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Ansia Scolastica: sintomatologia, manifestazioni e trattamento

L’ ansia scolastica racchiude la paura dell’insuccesso, del giudizio negativo, il timore di non essere capaci di superare la prova che si deve affrontare.

ID Articolo: 146139 - Pubblicato il: 29 maggio 2017
Ansia Scolastica: sintomatologia, manifestazioni e trattamento
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L’ ansia scolastica nasce dal normale desiderio di essere amati e ammirati e dalla paura di essere rifiutati e ridicolizzati. Essa racchiude la paura dell’insuccesso, del giudizio negativo, il timore di non essere capaci di superare la prova che si deve affrontare.

 

 

Agire sull’ Ansia Scolastica è possibile. Il centro di Psicoterapia e Scienza Cognitiva a Genova propone un percorso di intervento psicoterapeutico per i disturbi d’ansia in età evolutiva ed adolescenza partendo dal modello cognitivo dell’ansia, in cui il disagio emotivo che accompagna l’ansia, dipende dal contenuto dei pensieri negativi e catastrofici sulle sensazioni fisiche, a cui i bambini reagiscono con strategie e condotte disfunzionali, più avanti verranno descritte le principali tecniche cognitivo-comportamentali utilizzate per il trattamento dei disturbi d’ansia presso il centro di Psicoterapia e Scienza Cognitiva a Genova.

 

Che cos’è l’ ansia scolastica: una breve introduzione

Messaggio pubblicitario Molti bambini e adolescenti giungono in terapia perché hanno la paura o l’ansia di andare a scuola, questo fenomeno riguarda un numero sempre maggiore di bambini e ragazzi in età scolare e raggiunge dei picchi in alcuni momenti cruciali del percorso scolastico:
– Tra i 5 e i 7 anni, all’inizio della scuola primaria.
– Tra i 10 e gli 11 anni con l’inizio della scuola secondaria di I°grado.
– Tra i 13 e i 14 anni con l’inizio della scuola secondaria di II° grado.

L’ ansia scolastica nasce dal normale desiderio di essere amati e ammirati e dalla paura di essere rifiutati e ridicolizzati. Essa racchiude la paura dell’insuccesso, del giudizio negativo, il timore di non essere capaci di superare la prova che si deve affrontare.

Parlando di disturbi d’ansia in età evolutiva, è necessario fare una premessa, i bambini hanno molte paure fisiologiche che sono “normali”, ne cito alcuni:
– L’ansia da separazione;
– La paura del buio;
– La paura degli animali;
– L’ansia da prestazione.

La paura si differenzia dall’ansia e dalle fobie sulla base dell’obiettività: se c’è un motivo condiviso per avere timore (esempio una macchina che sta sbandando o un animale pericoloso che attacca) siamo nel dominio della paura, invece se la condivisione non c’è, stiamo parlando di ansia o di fobia.
Nei bambini però questa distinzione diventa problematica in quanto il loro livello di sviluppo cognitivo non permette di differenziare facilmente il reale dall’immaginario.

La distinzione tra ansia patologica e paura “normale” dell’infanzia si deve basare sui criteri di intensità, frequenza e durata (Lambruschi 2004): quando la reazione d’ansia del bambino è molto intensa, appare frequentemente e dura a lungo, possiamo parlare di ansia patologica.

Il DSM 5 descrive i disturbi d’ansia in una categoria specifica e lungo il continuum del ciclo di vita: le medesime categorie sono riferite all’infanzia, all’adolescenza, e all’età adulta. I disturbi d’ansia rappresentano la patologia psichiatrica più comune in età evolutiva (Merikangas et al., 2010; Kessler, Avenevoli, Costello 2012) e si stima che un terzo degli adolescenti soddisferà i criteri per un disturbo d’ansia all’età di 18 anni (Merikangas et al. 2010). Molte ricerche dimostrano che i disturbi d’ansia nell’infanzia sono associati a disturbi d’ansia nell’età adulta, disturbi depressivi e uso di sostanze psicoattive (Langley, BerGman, McCracken & Piacentini 2004).

 

Come si manifesta l’ ansia scolastica?

Come nell’adulto l’ansia è associata a manifestazioni somatiche, i segnali più diffusi sono:
– Mal di testa;
– Pianti, tremori, mente offuscata;
– Male allo stomaco o tensione muscolare, che spesso portano i bambini a chiedere di non andare a scuola o di uscire prima;
– Difficoltà ad addormentarsi, in questo caso a volte il lettone di mamma e papà è spesso la soluzione a cui si ricorre per trovare la serenità e potersi addormentare tranquilli;
– Talvolta vomito e febbre;
– Crisi di panico prima di varcare l’ingresso della classe, ma a volte si manifesta già a casa prima di partire per andare a scuola.

Spesso vengono considerati capricci, una sorta di ribellione, ma in realtà possono nascondere un disagio più profondo che colpisce bambini e ragazzi, dalle prime classi fino al liceo.
Le cause principali dell’ ansia scolastica sono:
– L’ansia da separazione nei più piccoli
– Paura di episodi di bullismo
– Timore del’insegnante
– Timore di avere brutti voti
– Timore di non essere all’altezza delle aspettative dei genitori.

L’ ansia scolastica, a volte una vera e propria angoscia caratterizzata da un forte senso di preoccupazione, aspettativa del peggio, apprensione, si manifesta anche in situazioni di per sé aspecifiche e neutrali.
Il bambino ha come la sensazione che qualcosa di terribile stia per accadere, sia essa una disgrazia o una malattia, che possa colpire lui o le persone a lui più care (quasi sempre i genitori). Il bambino ha difficoltà a descrivere ciò che realmente pensa o prova e per questo avverte sempre più angoscia andando così a creare un circolo vizioso dell’ansia (Fig.1) che in alcuni casi può portare anche ad una sofferenza intensa.

Il circolo vizioso dell’ansia

ciclo-ansia

Fig. 1 “Il Circolo vizioso dell’ansia”.

Il bambino si sente perciò irritabile, insicuro, sempre alla ricerca di rassicurazioni, di gratificazioni oppure proverà a gestire questa sua angoscia tendendo alla perfezione in ogni cosa che fa o ad evitare situazioni o luoghi. L’elemento attivante è la paura dell’evento che porta con sé pensieri negativi quali la paura del Giudizio, la paura di deludere gli altri, il timore di essere ridicolizzato in classe ecc…

Agendo su questi pensieri negativi e riducendoli, si interrompe il circolo dell’ansia.
Ad esempio,una prestazione imperfetta non solo allontana dall’obiettivo che si voleva raggiungere ma espone alla critica, alla svalutazione e alla eccessiva preoccupazione per le conseguenze di quell’evento e quindi aumento dell’ansia.

Le preoccupazioni non sono altro che pensieri riguardanti il possibile verificarsi di eventi futuri negativi. Solitamente si manifestano sotto forma di domande che iniziano con la formula “E se…”.

Ecco di seguito alcuni esempi:
– E se il compito di Italiano andasse male? Potrei non riuscire mai a imparare queste cose. Tutti i miei amici si prenderanno gioco di me. Potrei non voler più andare a scuola. Se non andrò più a scuola sarò bocciato. Dovrò ripetere l’anno. Non avrò più i miei compagni di classe, dovrei trovare nuovi amici. E se nella nuova classe non mi accettassero? Sarò un fallimento!
– E se sbagliassi un esercizio? Il professore potrebbe dirmi che ho fatto un cattivo lavoro. E se lo dicesse davanti a tutta a classe? Gli altri riderebbero di me

Come si manifesta l’ ansia scolastica a scuola?

  • Eccessiva preoccupazione e ansia per le verifiche.
  • Abbassamento del rendimento scolastico.
  • Perdita di interesse verso materie che prima piacevano.
  • Ripetuta ricerca di approvazione dell’insegnante.
  • Difficoltà a parlare di fronte alla classe.
  • Difficoltà a entrare in classe la mattina.
  • Ritardi nell’ingresso a scuola.
  • Bassa autostima.
  • Difficoltà di concentrazione a causa di preoccupazioni persistenti.
  • Irritabilità.
  • A volte aggressivo verso i suoi compagni di classe.
  • Intolleranza alla frustrazione.
  • Tendenza a evitare le difficoltà.
  • Difficoltà a terminare i compiti assegnati.

Come si manifesta l’ ansia scolastica a casa?

  • Preoccupazioni riguardanti le prestazioni scolastiche.
  • Preoccupazioni riguardo la puntualità.
  • Perfezionismo e paura di sbagliare.
  • Impiegare troppo tempo nel fare i compiti.
  • Mancanza di fiducia in se stessi.
  • Continue richieste di approvazione.
  • Richieste di rassicurazione.
  • Presenza di sintomi fisici come mal di testa, mal di stomaco, stanchezza e dolori muscolari.
  • Disturbi del sonno.
  • Riferita sensazione d’ irrequietezza.
  • Irritabilità
  • Paura delle critiche e dei giudizi negativi riguardo le loro capacità.

 

Il trattamento dell’ansia

Il centro di Psicoterapia e Scienza Cognitiva di Genova propone la terapia cognitivo-comportamentale come trattamento d’elezione per i disturbi d’ansia in età evolutiva.

Durante la terapia è di fondamentale importanza il supporto e la collaborazione attiva dei genitori, ovviamente il grado di coinvolgimento dei genitori varia in base all’età del bambino o dei ragazzi.

Il centro di Psicoterapia e Scienza Cognitiva di Genova utilizza con i bambini, strumenti terapeutici che una volta appresi e utilizzati con regolarità, favoriscono il superamento del disturbo/disagio ed evitano che si ripresenti in futuro.

L’idea di base sulla quale il Centro di Psicoterapia e Scienza Cognitiva di Genova si avvale è che il lavoro con i bambini o ragazzi, non consiste unicamente nell’eliminare i loro pensieri irrazionali, ma anche nel rafforzare le credenze razionali, che difficilmente nascono in maniera spontanea specialmente nel caso di bambini, che sono inseriti in un sistema in cui altri adulti significativi, con i loro pensieri disfunzionali, hanno molta influenza.

Messaggio pubblicitario Le principali tecniche utilizzate dai professionisti che operano nel centro di Psicoterapia e Scienza Cognitiva di Genova, sono:

La Psicoeducazione, con l’obiettivo di aumentare il vocabolario emotivo del bambino, condividendo con il paziente un numero più ampio di termini per definire le emozioni e introducendo il concetto di intensità e durata di un’ emozione. Prerogativa fondamentale della terapia è imparare a saper riconoscere le emozioni e poi riprodurle. L’intensità dell’emozione può essere misurata attraverso uno strumento chiamato “Il Termometro delle Emozioni” (Lambruschi 2004; Di Pietro, Dacomo 2007, Fig.1), in cui viene chiesto al bambini di raccontare qualche episodio in cui ha sperimentato emozioni con diversa intensità e insieme decidono dove posizionarle nel termometro.

il termometro delle emozioni

Altro strumento utilizzato è il “Fiore delle Emozioni di Plutchik” (Fig.2) in cui è ben visibile come emozioni diverse facciano parte della stessa categoria, al bambino viene così mostrato come le emozioni che prova si possono collocare lungo un continuum coerente in cui ad esempio , il fastidio fa parte della stessa famiglia della rabbia e la preoccupazione di quella della paura. Il fiore di Plutchik, utilizzato assieme al termometro delle emozioni, permette al terapeuta di rendere evidente al bambino come un’emozione che vive come intensa molte volte non compare dal nulla, ma sia preceduta da altri stati emotivi “consoni”. Questo passaggio è cruciale per la terapia in quanto, spesso il bambino, o la famiglia, fa riferimento a una grande rabbia o a una forte ansia, come se questa fosse comparsa dal nulla.

il fiore di pluthcik

Fig.1 “Il Termometro delle Emozioni” Fig.2 “Il Fiore delle Emozioni di Plutchik”

L’individuazione e la modificazione dei pensieri disfunzionali attraverso il modello ABC (Fig.3).
Ai bambini o ai ragazzi viene insegnato a individuare i pensieri disfunzionali legati agli eventi temuti. Successivamente si insegnerà a valutare le situazioni con maggiore oggettività, in modo da poterle affrontare con pensieri più funzionali e realistici. Al paziente viene spiegato che, così come per le malattie fisiche ci sono i virus che causano i vari sintomi, si può pensare che ci siano alcuni “virus mentali” che causano emozioni o comportamenti inadeguati. Non sono le emozioni negative il problema, ma l’intensità delle stesse, e che queste estremizzazioni sono causate dai pensieri disfunzionali. (Di Pietro, Dacomo, 2007).

Modello-ABC

Fig. 3 “Il modello ABC”

L’esposizione. Questa tecnica consiste nel provare gradualmente ad affrontare le situazioni temute. L’esposizione alle situazioni temute permetterà al bambino o all’adolescente di verificare che queste non comportano un reale pericolo, imparando inoltre che è possibile gestire l’ansia.

Il rinforzo. Ogni comportamento avuto dal bambino, a casa, a scuola o in terapia e che si avvicina all’obiettivo prefissato, verrà premiato al fine di renderne più probabile la ricompensa.

Il modellamento. Si basa sull’utilizzo dell’adulto come modello funzionale di comportamento nell’affrontare le situazioni temute.

Le tecniche di rilassamento e di Mindfulness. Queste tecniche vengono utilizzate per ridurre lo stress del bambino e di conseguenza per abbassare i suoi livelli di ansia. Secondo le preferenze e le caratteristiche dei singoli bambini o adolescenti, possono essere utilizzate diverse tecniche di rilassamento tra cui il rilassamento progressivo muscolare, la respirazione diaframmatica, la tecnica del respiro lento, e il rilassamento per immagini.

La costruzione della resilienza. Viene insegnato ai bambini e ai ragazzi che, pur non potendo controllare gli eventi, è possibile modificare l’impatto che essi hanno su di loro. L’utilizzo delle tecniche apprese durante la terapia permetterà di affrontare i momenti di difficoltà, superarli e di trarre degli insegnamenti utili per il futuro.

Il parent training. Il coinvolgimento dei genitori durante la terapia è di fondamentale importanza. Il terapeuta insegnerà loro come rispondere alle richieste e ai comportamenti dei bambini o dei ragazzi, in modo da non rinforzare le loro paure e di conseguenza il loro disturbo.

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L’ansia matematica è la paura per la matematica, fino a un evitamento della stessa. Il presente lavoro indaga a fondo diverse variabili di questa ansia. 

Bibliografia

  • Di Pietro, Mario, and Monica Dacomo. Giochi e attività sulle emozioni. Nuovi materiali per l’educazione razionale-emotiva. Con gadget. Edizioni Erickson, 2007.
  • Kessler, Ronald C., et al. “Prevalence, persistence, and sociodemographic correlates of DSM-IV disorders in the National Comorbidity Survey Replication Adolescent Supplement.” Archives of general psychiatry 69.4 (2012): 372-380.
  • Lambruschi, F., S. Lenzi, and F. Leoni. “Sviluppo del modello clinico cognitivista in età evolutiva.” F. Lambruschi (a cura di). Psicoterapia cognitiva in età evolutiva. Torino: Bollati Boringhieri Editore (2004).
  • Langley, Audra K., et al. “Impairment in childhood anxiety disorders: Preliminary examination of the child anxiety impact scale–parent version.” Journal of child and adolescent psychopharmacology 14.1 (2004): 105-114
  • Merikangas, Kathleen Ries, et al. “Lifetime prevalence of mental disorders in US adolescents: results from the National Comorbidity Survey Replication–Adolescent Supplement (NCS-A).” Journal of the American Academy of Child & Adolescent Psychiatry 49.10 (2010): 980-989.
  • Mingazzini, Luisa. La sorgente delle emozioni. Vol. 2. Morlacchi Editore, 2006.
  • Sassaroli, S., and G. M. Ruggiero. “Il colloquio in psicoterapia cognitiva.” Tecnica e pratica clinica. Milano, Raffaello Cortina (2013).
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