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“L’amore ai tempi del colera” … ops, del Covid!!

Quando un abbraccio e un bacio diventano probabili cause di contagio, la definizione di amore cambia, il bene non è più vicinanza, ma distanza di sicurezza

ID Articolo: 185421 - Pubblicato il: 24 maggio 2021
“L’amore ai tempi del colera” … ops, del Covid!!
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La letteratura e la psicologia, cooperando, pullulano di riflessioni e teorie riguardanti l’amore: sentimento eterno e primordiale, causa emozionale da anteporre alla nascita dell’individuo.

 

Rispondigli di sì, anche se stai morendo di paura, anche se poi te ne pentirai, perché comunque te ne pentirai per tutta la vita se gli rispondi di no (Gabriel García Márquez).

Introduzione

Messaggio pubblicitario L’amore è il più potente dei virus. Volendo attribuire al termine “virus” un’accezione positiva, potremmo dire che è il sentimento verso il quale convergono le espressioni più alte del bene. L’amore si trasmette, diventa virale, colpisce chiunque, talvolta fa star male e non chiede il permesso prima di varcare la soglia della nostra persona. Fatta questa premessa, non è necessario sottolineare la connessione quasi ironica tra i due termini, il contesto storico in cui ci troviamo a vivere è l’ambiente più comodo per un parallelismo amore – virus.

Quando la psicologia incontra la letteratura: la personalità resiliente di Florentino Ariza

La letteratura e la psicologia, cooperando, pullulano di riflessioni e teorie riguardanti l’amore: sentimento eterno e primordiale, causa emozionale da anteporre alla nascita dell’individuo. D’altronde siamo nati grazie all’amore dei nostri genitori, siamo il frutto dell’evolversi di tale trepidazione affettiva. Osservando con occhi attenti il risultato della proliferazione di pensieri sull’idea di amore e sulla sua resa pratica (la relazione affettiva) è possibile definire quali siano le colonne portanti dello studio di questo favoloso sentimento.

Ad esempio, Florentino Ariza, il protagonista del celebre romanzo L’amore ai tempi del colera, si innamora perdutamente di Fermina Daza, con la quale ha avuto un rapporto epistolare. Si è dedicato anche all’ammirazione di altre donne, le quali sono state tutte attratte dal potere implicito dell’amore che Florentino ha sempre provato per Fermina.

Questo amore ha vissuto molte peripezie; l’attesa è durata cinquantatré anni, sette mesi e undici giorni. Il protagonista ha dimostrato un forte coraggio, non si è mai arreso, neanche nel momento in cui la giovane amata ha sposato un altro uomo avente un ruolo più prestigioso nella società dell’epoca.

Il grande psicologo, sociologo, psicoanalista e filosofo, Erich Fromm è l’unico in grado di spiegare cosa sia successo a Florentino, cosa lo ha spinto ad aspettare per molto tempo Fermina, la donna della sua vita. Difatti, egli afferma che “amare qualcuno è una scelta, una promessa, un impegno”, il senso di responsabilità ha forme diverse che si individuano nel rispetto e nella conoscenza (E. Fromm, 2016).

Cosa spinge una persona ad aspettarne un’altra per un tempo così prolungato: ragione o istinto?

Erich Fromm considera l’amore come uno dei valori più intrinsecamente legati all’uomo, il quale, sin dalla sua nascita, ha imparato “L’arte di amare”, prima la sua mamma, la sua figura di attaccamento, poi i suoi fratelli e/o sorelle ed infine se stesso e Dio. Tutto questo per sopravvivere al senso di isolamento che lo pervade fin da subito. A differenza di Sigmund Freud, Erich Fromm afferma che è errato interpretare l’amore come una reciproca soddisfazione sessuale, in quanto si è completamente felici quando amore e pulsioni si relazionano reciprocamente (E. Fromm, 1997). La frenesia della vita quotidiana, ci porta, purtroppo, a non sforzarci di imparare cosa sia l’amore e quali elementi lo caratterizzano, quanto piuttosto ad essere felici per pochi attimi solo grazie alla soddisfazione effimera permessa dall’istinto sessuale (S. Freud, 2010). Secondo Erich Fromm, l’uomo dovrebbe accettarsi per quello che è e dimostrare valori e ideali che non appartengono al genere comune, unici nella sua sola specie (E. Fromm, 2016). Egli non è un contenitore sterile, ma è qualcosa di più, è una persona che necessita di rispettare, in primis, se stessa e ad essere rispettata dagli altri in quanto essere umano.

Nel periodo storico che stiamo vivendo, ci si chiede come possa essere possibile instaurare legami sociali e affettivi, In che modo l’individuo, costretto nelle quattro mura domestiche, abituato a non vedere che il suo riflesso allo specchio, possa tornare a sentire lo stimolo di creare rapporti quando tutto tornerà alla normalità.

Nel momento in cui un abbraccio e un bacio diventano probabili cause di contagio, la definizione personale di amore cambia, il bene non è più vicinanza bensì distanza di sicurezza. Il sorriso regalato alla persona amata è coperto da uno strato filtrante che maschera ogni gioiosa reazione. Cosa avrebbe fatto Florentino Ariza se non avesse potuto baciare la sua Fermina Daza dopo quasi cinquant’anni di trepidante attesa?

Florentino, di sicuro, è descritto come un uomo avente una personalità molto passionale, capace di resistere alle dure prove a cui la vita lo ha sottoposto ed è grazie a questo che gli è stato permesso di vivere il suo amore non corrisposto nei confronti di Fermina, in modo sofferente e resiliente. L’insegnamento che si può cogliere è di rimanere cognitivamente fermi su ciò che si desidera, al fine di non abbattersi se poi la fatica e la resa subentrano e/o non si raggiunge la meta. Nel romanzo, Fermina Daza è descritta come la figlia di una famiglia assai ricca e che desidera per lei un matrimonio molto più prestigioso di quello che potrebbe unirla con Florentino Ariza. Difatti, sposa il Dott. Urbino, un medico, un uomo considerato idoneo dalla famiglia a stare con lei. Nel frattempo, il “povero” Florentino si adopera per diventare un uomo di prestigio, degno di poter amare Fermina. Quando il dottor Urbino muore, Fermina e Florentino si uniranno, concretizzando il sogno dell’ormai “vecchio” uomo.

Messaggio pubblicitario Questo ci porta ad una considerazione importante: la personalità, così come descritta da Erich Fromm, è l’insieme delle qualità genetiche ed acquisite, che permettono all’uomo di adattarsi all’ambiente tenendo presente quali siano i suoi scopi e/o desideri (E. Fromm, 2016). Il carattere dell’uomo è quindi inteso come un mix tra caratteri evolutivi ereditati e di accomodamento all’ambiente.

Rifacendosi a Jean Piaget, l’autore sottolinea come l’uomo si formi grazie a ciò che riesce ad acquisire dall’ambiente circostante e come lo accomodi nella relazione con l’altro, diverso da sé (J. Piaget, 2000). Questo determina la meta, il traguardo che ogni essere umano si pone quando ama e/o è interessato, una perfetta sincronia tra ragione ed istinto.

Conclusione

Quando troviamo l’amore in tutte le sue forme più disparate, non ci dobbiamo preoccupare di ciò che viene meno. Florentino Ariza ha pensato solo a quale fosse il suo desiderio, al momento in cui avrebbe potuto realizzare la sua voglia di amare Fermina. La consapevolezza che solo impegnandosi avrebbe ottenuto la sua amata lo ha reso resiliente, ossia in grado di affrontare un periodo più o meno lungo di difficoltà emotive e personali. La personalità descritta molto bene da Gabriel García Márquez, ci ha fatto capire quanto sia importante coltivare e incoraggiare l’amore, anche se all’inizio non è corrisposto o non è accettato. Ha raggiunto razionalmente la consapevolezza che il momento tanto desiderato prima o poi sarebbe arrivato e questo gli ha dato maggiore forza nell’affrontare gli ostacoli e le dicerie della gente del popolo. L’amore è uno dei rimedi che in questo periodo possono aiutarci a rendere le nostre vite migliori, a darci maggiore forza per affrontare gli ostacoli del nostro vivere quotidiano. Questa pandemia ci ha messo sotto sforzo, ci ha costretto ad utilizzare tutte le forze a disposizione per uscirne vivi. Attraverso la condivisione, nessuno si potrà sentire solo. Facciamo come Florentino Ariza, armiamoci di coraggio e di ottimismo, cerchiamo di rendere l’amore ancora più grande e di trasmetterlo agli altri senza paure e/o indugi.

 

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Bibliografia

  • Gabriel García Márquez (2016). L’amore ai tempi del colera, edito da Arnoldo Mondadori Editore, collana Oscar Scrittori Moderni, pp. 376.
  • Erich Fromm (2016) L’arte di amare, collana Oscar Absolute, Arnoldo Mondadori Editore, pp. 144.
  • Freud, S. (2010). Il disagio della civiltà. Torino: Einaudi.
  • Erich Fromm (1997). Il bisogno di credere. Saggi sulla religione, la psicologia e la cultura, Milano, Arnoldo Mondadori Editore;
  • Piaget, J. (2000). L’epistemologia genetica. Bari: Laterza.
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