Il ruolo dell’immagine corporea nella disfunzione erettile

I pazienti che soffrono di disturbi sessuali, tra cui la disfunzione erettile possono presentare un' insoddisfazione per la propria immagine corporea.

ID Articolo: 144561 - Pubblicato il: 28 marzo 2017
Il ruolo dell’immagine corporea nella disfunzione erettile
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Disfunzione erettile e immagine corporea: Molti teorici sostengono che le preoccupazioni riguardo l’ immagine corporea possano minare il raggiungimento del piacere sessuale (Frederickson, Roberts, 1997; Masters, Johnson, 1970). Nonostante il collegamento teorico tra preoccupazioni riguardo il corpo e soddisfazione sessuale, pochi studi hanno studiato questa relazione empiricamente o i particolari meccanismi che ne sono alla base.

Andrea Goldoni, OPEN SCHOOL STUDI COGNITIVI SAN BENEDETTO DEL TRONTO

 

Disfunzione erettile: i criteri diagnostici

La Disfunzione Erettile (ED) consiste nell’ incapacità persistente o ricorrente di ottenere o mantenere l’erezione nel corso di un rapporto sessuale. Questo tipo di disagio può essere originato da patologie di vario genere (vascolari, endocrine, neurologiche, ecc.), ma può anche avere cause psicogene, in cui l’alterazione è di tipo psicologico, e quindi a carico dei processi cognitivi ed emozionali che guidano l’erezione.

Una di queste alterazioni può essere legata a una percezione negativa del proprio corpo, che può generare un forte sentimento di vergogna dato dalla tendenza a sentirsi privi di valore e inadeguati, in risposta alla sensazione di fallimento nel soddisfare gli standard culturali ormai imperanti.
Tale sentimento può generare un’eccessiva attenzione ansiosa verso il proprio corpo, che può incidere sui processi di arousal fisiologico, sfociando in un deficit erettile cronico.

L’erezione è un fenomeno complesso che risponde ad una regolazione multifattoriale, ormonale, psichica, endocrina, neurogena e vascolare; tutti questi fattori agiscono in sinergia sul sistema vascolare del tessuto erettile contenuto nei corpi cavernosi. Alterazioni dei fattori psicologici possono quindi provocare una disfunzione erettile. Secondo il DSM 5 per poter diagnosticare la Disfunzione Erettile devono essere soddisfatti i seguenti criteri (American Psychiatric Association, 2013):

A. Almeno uno dei tre seguenti sintomi deve essere sperimentato in quasi tutte o tutte (circa il 75% – 100%) le occasioni di attività sessuale (in contesti situazionali identificati o, se generalizzato, in tutti i contesti):
1. Marcata difficoltà ad ottenere un’erezione durante l’attività sessuale.
2. Marcata difficoltà a mantenere l’erezione fino al completamento dell’attività sessuale.
3. Marcata diminuzione della rigidità dell’erezione.

B. I sintomi del Criterio A sono protratti per un periodo minimo di circa 6 mesi.

C. I sintomi del Criterio A della disfunzione erettile causano disagio clinicamente significativo nei singoli.

D. La disfunzione erettile non è dovuta ad un disturbo mentale non sessuale o alle conseguenze di un grave distress (sofferenza) nelle relazioni o ad altri rilevanti fattori di stress e non è attribuibile agli effetti di una sostanza/farmaco o di un’altra condizione medica.

Specificare se:
Lifelong: Il disturbo della disfunzione erettile è presente da quando l’individuo diventa sessualmente attivo.
Acquisito: Il disturbo inizia dopo un periodo di funzione sessuale relativamente normale.

Specificare se:
Generalizzata. Non si limita a determinati tipi di stimolazione, situazioni o partner.
Situazionale: Si verifica solo con certi tipi di stimolazione, situazioni o partner.

Specificare la gravità attuale della disfunzione erettile:
Lieve: lieve distress nei sintomi del Criterio A.
Moderato: Moderato distress nei sintomi del Criterio A.
Grave: Grave o massimo distress nei sintomi del Criterio A.

 

L’ immagine corporea, l’insoddisfazione per il corpo e i sentimenti di vergogna

Per meglio comprendere la relazione che sussiste tra la vergogna e la Disfunzione Erettile, è indispensabile fare riferimento al costrutto di immagine corporea.
L’ immagine corporea si riferisce alle percezioni, ai sentimenti e ai pensieri di una persona nei confronti del proprio corpo, solitamente generati dalle sue dimensioni e della sua attrattività, e delle emozioni a esso associate (Grogan, 1999; Muth e Cash, 1997). Anche se l’ immagine corporea è generalmente concettualizzata come un costrutto ampio e molto sfaccettato, la maggior parte delle ricerche in quest’area si è concentrata in maniera focale sull’insoddisfazione riguardo il peso, particolarmente verso il desiderio di essere più magri (Grogan, 1999), e anche se i lavori recenti si stanno concentrando in misura maggiore su ragazzi e uomini, la maggior parte delle ricerche sull’ immagine corporea negli ultimi 30 anni sono state condotte su giovani donne. Questo bias nella popolazione in esame è avvenuto in quanto la ricerca sull’ immagine corporea affonda le sue radici nel lavoro psichiatrico e psicologico riguardante i disturbi dell’alimentazione femminili. Ciò ha rinforzato l’idea che la psicologia dell’ immagine corporea sia rilevante solo per le donne, e che il costrutto riguardi esclusivamente la preoccupazione per forma e dimensione corporea. In realtà, l’immagine corporea e le sue conseguenze psicologiche sono rilevanti anche per gli uomini e per i ragazzi.

L’ immagine corporea è implicata in una serie di comportamenti non salutari. Per esempio, essa può influenzare l’impegno nell’esercizio fisico, prevenendo la partecipazione ad attività sportive organizzate come ad esempio l’iscrizione ad una palestra o l’esercizio in un centro sportivo, a causa delle preoccupazioni legate al mostrare il proprio corpo in ambiti sportivi. Tali preoccupazioni sono spesso legate al dubbio di possedere il tipo di corpo accettato da una cultura che promuove costantemente un’ideale di perfezione fisica. Fattori legati all’ immagine corporea possono anche influenzare il corretto modo di alimentarsi o l’autoimposizione di restrizioni legate al cibo.

L’insoddisfazione corporea e l’eccessivo investimento nel corpo sono infatti stati collegati all’intera gamma dei comportamenti alimentari disfunzionali, come le abbuffate, le diete eccessivamente restrittive e il vomito autoindotto (Levine e Piran, 2004). L’insoddisfazione corporea e l’eccessiva importanza attribuita al proprio corpo possono influenzare la decisione di smettere di fumare, laddove sia presente la paura di un aumento ponderale a seguito di ciò. Inoltre, tali percezioni possono condurre a sottoporsi ad una chirurgia cosmetica non necessaria, mettendo così a rischio la salute. Chiaramente l’insoddisfazione corporea e la preoccupazione riguardo il proprio corpo sono collegate con molti comportamenti salutari, perciò rivestono un’importanza vitale per chiunque si occupi di interventi di promozione della salute. I fattori legati all’ immagine corporea devono essere presi in considerazione nel momento in cui si metta a punto qualunque intervento legato all’aspetto fisico, inclusi esercizio, alimentazione bilanciata, controllo del peso e cessazione della dipendenza dal fumo. Capire l’impatto dei fattori alla base dell’ immagine corporea può aiutare ad assicurarsi che variabili come influenze socioculturali, sesso, peso e fattori percettivi siano prese in considerazione nel pianificare programmi ben strutturati.

I modelli socioculturali dei fattori di rischio hanno enfatizzato l’importanza dei media, della famiglia e del gruppo dei pari sulla soddisfazione corporea (Thompson et al., 1999), in particolare concentrandosi sugli effetti che le immagini televisive hanno sull’ immagine corporea. Esse infatti possono causare cambiamenti nel modo in cui il corpo è percepito e valutato, a seconda dell’importanza che questi stimoli rivestono su chi li osserva.

Anche se le preoccupazioni riguardo il proprio corpo sono prevalenti tra le donne, gli studi recenti suggeriscono che gli uomini hanno cominciato a concentrarsi di più sul loro aspetto fisico. Negli ultimi anni infatti, essi sono stati oggetto di pressioni crescenti ad uniformarsi ad un ideale di corpo snello e muscoloso (Frith, Gleeson, 2004). Questi cambiamenti hanno portato alcuni teorici a sostenere che, in maniera simile agli ideali irrealistici riguardanti il corpo femminile, i media hanno creato standard fisici per l’uomo impossibili da ottenere. Infatti, la ricerca suggerisce che gli uomini stanno diventando progressivamente insoddisfatti del loro aspetto fisico.

Messaggio pubblicitario Anche se gli standard sociali per i corpi maschili e femminili sono diversi (gli uomini desiderano essere snelli e muscolosi, le donne magre), il desiderio di ottenere un corpo ideale può portare sia gli uomini che le donne a sperimentare un aumento della vergogna nei confronti del proprio aspetto fisico. Il concetto di vergogna si riferisce alla tendenza a sentirsi privi di valore o persone cattive in risposta a un fallimento percepito nel vivere specifici ideali culturali (Tangney, Miller, Flicker, Barlow, 1996). Anche se gli attuali ideali femminili e maschili non sono realisticamente ottenibili per la maggior parte delle persone, gli uomini e le donne possono sentirsi costretti a raggiungerli. La loro percezione di fallimento verso questo compito può generare sia sentimenti cronici di vergogna nei confronti dei limiti fisici percepiti, sia ansia e preoccupazione che gli altri possano valutare negativamente il proprio corpo.

Gli studi condotti sul ruolo centrale che l’aspetto fisico può avere nella vita sono stati condotti principalmente su donne. Secondo la teoria dell’oggettivazione (Fredrickson, Roberts, 1997), l’enfasi socioculturale sulla bellezza delle donne presente nella società occidentale porta all’auto-oggettivazione, la self-objectification, ovvero la tendenza a considerare il proprio sé primariamente in termini di aspetto fisico e ad adottare la prospettiva di un osservatore esterno nei confronti di esso. Tale costrutto è stato collegato a numerose conseguenze negative nelle donne, che quando sono indotte ad auto-oggettivarsi in contesti di laboratorio (ad esempio quando si chiede loro di indossare un costume da bagno o quando sono esposte a media che inducono all’auto-oggettivazione), riportano un incremento nei sentimenti di vergogna e nell’ansia.

L’esposizione a immagini mediatiche che mostrano un ideale corporeo ultra-magro aumenta il riportare da parte delle donne sentimenti di vergogna del corpo e self-consciousness. Queste conseguenze negative della self-objectification possono impedire l’eccitazione sessuale.
Data la crescente enfasi socioculturale sull’aspetto fisico dell’uomo, anche essi possono provare la vergogna cronica del corpo che risulta dalla self-objectification. Anche se Fredrickson fallì nel trovare gli effetti di essa negli uomini, studi recenti suggeriscono che l’esposizione a immagini idealizzate del corpo maschile aumenta negli uomini l’insoddisfazione verso il proprio corpo. Inoltre, la self-objectification maschile, così come quella femminile, predispone ad una percentuale maggiore di sintomi come disturbi dell’alimentazione, vergogna del corpo, esercizio fisico compulsivo, così come un’autostima generale più bassa e una scarsa stima del proprio corpo. Perciò, allo stesso modo delle donne, la tendenza degli uomini ad auto-oggettivarsi può avere conseguenze per il benessere psicologico e per una valutazione affettiva del proprio corpo.

 

L’ immagine corporea, la soddisfazione sessuale e la disfunzione erettile

Molti teorici sostengono che le preoccupazioni riguardo l’ immagine corporea possano minare il raggiungimento del piacere sessuale (Frederickson, Roberts, 1997; Masters, Johnson, 1970). Nonostante il collegamento teorico tra preoccupazioni riguardo il corpo e soddisfazione sessuale, pochi studi hanno studiato questa relazione empiricamente o i particolari meccanismi che ne sono alla base. Un lavoro interessante in questo senso è quello svolto da Sanchez e Kiefer, che si propone di esaminare la relazione tra la vergogna per il proprio corpo e le esperienze sessuali soggettive, e se questa relazione sia mediata dalla self-consciousness sessuale. Con il concetto di self-consciousness si fa riferimento a un’attenzione eccessiva rivolta su di sé, causata dalla preoccupazione riguardo ciò che potrebbero pensare gli altri.

Un focus secondario dello studio è stato quello di esplorare le differenze di genere nella relazione tra vergogna del corpo ed esperienze sessuali. Anche se diverse teorie si sono concentrate su come le preoccupazioni per l’ immagine corporea colpiscano le donne, secondo le due ricercatrici la vergogna per il corpo influenza anche le esperienze sessuali degli uomini.

Secondo Sanchez e Kiefer (2007), lo stato affettivo negativo di vergogna del corpo può minare il soddisfacimento sessuale aumentando a livello cognitivo la preoccupazione verso il corpo nei contesti sessuali, aumentando quindi la self-consciousness sessuale. Masters e Johnson (1970) asseriscono che la self-consciousness sessuale, chiamata da loro spectatoring, impedisce le risposte sessuali maschili e femminili, e quindi la soddisfazione. Lo spectatoring, spostando l’attenzione dal piacere sessuale al proprio aspetto fisico, genera problemi di Disfunzione Erettile negli uomini. (Barlow, 1986; Faith, Schare, 1993; Masters, Johnson, 1970). Quando le persone sono distratte dalle preoccupazioni riguardo il loro corpo, possono essere incapaci di rilassarsi e di focalizzarsi sul proprio piacere sessuale, influenzando così la prestazione. Meana e Nunnik (2006) asseriscono che l’essere distratti dal proprio aspetto fisico può avere un effetto maggiore sulla sessualità maschile rispetto a quella femminile, poiché le preoccupazioni riguardo al corpo sono diventate così diffuse nelle donne che esse sono abituate agli stati di self-objectification.

Nel loro studio Sanchez e Kiefer esplorano il collegamento, precedentemente ignorato, tra vergogna del corpo e disturbi sessuali, così come i meccanismi attraverso i quali i due fenomeni potrebbero essere collegati. Poiché l’eccitazione sessuale, la capacità di raggiungere l’orgasmo e il piacere sessuale richiedono attenzione e concentrazione, in questo studio le due ricercatrici si sono concentrate su questi disturbi sessuali e sulla loro connessione con le preoccupazioni riguardo il corpo, negli uomini e nelle donne. Anche se sostengono che la relazione tra preoccupazioni concernenti il corpo ed esperienze sessuali soggettive sia reciproca, esse hanno messo alla prova la direzione di causalità discussa in maniera più consistente nella letteratura scientifica, ovvero che le preoccupazioni verso il corpo conducono a disturbi sessuali. Questa direzione è favorita dal fatto che le preoccupazioni verso il corpo emergono già in adolescenza o addirittura nell’infanzia, prima dell’età media in cui avvengono le prime esperienze sessuali, stimata intorno ai 16 anni (Dickson, Paul, Herbison, Silva, 1998). Poiché le preoccupazioni verso il corpo tendono a precedere le esperienze sessuali, le ricercatrici sostengono che le fonti primarie di vergogna del corpo sono collocate fuori dalla camera da letto.

Il modello strutturale dello studio è costituito dalle seguenti ipotesi:
1) la vergogna per il corpo dovrebbe essere legata a una minore eccitazione sessuale, a minor piacere, a maggiori difficoltà nel raggiungere l’orgasmo, relazioni mediate dalla self-consciousness sessuale;
2) le donne dovrebbero riportare maggiori preoccupazioni riguardo il corpo e disturbi sessuali rispetto agli uomini (come difficoltà ad eccitarsi sessualmente e inabilità a raggiungere l’orgasmo), dal momento che tipicamente le donne riportano maggiori preoccupazioni riguardo il corpo, maggiore insoddisfazione sessuale, minore abilità a raggiungere l’orgasmo e minore raggiungimento dell’eccitazione sessuale rispetto agli uomini;
3) tuttavia, ci si aspetta che le preoccupazioni verso il corpo siano legate a disturbi sessuali e interferiscano con il piacere sessuale sia nelle donne che negli uomini;
4) infine, si ipotizza che il minore raggiungimento dell’eccitazione e la minore abilità di raggiungere l’orgasmo predicano un minore piacere sessuale generale, poiché è stato dimostrato che l’abilità di eccitarsi e di raggiungere l’orgasmo sia una componente importante della soddisfazione sessuale, sia per le donne che per gli uomini.

Lo studio ha fornito supporto alle ipotesi su come le preoccupazioni verso l’ immagine corporea siano correlate alle esperienze sessuali maschili e femminili. La vergogna per il corpo ha predetto in maniera forte una maggiore self-consciousness durante l’intimità fisica. In più, la relazione significativa tra vergogna del corpo e minore possibilità di raggiungere l’eccitazione sessuale è stata mediata dalla self-consciousness sessuale. Inoltre il loro modello si è adattato bene ai dati corrispondenti sia alle donne sia agli uomini, dimostrando che i processi di base (vergogna e self-consciousness) relativi all’eccitazione e al piacere sessuale sono gli stessi per entrambi i generi.

Messaggio pubblicitario Lo studio ha dimostrato che sia gli uomini che le donne sono soggetti alla vergogna del corpo. Con alcune eccezioni minori, il modello teorico proposto riguardante la relazione tra vergogna del corpo e problemi sessuali si adatta ad entrambi i sessi. Queste scoperte forniscono un supporto preliminare all’idea che gli uomini nel corso degli anni siano diventati più suscettibili nei confronti della vergogna del corpo e dei suoi effetti deleteri. In più, le preoccupazioni riguardo l’aspetto fisico possono avere un effetto maggiore per gli uomini in contesti sessuali piuttosto che non sessuali. Molto probabilmente, i contesti sessuali espongono gli uomini allo stesso tipo di problematiche riguardanti l’aspetto fisico che le donne incontrano in una varietà di contesti non sessuali, come le classi scolastiche e i luoghi di lavoro. Nelle ricerche precedenti, probabilmente gli uomini non sono stati influenzati dalle preoccupazioni per l’ immagine corporea perché sono stati osservati in contesti in cui esse non erano percepite come importanti ai fini della propria autostima.

Tali lavori sono in linea con la ricerca recente, che ha dimostrato le conseguenze negative dell’introiezione di immagini fisiche idealizzate e delle preoccupazioni verso l’aspetto sia per le donne che per gli uomini. Nel momento in cui l’auto-oggettivazione cresce anche per gli uomini, diventa sempre più importante identificare le conseguenze potenziali di queste crescenti preoccupazioni riguardo il corpo.

I risultati dello studio quindi dimostrano che una delle conseguenze dell’aumento della vergogna per il corpo è la ridotta eccitazione sessuale, che negli uomini si traduce in Disfunzione Erettile. Poiché l’eccitazione è fortemente correlata con l’abilità di raggiungere l’orgasmo e con il piacere sessuale, queste scoperte possono spiegare perché le preoccupazioni riguardo l’ immagine corporea precedano l’evitamento delle attività sessuali. Gli uomini e le donne con alti livelli di vergogna del corpo possono evitare le attività sessuali perché trovano il sesso meno piacevole e soddisfacente.
Tali risultati sono importanti al fine di migliorare il benessere generale della persona, poiché esperienze sessuali positive e soddisfacenti sono alla base della salute fisica e mentale.

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