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Essere genitori in tempo di pandemia: come mantenere un ambiente sano e promuovere la resilienza

Non è possibile rendere esenti bambini e ragazzi dallo stress che il Covid-19 può favorire ma è possibile aiutarli ad acquisire competenze per farvi fronte

Di Maria Caccetta

Pubblicato il 04 Giu. 2020

Paura, incertezza, distanziamento sociale, rinuncia alle proprie abitudini, per rallentare la diffusione di COVID-19, possono rendere difficile mantenere un atteggiamento di calma in famiglia. 

 

E’ però fondamentale, ora più che mai, per salvaguardare il benessere dei bambini e dei ragazzi, aiutarli a sentirsi al sicuro, validare le loro emozioni, gestire il loro comportamento con una disciplina positiva (AAP, 2020), controllare la propria reattività emotiva per evitare che normali discussioni diventino lotte di potere, o preoccupazioni diventino catastrofiche previsioni.

Bambini e ragazzi possono rispondere in maniera differente a situazioni di stress in base all’età e all’interazione tra fattori personali e ambientali. Tra le manifestazioni più frequenti che possiamo osservare, secondo The National Child Traumatic Stress Network (Tab.1), in questo periodo:

Covid 19 e famiglia come e possibile promuovere la resilienza nei bambini Tab 1

Tab. 1: Reazione a situazioni di stress in bambini e ragazzi

Cosa può fare un genitore per aiutare bambini e ragazzi a rispondere allo stress?

Non è possibile rendere esenti bambini e ragazzi dallo stress che la pandemia può favorire, così come non possiamo evitare loro gli alti e bassi della vita, i momenti di difficoltà, le perdite, i dolori che la vita inevitabilmente comporta, ma è possibile aiutarli ad acquisire competenze per far fronte, riprendersi dalle difficoltà ed essere preparati per le sfide future.

I genitori possono, infatti, promuovere nei figli la resilienza, la capacità di riuscire ad adattarsi alle avversità. Quando i bambini sono resilienti, sono più coraggiosi, più curiosi, più adattabili, più disponibili al mettersi in gioco (Gail Hornor, 2007); conoscono i loro limiti e si spingono per uscire dalla loro zona di comfort. Questo li aiuta, a lungo termine, a raggiungere i loro obiettivi e a risolvere i problemi in modo indipendente(Gail Hornor, 2007).

Cosa è la resilienza?

La capacità di riuscire ad adattarsi alle avversità. Non è una specifica abilità, ma è un costrutto dinamico e multidimensionale correlato all’interazione tra gli individui e i differenti ambienti nei quali si sperimentano (famiglia, pari, scuola, comunità e società) (APA, 2020). Negli ultimi vent’anni, tantissimi studi, hanno evidenziato come una buona relazione genitoriale sia uno dei fattori più importanti, insieme alle attitudini personali, per lo sviluppo di resilienza nei bambini e per fronteggiare gli effetti negativi dello stress quotidiano (APA,2020). Philip Fisher, professore di psicologia presso l’University of Oregon, che studia gli interventi nella prima infanzia per migliorare il funzionamento dei bambini provenienti da contesti svantaggiati, sottolinea come la presenza di un caregiver coerente e protettivo, specialmente quando si è in situazioni di stress, è il fattore che fa differenza nello sviluppo sano di un bambino (Kirsten Weir; 2017).

Come si può promuovere la resilienza?

Di seguito sono proposti alcuni suggerimenti per promuovere la resilienza nei bambini in famiglia:

  • Creare un ambiente strutturato e organizzato
  • Connettersi con i propri figli “esserci nel qui e nell’ora”
  • Parlare di emozioni in famiglia
  • Comunicare comprensione
  • Promuovere l’utilizzo di un linguaggio positivo e rispettoso
  • Promuovere il reciproco aiuto
  • Favorire e incentivare le relazioni sociali a distanza
  • Promuovere abilità pianificazione e di problem solving
  • Promuovere abilità di autocontrollo
  • Incoraggiare lo sviluppo di flessibilità cognitiva
  • Promuovere lo sviluppo di competenze /abilità
  • Offrire l’occasione di aiutare gli altri
  • Promuovere il gioco creativo e l’esercizio fisico
  • Coltivare l’ottimismo
  • Incoraggiare pratiche di mindufulness (consapevolezza)

Mantenere routine in famiglia (ora del pranzo, tempo per i device, giochi insieme, attività scolastiche, ora della cena e dell’addormentamento), fornire ascolto, supporto, dedicare del tempo speciale (in cui giocare insieme, leggere delle storie, svolgere attività insieme) parlare delle emozioni che si stanno sperimentando in questa eccezionale situazione, e ancora ridurre l’atteggiamento di critica (sei uno stupido! combini solo guai) a fronte di un linguaggio positivo e rispettoso (in questo esercizio c’e qualcosa che non va, riguardalo bene; presta attenzione quando versi l’acqua, eviterai di farla cadere) permette lo sviluppo di una relazione empatica e accogliente all’interno della quale i bambini e ragazzi si possono sentire al sicuro e possono beneficiare dei contatti a distanza (videochiamate, messaggi, telefonate) con parenti e amici.

Promuovere attività e giochi volti a favorire le abilità di autocontrollo, ingaggiarli nella soluzione di situazioni problematiche, senza offrire loro soluzioni, ma invitandoli a trovarle autonomamente, modellare strategie di problem solving (mostrare come sia necessario generare soluzioni alternative alla soluzioni di problemi), chiedere di pianificare, organizzare la giornata o un’attività, sono fattori che permettono di potenziare il funzionamento esecutivo, localizzato nella corteccia pre-frontale, la cui attivazione in situazioni di stress ha il potere di calmare l’amigdala (centro delle emozioni), che è il punto dove ha inizio la risposta fisiologica allo stress.

Rinforzare la partecipazione alle routine familiari, comprese le faccende domestiche, il sostegno ai fratelli più piccoli, o a chi ne ha bisogno in famiglia o a distanza tra gli amici, parenti, compagni; Promuovere lo sviluppo di punti di forza, valorizzando le aree di competenza (sport, musica, attività scolastiche, giochi, creatività), al fine di favorire lo sviluppo di una mentalità flessibile orientata all’idea di miglioramento possibile e non fissa, guidata dal pensiero dicotomico: sono intelligente versus non sono intelligente.

Dedicare del tempo ad attività sportive in casa (sfruttando la tecnologia), e dall’inizio della fase due anche fuori casa (rispettando le regole del distanziamento sociale), proporre attività e giochi creativi, far respirare in famiglia un clima positivo, mostrando la capacità di affrontare con ottimismo una situazione di difficoltà; incoraggiare pratiche di mindfulness, definita da Jon Kabat Zinn la consapevolezza che emerge prestando attenzione, in modo non giudicante, allo scorrere dell’esperienza nel presente, momento dopo momento (Kabat Zinn, 1990); chiedere ai bambini di concentrarsi ad esempio su ciò che possono vedere, sentire, annusare, toccare e persino gustare in quel momento, imparare a connettersi su ciò che sta accadendo nel qui e nell’ora piuttosto che pensare al futuro, imparare a stare con le emozioni percepite come spiacevoli. Ognuno di questi aspetti, come dimostrato da centinaia di studi, contribuisce alla riduzione dello stress (American Accademy, 2016; Mascaro 2016; Tarrasch; 2018) e aiuta i bambini a districarsi di fronte a situazioni stressanti senza mai perdere il timone.

Non è semplice promuovere la resilienza in questa attuale situazione di Pandemia, modificare il proprio modo di rispondere alle situazioni di stress; riconoscere le opportunità dietro questa grande sfida può essere una strategia vincente. I bambini hanno straordinarie capacità di rispondere a situazione di difficoltà, ma hanno bisogno di sapere e di esperire che c’è un adulto nella loro vita che crede in loro, li ama incondizionatamente ed è al loro fianco nel fronteggiare le sfide della vita.

 

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