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La metodologia snoezelen: esplorare rilassandosi

Snoezelen room: l'ambiente multi-sensoriale in cui vista, udito, tatto e odorato sono stimolati positivamente tramite luci, suoni, aromi, forme..

Di Gaia Gaboardi

Pubblicato il 20 Feb. 2020

La tecnica Snoezelen ha prodotto interessanti risultati con un crescente numero di malati affetti non solo da demenze, ma anche da altre disabilità cognitive e patologie psichiatriche.

 

Tra le innovative terapie non farmacologiche utilizzate troviamo la “Sensory Room” o “Snoezelen Room”, la quale pone il suo focus terapeutico, insieme alle più famose “Doll Therapy” e “Pet Therapy”, sull’aspetto sensoriale della persona affetta non solo da possibile demenza, ma anche da autismo, disabilità cognitive, patologie psichiatriche, disturbi da stress post-traumatico, lesioni cerebrali, controllo del dolore acuto e cronico e prevenzione del burn-out professionale.

Introdotta e messa a punto alla fine degli anni ’70 in Olanda dai terapisti Jan Hulsegge e Ad Verheul come intervento per persone con disturbi dell’apprendimento, la metodologia prevede la creazione di ambienti dedicati a creare focus di attenzione e suggestioni attraenti al fine di:

  • Promuovere il rilassamento
  • Stimolare le abilità senso-motorie residue
  • Ridurre i comportamenti-problema e aumentare quelli positivi
  • Migliorare il tono dell’umore
  • Facilitare l’interazione e la comunicazione
  • Promuovere la relazione con il caregiver

I principi base di tale trattamento sono:

  • L’esperienza si svolge in uno specifico ambiente fisico multi-sensoriale in cui vista, udito, tatto e odorato sono stimolati positivamente tramite l’utilizzo di effetti luminosi, musicali e uditivi, aromi, forme e superfici tattili
  • L’atteggiamento dei praticanti è “Centrato sull’ospite” e sui suoi bisogni
  • Gli stimoli devono essere controllati in base alle esigenze dell’ospite
  • L’ambiente sensoriale non è né positivo né negativo
  • L’operatore si basa sul punto di vista dell’ospite

La tecnica Snoezelen ha prodotto interessanti risultati con un crescente numero di malati affetti da morbo di Alzheimer, in particolare intervenendo nel trattamento dei “BPSD”, ossia dei disturbi comportamentali nella demenza; in particolare, esistono studi di caso in RSA e nuclei Alzheimer in cui vi sono stati evidenti risultati migliorativi nella gestione dei momenti critici quali quello, ad esempio, del fare il bagno: la progettazione di ambientazioni comprendenti strumenti con richiami all’acqua consente agli operatori di iniziare percorsi di narrazione finalizzati ad un avvicinamento di tipo “Gentle care”.

Prima di cominciare un percorso in una stanza multi-sensoriale e per progettare al meglio le sedute, il terapista deve conoscere:

  • Biografia dell’ospite
  • Quadro clinico e terapia farmacologica
  • Predisposizione dell’ospite nel “qui ed ora”

Inoltre:

  • Si adegua alle forme ed alle modalità di comunicazione della persona
  • E’ un partner pienamente coinvolto nell’azione
  • E’ una guida coscienziosa per la persona a cui il trattamento è rivolto
  • E’ aperto verso i segnali inviati dalla persona
  • Incoraggia la libera scelta della persona

Poiché le sedute possono essere di tipo individuale o gruppale, differenti ma simili sono i protocolli attuabili. Nel primo caso:

  • FASE 1: accoglienza ed adattamento all’ambiente
  • FASE 2: selezione degli stimoli adeguati
  • FASE 3: osservazione delle reazioni del paziente
  • FASE 4: compilazione delle schede di osservazione
  • Durata dell’intervento: 2-4 sedute settimanali della durata dai 25 ai 60 minuti in momenti della giornata in cui i pazienti manifestano varie problematiche comportamentali
  • Stimoli sottoposti: 1-2 variabili
  • Requisiti: agitazione psico-motoria (come wandering), aggressività fisica e/o verbale, deliri, ansia
  • Obiettivi: riduzione della contenzione farmacologica e fisica in modo da creare positivi percorsi di cura interno alla struttura e per coinvolgere i caregiver in nuove forme di relazione con i propri cari

Nel caso in cui la seduta sia di gruppo:

  • FASE 1: selezione del gruppo (3-4 persone)
  • FASE 2: accoglienza e adattamento all’ambiente
  • FASE 3: selezione degli stimoli adeguati
  •  FASE 4: osservazione delle reazioni del paziente
  • FASE 5: compilazione delle schede di osservazione
  • Durata dell’intervento: 1-3 sedute settimanali della durata dai 25 ai 60 minuti
  • Stimoli sottoposti: 1-2 variabili
  • Requisiti: apatia
  • Obiettivi: stimolazione/riattivazione dei pazienti sottoposti al trattamento

Gli arredi sono creati e sempre adattabili a seconda delle diverse dinamiche personali per attuare al meglio il progetto terapeutico. Le stanze di permanenza e degenza non sono più luoghi impersonali dove sostare, ma sono ambienti personalizzati, stimolanti, e soprattutto che accolgono e fanno sentire l’ospite al sicuro come a casa propria, stanze dove la permanenza diventa quindi un’importante esperienza di benessere a 360 gradi.

 

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RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
  • Cohen-Mansfield, J., Werner, P., & Marx, M. (1992). Observational data on time use and behavior problems in the nursing home. Journal of Applied Gerontology, 11, 114-117.
  • Van Weert, J., Van Dulmen, A. M., Spreeuwenberg, P. M., Ribbe, M. W., & Bensing, J. M. (2005). Behavioral and mood effects of Snoezelen integrated into 24-hour dementia care. Journal of the American Geriatrics Society, 53(1), 24-33.
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