Limitless (2011): bipolarismo, dipendenza e potenziamento delle capacità cerebrali –  Recensione del film

In Limitless una pillola consente al protagonista di potenziare le capacità cerebrali, tuttavia le debolezze sono parti costituenti dell'esperienza umana

ID Articolo: 140331 - Pubblicato il: 11 ottobre 2016
Limitless (2011): bipolarismo, dipendenza e potenziamento delle capacità cerebrali –  Recensione del film
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Protagonista di Limitless è Eddie, vittima di un incontro con un lucignolesco passato in cui spunta Lei: la pillola magica, irrintracciabile e sconosciuta, consente di sfruttare il fantomatico 100% delle potenzialità del cervello, in pratica il santo Graal, l’NZT.

 

Limitless: sinossi

Eddie Morra è uno scrittore fallito, un alcolizzato che vive ormai ai margini della società, abbandonato dalla fidanzata e costretto a miseri stratagemmi pur di evitare lo sfratto da un lurido appartamento in uno squallido sobborgo di Chinatown. Passa le sue giornate tra schermo bianco del computer, carte di hamburger avanzate e sudici bar nella speranza di spremere dalle meningi obnubilate una qualche frase del romanzo per il quale ha un contratto, prima che la sua editrice lo sbatta fuori dai giochi.

L’angoscia cresce ogni giorno, la voce narrante incalza un uomo schifato di se stesso e della propria condizione ai limiti della dignità; numerosi flashback puntellano l’escalation di sfacelo verso il più basso dei gradini: ‘Eddie sei finito, fai veramente schifo‘ decreta la voce sprezzante, ‘Non ti resta che tornare dai tuoi, hai chiuso‘.

Messaggio pubblicitario E poi l’incontro con un lucignolesco passato: l’ex cognato spunta fuori dal cilindro delle droghe leggere e propone Lei. La pillola magica, irrintracciabile e sconosciuta: consente di sfruttare il fantomatico 100% delle potenzialità del cervello, in pratica il santo Graal, l’NZT.

Già dalla prima assunzione vediamo l’intero mondo di Eddie cambiare: luci, suoni, interpretazione della realtà e colori. I volumi aumentano, i movimenti accelerano, le informazioni a sua disposizione si fanno infinite: è come se tutta la conoscenza da lui acquisita negli anni fosse lì a disposizione, archiviata e pronta per essere utilizzata.

Improvvisamente ricorda tutto, ogni particolare, e riesce a metterlo in collegamento con altre informazioni apprese, anche di poco conto o viste per pochi attimi. E’ in grado di apprendere nuove capacità dopo pochi minuti di pratica e inizia a utilizzare questo immenso potere a scopo di lucro. Ma come ogni zucca o paese dei balocchi fiabesco, anche l’NZT ha delle conseguenze, che Eddie scopre ben presto a sue spese. Tra complicazioni di stampo mafioso che mettono continuamente in pericolo la vita del protagonista del film Limtless, ed effetti collaterali sempre più invalidanti veniamo a scoprire un mondo sotterraneo di personaggi dell’alta finanza la cui ascesa è stata in realtà potenziata dall’NZT.

Il magnate dell’alta finanza Carl Van Loon, prima mentore poi inquietante aguzzino, provoca a tal proposito Eddie, mettendolo di fronte al dilemma tutto morale: una capacità guadagnata sul campo nel tempo, è migliore di una geniale spuntata fuori dal nulla? E come se minacce di morte cruenta e ricatti infimi non bastassero, l’NZT comincia a rivelare la sua scure mortale: l’assunzione prolungata non solo provoca dipendenza, ma superato un punto di non ritorno al primo accenno di diminuzione della dose inizia un’escalation di disturbi fisiologici invalidanti che portano alla morte repentina. Il Santo Graal si mostra per ciò che realmente è: un sirenico estorsore.

GUARDA IL TRAILER ITALIANO DI LIMTLESS:

 

Limitless: la salvezza dal quotidiano fallimento tra bipolarismo e dipendenza

Chi mai vorrebbe rimanere un fallito, avendo a disposizione una pillola magica che ci offre su un piatto d’argento una versione potenziata di noi stessi praticamente invincibile e totipotente, instancabile e irrefrenabile? La risposta è retorica quanto la domanda, e coinvolge di per sé temi cari alla psicopatologia da anni.

Non abbiamo bisogno di sentir pronunciare a Eddie il passe partout ‘Smetto quando voglio‘, per addentrarci nei meandri oscuri della dipendenza: ci siamo già invischiati dai primi 15 minuti e ne siamo perfettamente e banalmente consapevoli.

L’aspetto a mio avviso più interessante di Limitless, però, risiede proprio nella natura della vera protagonista.  L’NZT non crea nulla che non sia già presente: potenzia ciò che già è. Alza i volumi, elimina la fragilità, l’umanità bisognosa di ristoro, elimina difese e barriere alimentando la leggenda millenaria sempre attuale del superuomo, del supereroe e dell’immortale. Miliardi di neuroni, incalcolabili sinapsi, la leggenda del 100% ciclicamente riportata in auge come a sottolineare l’inesorabile pochezza e fragilità dell’essere umano medio, la sua inesplicabile insufficienza quotidiana. ‘Non sei abbastanza, devi fare di più, non vali nulla‘ un ritornello al quale l’NZT pone un’aurea risposta.

Messaggio pubblicitario Il dualismo vissuto da Eddie in Limitless, nell’alternanza tra assunzione e astinenza, ci richiama alla mente le fasi di un bipolarismo veloce, nel quale il doppio Dostoevskijano maniacale lo incita ad uscire da un sé sfatto e vergognoso; la mania indossa il colletto bianco dell’alta finanza e concupisce a suon di scintillanti spider e vertiginose ascese: è tutto lì sul piatto, signore e signori, non c’è trucco né inganno!

Ma il trucco, ovviamente, c’è. L’NZT è anche incontrollabile, si impossessa di te, dei tuoi desideri e delle tue aspettative. Logora il tuo corpo, ti mostra che i bisogni umani hanno una funzione necessaria, che senza di essi non esiste vita compatibile, che senza barriere e senza difese la tua mente è inerme verso le dinamiche psicologiche dell’altro e del gruppo. Il dolore, il fallimento, la disperazione non possono che essere parte dell’umana esperienza perché elementi fondanti dell’altra faccia dello specchio. Senza di essi non può esserci rispecchiamento né confronto.

Dopo la prima assunzione, Eddie si stupisce di non aver bisogno di mangiare né di riposarsi, persino il fumo e l’alcool sono lontani ricordi: improvvisamente si scopre efficiente e puntuale, dinamico e vincente in ogni singola azione, al di là di ogni suo più recondito sogno. Una fase maniacale perfetta, proiettata all’estremo di un super uomo, tanto caro ai nostri standard quotidiani del ‘mai abbastanza’, e della frenesia ad ogni costo. Una tale efficienza non può che creare dipendenza, proprio per il fatto che ci libera da ogni altra dipendenza o debolezza, stasi o fragilità, esitazione o timore.

Ma tutto ha un prezzo, e come ben sappiamo la fiamma che arde al doppio della potenza si consuma in metà del suo tempo. Debolezze, stasi, fragilità e timori sono parti costituenti dell’esperienza umana, ma non solo; donano ad essa la consapevolezza necessaria per affrontare le nuove sfide. Carl Van Loon ricorda ad Eddie come gli infimi scalini dell’ascesa, preparino al trono dell’ascesa stessa: evitandoli si rischia il fango. L’accettazione del percorso permette di fare spazio all’umano, al fragile peccatore; gli permette di rialzare la testa a partire dal fango del quale le sue ginocchia sono intrise. L’Eddie della pellicola ci lascia in sospeso: sarà stato in grado di farlo?

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