dalla considerazione che un consiglio generalizzato senza affrontare la complessità dell’esperienza individuale può ostacolare la crescita e lo sviluppo.

Nel capitolo 1 viene introdotto il concetto secondo il quale la discordia non solo è sana ma è anche essenziale per la crescita e il cambiamento come dimostrano le ricerche basate sul processo di mismatch e di riparazione. Nel capitolo 2 viene evidenziata l’importanza dell’imperfezione, in contrasto con l’aspettativa di perfezione che caratterizza la nostra cultura contemporanea. Il capitolo 3 approfondisce ciò che determina un senso di sicurezza nel mettersi in gioco nella confusione. Nel capitolo 4 viene messo in discussione il mito della biologia rispetto all’ambiente, ossia, natura vs cultura, evidenziando la circolarità di questa interazione che si sviluppa momento per momento all’interno delle primissime relazioni e si sviluppa nel corso di tutta la vita. Nel capitolo 5 viene definita una nuova interpretazione della resilienza suggerendo che non è né un tratto innato né una risposta alle avversità, quanto piuttosto una qualità che si sviluppa superando lo stress generato momento-per-momento dalle situazioni di mismatch e riparazione interattiva. Nel capitolo 6 vengono descritti come i pattern di interazione ripetuti contribuiscano a un senso di appartenenza all’interno delle famiglie, dei luoghi di lavoro, e della cultura in generale. Per imparare a stare con gli altri in base alla cultura di appartenenza Winnicott ha riconosciuto il ruolo fondamentale svolto dal gioco nello sviluppo, e in un saggio scrive:

E’ nel gioco e solo nel gioco che l’individuo, bambino o adulto, è in grado di essere creativo e di fare uso della personalità nella sua interezza, ed è solo nell’essere creativo che l’individuo scopre il Sé.

Messaggio pubblicitario Nel capitolo 7 si osservano i cambiamenti dei pattern di interazione determinati dalla tecnologia che possono essere preoccupanti. Capire la differenza tra il paradigma dello Still Face e l’effetto di un genitore al telefono può offrire un insight rispetto al problema sociale che stiamo affrontando con l’uso crescente della tecnologia. Un genitore che usa il cellulare è distratto, non assente, precisano gli autori. Secondo Sherry Turkle, nel suo famoso libro La conversazione necessaria. La forza del dialogo nell’era digitale:

I bambini, privati del contatto visivo e di fronte al volto immobile del genitore, divengono agitati, poi distaccati e in seguito depressi.

Nel capitolo 8 viene proposto un nuovo modo di pensare la sofferenza emotiva nel contesto di relazioni che sono fallite. Capire come le nostre primissime esperienze diventino parte di noi, come chiarito dalle conoscenze derivate dal paradigma della Still Face, ci può guidare in una direzione di cura e crescita a sei mesi, sedici anni o sessant’anni. Facciamo fatica a guarire attraverso le relazioni con gli altri, quando le prime relazioni alterano la nostra capacità di vedere le persone davanti a noi.

Il capitolo 9 mette in luce come le persone guariscano grazie alle opportunità di costruire nuovi significati, non solo sotto forma di parole e pensieri. Le nuove interazioni devono essere inscritte nel corpo così come nella mente. Nel libro Il corpo accusa il colpo, Bessel van der Kolk offre una visione d’insieme di come lo stress viva nel corpo e di come usare il corpo possa aiutare una persona a guarire da uno stress.

Nel capitolo 10 viene messo in luce il pericolo della certezza e l’importanza dell’incertezza nel promuovere la crescita e il cambiamento. Il principio di indeterminazione mostra i limiti della conoscenza assoluta nel mondo fisico in cui viviamo. Applicando il principio al mondo sociale, Critchley nel suo saggio intitolato The dangers of certainty scrive:

Incontriamo altre persone lungo un’area grigia di negoziazione e avvicinamento. Questa è l’attività dell’ascolto e del ‘botta e risposta’ proprio della conversazione e dell’interazione sociale.

L’ultimo capitolo conclude con una riflessione sociale. Se i significati che costruiamo di noi stessi nel mondo hanno origine nelle nostre primissime relazioni, ne consegue che per costruire società sane, faremmo bene a investire nelle relazioni fin dal principio. Nel mondo di oggi molte persone si sentono non viste e non ascoltate. Nel processo di conoscenza dell’altro, dalla nascita fino alla vecchiaia, possiamo costruire una società in cui tutti noi ci sentiamo riconosciuti e in cui avvertiamo il senso di appartenenza.

Il libro coniuga esperienze cliniche ed evidenze scientifiche con un linguaggio chiaro e semplice che consente una immediata comprensione e coinvolgimento, caratteristiche che rispecchiano la levatura degli autori.

 

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Bibliografia

  • Tronick, E., C. M. Gold (2021). Il potere della discordia. Raffaello Cortina Editore
  • Turkle, S. (2016). La conversazione necessaria. La forza del dialogo nell’era digitale.
    Einaudi Editore
  • Van der Kolk, B. (2016). Il corpo accusa il colpo. Mente, corpo e cervello nell’elaborazione delle memorie traumatiche, tr. it. Raffaello Cortina, Milano.
  • Critchley, S. (2014). The dangers of certainty: A lesson from Auschwitz, in New York Times, 2 febbraio 2014.
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