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Lo psicologo nei Centri di Procreazione Medicalmente Assistita: quali possibilità?

Nei casi di infertilità e procreazione medicalmente assistita il supporto dello psicologo può essere utile per accompagnare la coppia lungo questo percorso.

Di Federica Campitiello

Pubblicato il 24 Lug. 2017

Aggiornato il 05 Set. 2019 12:49

L’espressione Procreazione Medicalmente Assistita si riferisce all’insieme di tecniche chirurgiche, ormonali o farmacologiche, che hanno lo scopo di aiutare gli individui a superare le difficoltà procreative causate dall’ infertilità di uno o entrambi i partner.

Federica Campitiello, OPEN SCHOOL STUDI COGNITIVI MODENA

I vissuti emotivi associati all’ infertilità

Desiderare un figlio e non riuscire a concepirlo rappresenta, di per sé, un momento di impasse nella vita emotiva e relazionale di coppia degli individui. Infatti, se in una ridotta percentuale di casi i soggetti mostrano di adattarsi bene alla circostanza che impedisce loro di procreare, più frequentemente la delusione della possibilità di avere figli genera nei soggetti ansia, depressione, sentimenti di inefficacia e calo dell’autostima. Già nel 1993, da una rassegna di Thiering e Beaurepaire, emerse che la condizione stessa di infertilità e il fatto di sottoporsi al trattamento sono alla base della sintomatologia ansiosa e depressiva delle donne.

In uno studio successivo (Brighenti, Martinelli et al. 1997) sono stati individuati alcuni fattori in grado di compromettere l’adattamento della donna alla terapia ed aumentarne il disagio, tra questi rientrano il rifiuto della possibilità di adottare, una storia di precedenti cicli falliti, la mancanza di lavoro e l’insoddisfazione per il proprio ruolo domestico. La relazione tra più cicli di trattamento falliti e l’aumento dei livelli di depressione è stato riscontrato anche da Beaurepaire e colleghi (1994), che spiegarono questo risultato come conseguenza dell’acquisizione di una maggiore consapevolezza circa la riduzione nel tempo delle probabilità biologiche di generare un figlio.

Chiaffarino e colleghi (2011) hanno analizzato i livelli di depressione in pazienti sottoposti a IVF (fecondazione in vitro) e ICSI (iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo), da prima dell’inizio del trattamento, fino al test di gravidanza, ed hanno concluso che parte dei pazienti che inizialmente non presentavano sintomi depressivi, li hanno poi sviluppati nel corso del trattamento, in particolare le donne, tra le quali era anche più frequente una comorbilità con sintomi d’ansia. Tra gli uomini i maggiori livelli di depressione sono stati riscontrati nei soggetti con lavoro temporaneo o part-time.

Knoll e colleghi (2009) hanno indagato i livelli di depressione in entrambi i partner nel corso del trattamento, evidenziando che se per gli uomini essi rimanevano stabili, nelle loro partner andavano invece incontro ad un aumento in occasione del prelievo degli ovociti e del trasferimento degli embrioni. In queste stesse fasi e nel giorno del test di gravidanza, Boivin nel 1998 ha rilevato un incremento dei livelli di stress non solo nelle donne, ma anche negli uomini.

L’importanza dello psicologo nei casi di infertilità e di procreazione medicalmente assistita

Questi dati rendono ancora più esplicita la necessità di approcciarsi al fenomeno dell’ infertilità in un’ottica multidisciplinare. La consulenza psicologica è uno strumento fondamentale per coloro che si confrontano con il problema dell’ infertilità. Come emerge da un’analisi recente della letteratura, le coppie sono molto provate a livello psicologico. Oltre alla consultazione medica, dunque, è opportuno inserire anche quella psicologica così da poter valutare non solo la presenza di un eventuale disagio, ma anche offrire un supporto per gestire e/o contenere in maniera efficace il malessere dei pazienti.

La legge n. 40/2004 stabilisce che tutti i centri che si occupano di PMA (procreazione medicalmente assistita) in Italia devono assicurare ai propri pazienti la possibilità di accedere a momenti di consulenza di coppia o supporto psicologico in qualsiasi fase del trattamento, anche quando questo si è concluso, indipendentemente dal risultato. Bisogna fare una distinzione tra consulenza decisionale, di sostegno, genetica e terapeutica. La prima può essere fornita anche dal medico della struttura ed ha lo scopo di accompagnare i pazienti nella comprensione delle opzioni di trattamento tra cui possono scegliere, informandoli di tutte le implicazioni che riguardano loro stessi, i loro famigliari e l’eventuale figlio che nascerà. La consulenza di sostegno è invece finalizzata a supportare i partner in particolari momenti di stress prima, durante e dopo il trattamento, ed anche nel caso in cui non possa essere messo in atto. La consulenza genetica è finalizzata a prevedere il rischio di trasmissione di anomalie genetiche. Infine la consulenza terapeutica ha lo scopo di aiutare i pazienti a moderare le proprie aspettative e a sviluppare strategie di coping che gli permettano di affrontare al meglio le difficoltà del trattamento.

Nel Marzo 2015, la European Society of Human Reproduction and Embriology (ESHRE) ha pubblicato un documento contenente le linee-guida che gli staff dei centri di Procreazione Medicalmente Assistita internazionali dovrebbero seguire per migliorare l’offerta sanitaria ai propri pazienti. Esse sono state sviluppate a partire da un importante lavoro di revisione di tutti i dati disponibili su questo tema da Gennaio 1990 fino ad Aprile 2014. Nella premessa del manuale viene sottolineato che tali indicazioni non vogliono sostituirsi al giudizio clinico del medico e di tutti i componenti dello staff, che di volta in volta dovranno essere in grado di cogliere e valutare le caratteristiche specifiche dei pazienti.

Le linee-guida fanno riferimento a 3 modelli di consulenza psicologica: 1) “Decision Making counseling” , effettuato prima di un possibile trattamento, consentirebbe alle coppie di riflettere e comprendere le implicazioni e i significati che un trattamento può avere per loro, per gli eventuali figli e per le loro famiglie; 2) “Support counseling” finalizzato a fornire sostegno nei momenti di difficoltà e di stress; 3) “Therapeutic counseling” che si pone l’obiettivo di assistere le coppie e aiutarle ad acquisire gli strumenti necessari per affrontare i trattamenti.

Inoltre le linee-guida fanno riferimento ai 3 momenti principali del percorso di Procreazione Medicalmente Assistita, dall’ingresso in clinica alla comunicazione dell’esito della procedura. Per ogni momento devono essere presi in considerazione i bisogni del paziente a livello comportamentale, relazionale, sociale, emotivo e cognitivo. Attualmente, non vi è uniformità negli interventi psicologici eseguiti all’interno dei centri di procreazione medicalmente assistita.

Un tentativo di concettualizzazione sistematizzata del counseling psicologico in tali centri è stato effettuato da Cecotti M. (2004) e da Visigalli R. (2008). Cecotti scrive che il counseling psicologico da effettuare nei centri di procreazione medicalmente assistita si pone come obiettivi quelli di individuare la presenza di fattori psicologici coinvolti nella condizione di infertilità e di verificare eventuali sterilità psicogene e aspetti psicologici antecedenti la diagnosi. Inoltre, ha una finalità anche terapeutica che consiste nel curare ansie che interferiscono con la fertilità, nell’alleviare la sofferenza psichica e nel cercare di leggere i significati che la sterilità assume all’interno di ogni coppia. La Visigalli nel libro “Sterilità e Infertilità di coppia”(2008) , propone una modalità di intervento psicologico che si struttura in due fasi: Una prima fase di preparazione all’intervento psicologico che si articola in un colloquio iniziale, nella somministrazione di test psicologici e un colloquio finale di restituzione; una seconda fase in cui, partendo dalle informazioni raccolte nella prima fase, si struttura come intervento terapeutico specifico che varia sulla base delle caratteristiche, dei bisogni e degli aspetti cruciali di ciascuna coppia. In questo modo è possibile fornire uno spazio in cui poter parlare liberamente del proprio disagio, fornire supporto e contenimento emotivo durante la visita e gli esami, fornire supporto durante la comunicazione della diagnosi e aiutare le coppie a maturare la scelta più appropriata dopo la comunicazione della diagnosi. Nonostante le lacune in termini di omogeneità di intervento nei vari centri di Procreazione Medicalmente Assistita appare evidente, considerate le linee guida e le nuove modifiche legislative, la necessità di implementare la formazione degli psicologi su tali tematiche.

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RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
  • Baupeaire J, Jones M, Thiering P, Saunders T, Tennant C (1994). Psychosocial adjustement in infertility and its treatment: Male and female response at different stage of IVF/ET treatment. Journal of Psychosomatic Research 38, 229-240.
  • Boivin J, Andersson L, Skoog-Svanberg A, Hjelmstedt A, Collins A, Bergh T (1998). Psychological reactions during in-vitro fertilization: similar response pattern in husbands and wives. Human Reproduction, 13, 3262-3267.
  • Bringhenti, F., Martinelli, F., Ardenti, R., & Battista La Sala, G. (1997). Psychological adjustment of infertile women entering IVF treatment: differentiating aspects and influencing factors. Acta obstetricia et gynecologica Scandinavica, 76(5), 431-437.
  • Ceccotti, M. (2004). Procreazione medicalmente assistita. Roma: Armando Editore.
  • Chiaffarino F, Baldini MP, Scarduelli C, Bommarito F, Ambrosio S, D'Orsi C, Torretta R, Bonizzoni M, Ragni G (2011). Prevalence and incidence of depressive and anxious symptoms in couples undergoing assisted reproductive treatment in an Italian infertility department. European Journal of Obstetric and Gynecology and Reproductive Biology,158, 235-241.
  • ESHRE (2015). Routine psychosocial care in infertility and medically assisted reproduction – A guide for fertility staff. Psychology and Counselling Guideline Development Group. (www.eshre.eu).
  • Knoll N, Schwarzer R, Pfuller B, Kienle R (2009). Transmission of depressive symptoms: A study with couples undergoing assisted-reproduction treatment. European Psychologist, 14, 7-17.
  • Thiering, P., Beaurepaire, J., Jones, M., Saunders, D., & Tennant, C. (1993). Mood state as a predictor of treatment outcome after in vitro fertilization/embryo transfer technology (IVF/ET). Journal of psychosomatic research, 37(5), 481-491.
  • Visigalli, R. (2011). Sterilità e infertilità di coppia. Counseling e terapia psicologica: Counseling e terapia psicologica. FrancoAngeli.
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