La Bella e la Bestia: al di là delle apparenze – Riflessioni psicologiche sul Musical in scena a Palermo

La Bella e la Bestia in scena a Palermo in un musical dai costumi pomposi e dialoghi dalle tonalità pedagogiche. Un'occasione per riflettere sulla fiaba..

ID Articolo: 163262 - Pubblicato il: 11 marzo 2019
La Bella e la Bestia: al di là delle apparenze – Riflessioni psicologiche sul Musical in scena a Palermo
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La storia de La Bella e la Bestia ha radici profonde, quando si cercava di insegnare a piccole spose-bambine come fosse possibile amare mariti molto più grandi di loro, così simili ai loro occhi al Mostro di questo racconto.. ma non fermiamoci qui, qual è il messaggio che questa storia ci riporta sull’amore?

 

Messaggio pubblicitario Lei, Bella, nell’aspetto fisico e nel nome; lui, il Mostro, tanto nel fisico quanto nell’animo, intriso di rabbia e scortesia.

La Luce e l’Ombra di junghiana memoria destinati a incontrarsi e scontrarsi, il Negativo che si converte nel suo opposto, grazie alla Luce dell’amore, capace di andare oltre alle apparenze del Brutto, e che si trasforma nel Buono e Positivo della gentilezza, mitigando le proprie asprezze, frutto di sofferenze e incapacità di sano altruismo.

Questo il messaggio forte del musical La Bella e la Bestia che, tra pomposi costumi di scena e dialoghi dalle tonalità pedagogiche, è andato in scena lo scorso 17 Febbraio a Palermo, presso il teatro Lelio. E così, ripercorrendo le celeberrime scene di una delle storie d’amore più note di tutti i tempi, il tema dell’Amore-Luce che sconfigge la Morte-Mostruosità riecheggia tra balli e musiche.

L’accettazione delle imperfezioni dietro il miracolo dell’amore

Si parte con l’Amore di Belle che, per salvare il padre, accetta di vivere nel Castello del Mostro, una Bestia sgarbata, irrispettosa ed egoista, incapace di vera empatia, di comprensione dei bisogni altrui (come il dolore di Belle per la lontananza dal padre), secondo gli insegnamenti cari a Carl Rogers.

Messaggio pubblicitario Una Bestia, disumana all’apparenza, eppur capace di sentimenti, incapace di gentilezza e perciò aiutato dai saggi governanti a “mostrarsi gentile per fare innamorare, puntando sulla bellezza interiore”. Una lotta per lo svincolamento da una condizione primitiva di egocentrismo verso una condizione di maturità emotivo-relazionale che condurrà il Mostro insensibile a “decidere” in favore della sua amata, anche a scapito della propria supremazia, della mania di possesso.

Perché se la maturità emotiva e l’assunzione di responsabilità, intimità e solidarietà, conducono alla formazione della coppia, con il superamento di una visione autocentrata (e ben si intravede il sesto stadio dello sviluppo sociale delineato da Erikson) lo strumento che rende possibile il “miracolo dell’amore” è accettare (e superare) le proprie e le altrui imperfezioni. Ecco che passeranno in secondo piano il Buio, il Brutto, l’Ombra e risalterà la Luce dell’altruismo e il rispetto verso se stessi e gli altri, palesando una Bellezza interiore nascosta, in grado di attirare, coinvolgere, affascinare, al di là delle apparenze.

 

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