La Riabilitazione Neuropsicologica. Premesse teoriche e applicazioni cliniche – Recensione del libro

Il libro 'La Riabilitazione Neuropsicologica' presenta le caratteristiche, gli strumenti di valutazione e i modelli di riabilitazione per diversi disturbi

ID Articolo: 178337 - Pubblicato il: 14 ottobre 2020
La Riabilitazione Neuropsicologica. Premesse teoriche e applicazioni cliniche – Recensione del libro
Messaggio pubblicitario SFU 2020
Condividi

Il libro La Riabilitazione Neuropsicologica è alla quarta edizione; dal 1986, anno della prima edizione, si sono sviluppate nuove metodiche di indagine e valutazione e tecnologie di supporto.

 

Messaggio pubblicitario In questi anni i risultati della ricerca hanno modificato in modo sostanziale l’approccio tradizionale della neuropsicologia che si era andata costruendo alla fine dell’800 e nel corso del ‘900, prevalentemente sull’osservazione di pazienti con lesioni.

Oggi, le basi neurologiche del recupero si basano sulla neurogenesi e le possibili applicazioni terapeutiche delle cellule staminali, l’applicazione delle metodiche di nueroimmagine, tecniche di analisi dei dati per le molteplici applicazioni rese possibili dalla risonanza magnetica, su interventi di neuromodulazione basati sulla stimolazione magnetica ed elettrica e sull’apporto delle nuove tecnologie (interfaccia cervello-computer, realtà virtuale e teleriabilitazione).

Ad aprire questo mondo di possibilità è stato inizialmente William James, che per primo ha parlato di plasticità cerebrale.

I vari capitoli del libro presentano per ogni singolo argomento, dall’afasia ai disturbi dell’attenzione e della memoria, dall’aprassia ai disturbi visuo-spaziali, dai disturbi dei traumatizzati cranio-encefalici e di altri gravi cerebrolesi, alla riabilitazione nella malattia di Alzheimer e alla riabilitazione delle capacità esecutive, fino alla riabilitazione neuropsicologica dei disturbi globali della coscienza, le caratteristiche funzionali compromesse, gli strumenti di valutazione per un corretto assessment e i principali modelli di riabilitazione, seguendo anche un percorso storico, che rende conto dei cambiamenti che si sono adottati, via via che le evidenze di ricerca e le conoscenze si accumulavano.

Naturalmente per alcuni disturbi sono evidenziate anche le difficoltà che si hanno per un recupero funzionale delle aree di vita compromesse, che prevedano il miglioramento della qualità di vita del paziente.

Oltre 400 pagine di preziose conoscenze, non solo per chi opera nel campo della riabilitazione neuropsicologica, ma anche per quanti in altri ambiti si confrontano comunque con disfunzioni che riguardano ad esempio processi come attenzione, memoria o la metacognizione e le funzioni esecutive.

L’approccio per i vari disturbi è spesso duplice, restitutivo, tende a recuperare i deficit, compensativo, si avvale della plasticità delle reti neuronali che si sostituiscono alle aree del cervello compromesse.

Messaggio pubblicitario Inoltre, gli autori sottolineano che molto raramente si producono isolate sindromi di tipo ‘focale’’, mentre quasi sempre si manifestano quadri sindromici di tipo ‘diffuso’ che coinvolgono contemporaneamente più funzioni neuropsicologiche e comportamentali, emotive e fisiche, conseguenti al contemporaneo coinvolgimento della maggior parte delle aree cerebrali. Vi è quindi la necessità, da parte dei clinici e dei vari professionisti della riabilitazione, di intervenire in maniera articolata nel contesto di equipe multiprofessionali.

Gli ultimi tre capitoli del libro sono particolarmente interessanti perché si occupano di aspetti di primo piano se si vuole adottare un approccio olistico e integrato. Il diciannovesimo capitolo tratta degli aspetti relativi al contributo della terapia occupazionale, che ha assunto negli ultimi tempi un ruolo di primo piano per la riabilitazione neuropsicologica, il ventesimo illustra quei fattori che rendono necessaria un’adeguata modalità di formazione e accompagnamento del caregiver, risorsa fondamentale nel percorso riabilitativo del paziente, esercitando un importante ruolo nel favorire l’outcome in termini di autonomia e benessere. Infine, l’ultimo capitolo fotografa le tecnologie che andranno a impattare maggiormente il mondo sanitario entro il 2040. Sono discusse tre soluzioni tecnologiche promettenti in campo neuroriabilitativo: (1) le interfacce cervello-computer (Brain-Computer Interface, BCI) che sono in grado di andare a cambiare l’interazione tra il sistema nervoso centrale e il suo ambiente esterno o interno; (2) la realtà virtuale (RV), strumento innovativo in grado di creare ambienti tridimensionali simil-reali, che possano elicitare percezioni e reazioni realistiche da parte del paziente/utente; (3) la teleriabilitazione (TR), una branca della telemedicina che, integrando in apposite piattaforme digitali differenti strumenti e prodotti (tablet, smartphone, app ecc.), permette di fornire ‘care’ riabilitativo a distanza.

Una lettura impegnativa che apre orizzonti ampi a operatori di diverse professionalità nell’ambito della neuropsicologia e della riabilitazione.

VOTA L'ARTICOLO
(voti: 2, media: 5,00 su 5)

Consigliato dalla redazione

Morbo di Alzheimer: caratteristiche e modalità di intervento - Psicologia

Le demenze e il Morbo di Alzheimer

La riabilitazione e il training cognitivo consento a chi soffre del morbo di Alzheimer di mantenere una buona autonomia nonostante l'avanzare della demenza.

Bibliografia

  • Mazzucchi, A. (a cura di). (2020). La riabilitazione neuropsicologica. Premesse teoriche e applicazioni cliniche. Edra editore
State of Mind © 2011-2020 Riproduzione riservata.
Condividi
Messaggio pubblicitario

Messaggio pubblicitario

Scritto da

Categorie

Messaggio pubblicitario