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Amore di coppia: “move il sole e l’altre stelle” ma c’è molto altro..

Amore di coppia: molti studi hanno studiato l'argomento, indagando l'origine di comportamenti altruisti ed empatia. Ora la parola passa alle neuroscienze

ID Articolo: 162862 - Pubblicato il: 28 febbraio 2019
Amore di coppia: “move il sole e l’altre stelle” ma c’è molto altro..
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Si dice che l’ amore renda folli. Poeti, registi, cantanti hanno scritto, narrato e cantato dell’assurdità di questo sentimento. L’ amore ci porta spesso ad agire in maniera illogica e controintuitiva come, per esempio, desiderare il benessere dell’amato/a al di sopra di ogni cosa, anche a scapito del proprio stesso equilibrio.

Erica Benedetto

 

Se non ricordi che amore t’abbia mai fatto commettere la più piccola follia, allora non hai amato. (William Shakespeare)

Amore di coppia e altruismo

Messaggio pubblicitario Si potrebbe considerare l’ amore come una forma di altruismo, quindi. L’altruismo ha confuso e intrigato gli scienziati per secoli, a tal punto che le ricerche sul tema sono in continuo aggiornamento. Un nuovo studio della UC Santa Barbara, infatti, esplora come l’attività cerebrale e la genetica degli individui correlano con i comportamenti altruistici diretti verso il proprio partner. Il team di ricerca ha riscontrato che le vie implicate nella costruzione di relazioni sono le medesime negli animali e negli esseri umani. Ipoteticamente, queste stesse vie potrebbero essere coinvolte nel comportamento altruistico in generale. Gli esperti, in generale, sostengono che l’altruismo si sia evoluto, nelle specie sociali, come strategia per assicurare la sopravvivenza dei parenti. L’idea di fondo è che i geni che promuovono l’altruismo persisteranno e resisteranno, forse non proprio attraverso i figli stessi dell’individuo, ma attraverso quelli dei propri simili, con cui comunque si condivide lo stesso corredo genetico. In questo modo, prendersi cura dei propri “parenti” assicura che alcuni dei propri geni vengano tramandati. D’altro canto, per noi esseri umani e per il nostro sistema sociale complesso, questa premessa di base assume nuove dimensioni.

Sarebbe logico pensare che le persone investano particolarmente nel benessere dei propri partners proprio perché vogliono assicurarsi vite longeve, felici e salutari insieme o, nel caso dei novelli sposi, eventualmente per progettare di avere figli e, di conseguenza, essere disinteressati e altruisti verso i propri partners rappresenterebbe un investimento per la futura prole. L’altruismo è un importante aspetto dei legami di coppia tra gli individui, nonostante ancora non sia stato indagato in maniera esaustiva. Fenomeni indefiniti come l’amore e l’altruismo hanno molto a che fare con la chimica, in particolare con l’ossitocina che, nel sapere comune, è conosciuto come “l’ormone delle coccole”. L’ossitocina è coinvolta in molteplici processi: è stato comprovato il suo ruolo nella fiducia, nell’empatia e nei legami.

Al contrario, non si sa molto di un altro ormone che potrebbe essere coinvolto nei comportamenti altruistici e nell’amore: la vasopressina, che recentemente è stata correlata ai comportamenti relazionali.

Amore di coppia, ossitocina e vasopressina

Nel presente studio, il team di ricerca ha reclutato delle coppie di novelli sposi per indagare la genetica e l’attività cerebrale di ogni individuo in modo da constatare se fossero correlate con l’empatia mostrata verso il proprio partner. Il gruppo di ricerca ha testato ogni partecipante per due varianti genetiche: una coinvolgeva la sensibilità dell’ossitocina e l’altra era connessa a quella della vasopressina. I ricercatori hanno poi invogliato i partecipanti a rispondere a dei questionari riguardanti i sentimenti provati verso il partner e verso altri individui. Questa fase dello studio è stata utile per misurare, in ogni individuo, i livelli generali di empatia e di altruismo verso il proprio partner. In una seconda fase dello studio, i partecipanti sono stati sottoposti a una risonanza magnetica funzionale (fMRI), la quale traccia i cambiamenti associati al flusso sanguigno. Questo permette ai ricercatori di individuare le differenti parti cerebrali attivate in risposta a diverse tipologie di stimoli.

Messaggio pubblicitario NETWORK CLINICA In questo specifico studio, lo stimolo presentato ai soggetti consisteva in una foto del proprio partner, di alcuni amici e, infine, di estranei con varie espressioni facciali. I ricercatori, inoltre, spiegavano cosa la persona nella foto stesse provando e per quale motivazione, in modo da elicitare una risposta emotiva nei soggetti. Quando i partecipanti sentivano un forte senso di empatia verso la persona nella foto, si attivavano le regioni cerebrali associate alle emozioni e alla memoria emotiva. È quasi come se il cervello, di fronte a quei segnali, dicesse “è importante, fai attenzione!”.

Queste aree cerebrali, come l’amigdala e il pallido ventrale, hanno una concentrazione particolarmente densa di recettori per l’ossitocina e per la vasopressina; questi neurotrasmettirori hanno un impatto su empatia e altruismo. Ancora più importante, gli individui con variazioni genetiche che hanno comportato una maggiore sensibilità a tali ormoni, hanno poi evidenziato una risposta emotiva più forte su tutta la linea. Inoltre, I ricercatori hanno riscontrato che le regioni cerebrali, attivate specificatamente in risposta alla visione del viso del proprio partner, erano le stesse regioni critiche in altre specie animali durante gli studi di accoppiamento e attaccamento. Questo potrebbe essere suggerire che il nostro cervello ha vie e modalità dedicate precisamente ai comportamenti relativi all’attaccamento, vie che potrebbero essere abbastanza primitive. In ogni caso, alcune di queste vie di attaccamento si sono dimostrate attive anche quando i soggetti osservavano facce estranee, fornendo spunti di riflessione sulla complessità del concetto di empatia e altruismo negli esseri umani.

L’importanza dello studio presente è proprio quella di farci riflettere su tali sistemi e comportamenti, considerandoli oltre il romanticismo. Quando le persone pensano alle relazioni, tendono a pensare all’amore come il motore della vita, come la spiegazione di ogni cosa. In realtà spesso dimentichiamo le altre varie e validissime ragioni per cui le persone stanno insieme, come per esempio la necessità di prendersi cura l’uno dell’altro. Ben oltre l’amore romantico, noi viviamo una vita insieme. Alcuni di noi mettono al mondo dei figli da crescere, altri si prendono semplicemente cura di se stessi fino all’anzianità. L’altruismo è profondamente radicato nella nostra cornice evolutiva, neurale e genetica.

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