Aggressività in età infantile: il ruolo delle funzioni esecutive 

Una ricerca ha dimostrato che bambini delle scuole primarie con ridotte funzioni esecutive, quali pianificazione e autocontrollo, mostrano maggiore aggressività nel corso dell’infanzia.

ID Articolo: 153251 - Pubblicato il: 29 marzo 2018
Aggressività in età infantile: il ruolo delle funzioni esecutive 
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Una nuova ricerca pubblicata su Frontiers in Behavioral Neuroscience ha indagato la relazione tra aggressività e funzioni esecutive scoprendo che bambini delle scuole primarie con ridotte capacità esecutive, quali pianificazione e autocontrollo, mostravano maggiore aggressività nel corso dell’infanzia.

Quale relazione esiste tra aggressività e funzioni esecutive?

Messaggio pubblicitario L’aggressività durante l’infanzia può essere in parte dovuta a una maggiore tendenza alla rabbia nei bambini, ciò che è certo è che tali comportamenti aggressivi generano varie difficoltà non solo ai bambini ma anche alle persone che con essi si rapportano: genitori, fratelli e compagni di classe.

Le Funzioni Esecutive (FE) includono abilità cognitive che permettono al soggetto di raggiungere gli obiettivi prefissati modulando il proprio comportamento al fine di adattarsi alle diverse situazioni.
Studi precedenti avevano dimostrano come il comportamento aggressivo fosse correlato a Funzioni esecutive inferiori; tuttavia, pochi studi hanno esaminato il legame tra queste due componenti nel corso del tempo; inoltre, i vecchi studi non chiarivano le relazioni esistenti tra Funzioni esecutive e i tipi specifici di comportamento aggressivo.

In questo studio, i ricercatori dell’Università di Potsdam in Germania hanno studiato la relazione esistente tra Funzioni esecutive e i diversi tipi di aggressività nell’infanzia allo scopo di comprendere se i deficit di queste funzioni portino ad un comportamento aggressivo negli anni successivi.
Il gruppo di ricerca ha valutato i bambini di una scuola primaria in tre momenti: all’inizio dello studio, circa 1 anno dopo e a distanza di 3 anni. I bambini hanno svolto compiti comportamentali per valutare diversi aspetti delle loro Funzioni esecutive tra cui memoria, capacità di pianificazione e autocontrollo. Agli insegnanti è stato chiesto di registrare la tendenza dei bambini ai diversi tipi di aggressività: fisica, relazionale (esclusione sociale dei pari), reattiva (reazione aggressiva alle provocazioni) e proattiva (reazione aggressiva volontaria, senza provocazioni). I genitori invece dovevano completare un questionario che indagava la facilità con cui i bambini tendevano ad arrabbiarsi.

Messaggio pubblicitario L’autrice dello studio Helena Rohlf ha affermato “Abbiamo scoperto che la presenza di deficit delle Funzioni esecutive aumenta la possibilità di aggressività fisica e relazionale nel corso degli anni: in particolare una ridotta funzionalità esecutiva all’inizio dello studio è associata ad una maggiore aggressività nell’anno successivo e anche nei tre anni seguenti. Abbiamo osservato anche che i deficit erano correlati nel tempo all’aggressività reattiva, ma non all’aggressività proattiva. La spiegazione di questo legame è rilevabile nella definizione stessa di quest’ultimo tipo di aggressività che viene denominata “aggressività pianificata” per il ruolo centrale delle funzioni esecutive. Perciò bambini deficitari in queste funzioni non sono abili nel comportamento pianificato e deliberato, tipico di questa aggressività, essi mostrano quindi bassi livelli di comportamenti aggressivi proattivi. Inoltre non abbiamo rilevato differenze di genere nel comportamento aggressivo, anche se tale atteggiamento è tipicamente più comune tra i bambini di sesso maschile, i legami tra funzione esecutiva, rabbia e aggressività sembrano essere simili per maschi e femmine”.

I risultati suggeriscono che aiutare i bambini ad aumentare la loro funzione esecutiva e a gestire la rabbia, tramite programmi di allenamento specifici, potrebbe ridurre la loro aggressività. Le direzioni di ricerche future sono volte a condurre ulteriori lavori per osservare l’estendibilità dei risultati anche a bambini con livelli di aggressività molto elevati.

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