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Il Social Skill Training nel trattamento della schizofrenia: l’esperienza di un servizio pubblico di Reggio Emilia

L'intervento con i pazienti schizofrenici tramite Social Skill Training nella RTR Il Borgo di Reggio Emilia ha dato prova delle sue grandi potenzialità

Di Alessandra Cirincione

Pubblicato il 23 Apr. 2020

Il Social Skill Traning lavora sulle abilità sociali, ossia sui comportamenti interpersonali che sono regolati socialmente. La maggior parte degli utenti schizofrenici presentano marcati deficit a questo livello.

 

 Il Social Skill Training è un trattamento di matrice comportamentale, utilissimo per gli utenti psichiatrici che sono trattati in regime ambulatoriale o residenziale. In questo approccio gli utenti svolgono un ruolo attivo e, dopo aver appreso le tecniche, possono essi stessi condurre un gruppo, rinforzando e incoraggiando gli altri utenti che si approcciano per le prime volte a questo metodo. Questo è quanto successo nella Residenza Terapeutica Riabilitativa “Il Borgo” di Reggio Emilia. Dopo un percorso di Social Skill Training durato due anni, un utente  è passato dal ruolo di  partecipante al ruolo di co-conduttore insieme al Tecnico della Riabilitazione Psichiatrica, che aveva invece il ruolo di conduttore.

Il Social Skill Traning lavora sulle abilità sociali, ossia sui comportamenti interpersonali che sono regolati socialmente. La maggior parte degli utenti schizofrenici presentano marcati deficit a questo livello. Gli studi di questi anni hanno rilevato come la terapia psicofarmacologica da sola non basta per far fronte al deficit di funzionamento sociale, sottolineando l’importanza di sottoporre gli utenti ad un’esperienza di apprendimento o riapprendimento delle abilità sociali. Molte persone che soffrono di disturbi mentali gravi, sono cresciute in ambienti poco supportivi a questo livello, nei quali non hanno avuto la possibilità di apprendere come fare ad esprimere le emozioni, come fare a mantenere la giusta distanza interpersonale, cosa dire e non dire nei vari contesti sociali in cui ci si trova, etc. Altri hanno avuto la possibilità di apprendere quanto elencato, ma il disturbo ha agito a livello cognitivo logorando le abilità apprese. Alla luce di quanto detto risulta semplice immaginare quali possano essere le conseguenze a livello sociale: sperimentazione del fallimento, del rifiuto e della critica. Il circuito delle conseguenze continua, concretizzandosi in un ritiro attivo da ogni forma di interazione sociale e dallo sviluppo di rapporti sociali da parte degli utenti. Il lavoro svolto nella RTR Il Borgo di Reggio Emilia ha coinvolto un gruppo di otto utenti  adulti che sono stati sottoposti all’inizio e alla fine del percorso ad un attento intervento di assessment attraverso l’utilizzo  delle scale Camberwell Assessment of Needs (CAN) ed Healt of the Nation Outcomes Scales (HoNOS). La CAN ha permesso di valutare il livello di consapevolezza da parte degli utenti dei bisogni di salute percepiti in 22 aree di vita, mentre la HoNOS ha permesso di valutare la gravità clinica e il funzionamento sociale attraverso l’esplorazione di 12  aree di vita. Gli outcomes iniziali e finali hanno subito un’evoluzione in positivo, dando una prova in più della potenzialità protettiva dell’intervento in oggetto.

Come si svolge una seduta di Social Skill Training e quali sono le tecniche utilizzate?

Le tecniche utilizzate nel training di abilità sociali sono diverse:

  • il modeling;
  • il rinforzo;
  • lo shaping;
  • l’automatizzazione;
  • la generalizzazione.

Il modeling si riferisce al processo di apprendimento per osservazione; il rinforzo all’approvazione verbale da parte del conduttore e degli altri partecipanti al gruppo, che aumenta la probabilità che quel comportamento venga nuovamente emesso; lo shaping si riferisce al rinforzo di risposte progressivamente più simili al comportamento funzionale desiderato; l’automatizzazione al processo di pratica ripetuta fino a quando diventa automatica; e la generalizzazione alla possibilità di trasferire le abilità apprese nel gruppo di Social Skill Training al contesto di vita reale e quotidiano.

Dopo una fase iniziale di riflessione condivisa sull’utilità di apprendere l’abilità sociale da trattare si prosegue con il gioco di ruolo, ossia nella messa in scena di una situazione sociale inventata che prende spunto da situazioni di vita vera. L’utilizzo di situazioni inventate serve ad evitare l’amplificazione emotiva che potrebbe scaturire dalla messa in gioco di una situazione di vita reale,  ma rimane comunque utile in quanto prende spunto da essa. Gli utenti vengono coinvolti attivamente nei giochi di ruolo dopo aver osservato il conduttore e il co-conduttore in azione; inoltre, tutti i partecipanti sono invitati ad osservare le scene giocate e a dare un feedback positivo o correttivo, ma mai negativo. L’atmosfera che si crea infatti risulta molto fluida ed accogliente, in quanto non sono ammessi atteggiamenti di critica o giudizio.

Quali sono nello specifico le abilità trattate ?

Le abilità sociali trattate sono suddivise in macrocategorie che contengono abilità specifiche. Le macrocategorie sono: abilità di conversazione, abilità di gestione dei conflitti, abilità di assertività, abilità di gestione della vita quotidiana, abilità di amicizia e corteggiamento, abilità di gestione dei farmaci, abilità lavorative e di qualificazione professionale. Ognuna di queste macrocategorie comprende differenti abilità specifiche che vengono trattate di volta in volta nelle singole sedute.

È sempre utile ricordare che l’integrazione dei trattamenti farmacologici e psicosociali è risultata essere la chiave per un maggiore successo terapeutico, ma l’ingrediente segreto che fa funzionare il tutto è l’empatia: dove c’è empatia c’è la competenza relazionale del professionista.

 

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RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
  • Alan S. Bellack; Kim Mueser; Susan Gingerich; Julie Agresta (2003). Social Skill Training per il trattamento della schizofrenia, Centro Scientifico Editore, Torino
  • Bertuzzi; Cornali; Bertoli  (2018) Psicofisiologia degli eventi critici, Manuale operativo: verso la consapevolezza del sé e dell'altro,  Edra
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