Positività Sociale (2015) di Ventruto: recensione dell’album – Psicologia & Musica

Positività Sociale è un disco diverso dal solito, denso di input positivi, in cui ogni brano si lega agli altri, donando all'album un sapore autentico

ID Articolo: 140141 - Pubblicato il: 03 ottobre 2016
Positività Sociale (2015) di Ventruto: recensione dell’album – Psicologia & Musica
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Sì, anche noi possiamo cambiare, il nostro modo di guardare il mondo può cambiare e tingersi di mille colori fino a prospettarci un futuro improntato su una nuova Positività Sociale.

 

La musica aiuta a fronteggiare i piccoli e grandi problemi di ogni giorno, questo lo si sa. Ma se un brano è scritto da un artista che è qualcosa di più di un cantautore, tutto può cambiare. Sì, anche noi possiamo cambiare, il nostro modo di guardare il mondo può cambiare e tingersi di mille colori fino a prospettarci un futuro improntato su una nuova Positività Sociale. Titola così, e non è un caso, l’ultimo lavoro discografico di Ventruto, cantautore, autore ed interprete per Rai Trade e Universal, musicista, chitarrista ritmico e solista di impostazione Rock-Blues-Folk e dottore in Tecnica della Riabilitazione Psichiatrica e Psicosociale.

Messaggio pubblicitario Dottore premiato, proprio per l’attività di Musicoterapia individuale e di gruppo che effettua all’interno del reparto di psichiatria dell’Ospedale di L’Aquila (NDR: in stretta collaborazione con il Prof. Alessandro Rossi, Direttore SPUDC) al congresso nazionale di psichiatria ‘Progetto Musica Mente’ tenutosi a Perugia. Una terapia in musica, dunque, la sua, che si snoda, canzone dopo canzone, fino a toccare ogni corda della nostra psiche.

Il Cd Positività Sociale, nei circuiti dal 2 ottobre 2015, vede, tra l’altro, la partecipazione di diversi artisti della scena musicale italiana: i Gang in Un Pregiudizio, i Modena City Ramblers in Un mondo accessibile, Max “Ice” Ghiacci in Maslow, Alma Manera in Incontrarsi nell’alba, Alessandro de Gerardis in Linea Sociale e Marco Carena in Radio Speaker.

Così, ancora una volta, l’artista – reduce dall’ottimo riscontro ottenuto con il precedente Cd Terapie di Fantasia (già recensito da questa rivista) – consegna un prodotto di altissimo livello. Le melodie sono affascinanti e riconoscibili, sia per il loro sound fiabesco ma nel contempo deciso, incisivo e graffiante, sia per il fondersi di note sapientemente dosate in un pentagramma in cui a regalare emozioni è il miscelarsi di ballate, pezzi swing e folk, in un pop rock inconfondibile, firmato Ventruto.

Velluto musicale impreziosito da testi mai banali, socialmente impegnati ma non criptici, espressione di chi, come il cantautore, in quelle parole ci crede davvero, le sente dentro e non perde mai la forza di lottare per un futuro più puro, più vero ed improntato su valori semplici ma importantissimi. E’ così che l’artista brindisino crea Positività Sociale, un disco diverso dal solito, un concept album –premiato, a soli due giorni dall’uscita, con la Targa della critica – MEI (Meeting Etichette Indipendenti) sul prestigioso palco di Faenza (Contest ORAMUSICA) proprio per l’impegno sociale – denso di imput positivi, in cui ogni brano assume valore non solo di per sé, ma perché si lega a doppio filo ad ognuna delle altre tracks, come a scrivere un unico discorso dal sapore autentico e propositivo.

 

Tra le tracce di Positività Sociale

Passeggiando sulle note di Positività Sociale, ci si ritrova a riflettere, ascoltando Un pregiudizio, sulla lesività psicologica di chi costruisce barriere sociali per isolare chi presenta un qualsiasi tipo di diversità (fisica, psichica, etnica, sessuale). Diversità che, come dice Ventruto nelle sue interviste, va letta come particolarità, caratteristica personale e non come connotato negativo. In fondo, canta l’artista «si dice perfetto chi non ha un difetto, ma spiegami che cos’è? Non c’è il perfetto, c’è sempre un difetto, non siamo diversi io e te».

Messaggio pubblicitario A seguire, una tematica prettamente psicologica: Maslow e il senso di appartenenza che ciascuno di noi brama di trovare nelle persone che sente vicine, per ideali e sentimenti.

Si passa, poi, con Un mondo accessibile alla protesta per la società attuale, spesso disattenta verso le difficoltà di chi non ha gli strumenti, culturali o economici, per poterla vivere a 360°.

Esorta, invece, a non lasciarsi ingannare dall’apparenza, il testo di La tua musica e scivolano tra antichi sentimenti le parole di Incontrarsi nell’alba, uno dei brani più toccanti dell’album, in cui l’autore si confronta con la solitudine stringendo forte il sogno di un amore eterno che un giorno, in un’alba meravigliosa o altrove, in un’altra dimensione, tornerà a scaldargli il cuore e a dare un nuovo senso al tempo.

Ma si torna con i piedi per terra con Questa vita è mia – spot A.C.I. nazionale per la sicurezza stradale e inserita nel ‘Cantatutto Volume 4’ (Universal/Ricordi) – scritta da Ventruto per sensibilizzare i giovani a guidare con prudenza, senza mai perdere di vista l’importanza di salvaguardare la propria vita e quella altrui.

In Linea sociale, invece, l’artista commuove per la sensibilità dimostrata nel saper respirare la magia di un abbraccio, di una donna che porta con sé la bambina che era, di un sentimento onesto, artefice di pure emozioni.

Si viaggia, poi, attraversando il ritmo frizzante di Radio speaker, nell’universo, intriso di una malinconia costruttiva, di chi, in amore, ha dato tutto, cieco di fronte alla vera personalità di chi nasconde un’anima «perversa di identità», così lanciando un monito: scrutare a fondo di chi ci è accanto, senza per questo rinunciare a vivere appieno una relazione.

Chiude, infine, con il pianforte e lo stile gospel di Una maschera: una track breve ma intensa, che offre all’ascoltatore la chiave per comprendere, ancora più a fondo e sotto un’ulteriore ottica, il filo conduttore dell’intero album che esorta, sempre e comunque, a vivere i rapporti interpersonali con sano ottimismo ma anche con la necessaria dose di prudenza e un occhio sempre attento a chi, nella sua ambiguità ed indossando una maschera di finto buonismo, vuole apparire… senza essere.

 

GUARDA IL VIDEO DELLA CANZONE ‘UN PREGIUDIZIO’:

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