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I disturbi del sonno e le correlazioni col genere

Uno studio sul sonno in relazione alle differenze di genere ha dimostrato come le donne si addormentino più tardi e si sveglino prima rispetto agli uomini

Di Greta Lorini

Pubblicato il 09 Ott. 2016

Uomini e donne non vedono, sentono o si comportano ugualmente, pertanto perché dovremmo pensare che dormano allo stesso modo? O perlomeno è quanto propone un recente studio pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS), condotto da Diane B. Boivin (Dipartimento di Psichiatria, McGill University) e dal Douglas Mental Health University Institute.

 

Manipolando i dati relativi al ciclo mestruale e all’uso di contraccettivi ormonali, la Boivin ha mostrato come l’orologio biologico influisca sul ritmo sonno-veglia in modo diverso negli uomini e nelle donne, spiegando perché le donne siano più inclini a manifestare disturbi del sonno.

[blockquote style=”1″]Osservando un simile ciclo di sonno in entrambi i sessi, abbiamo notato come l’orologio biologico femminile induca la donna ad addormentarsi e svegliarsi prima di un uomo. La ragione è semplice: il suo orologio biologico è spostato ad un fuso orario più a est[/blockquote] ha affermato il direttore del Centro per lo Studio e il Trattamento dei Ritmi Circadiani (ritmi caratterizzati da un periodo di circa 24 ore, ad esempio: ritmo sonno-veglia, ritmo della variazione della temperatura corporea) al Douglas Institute. E ha aggiunto: [blockquote style=”1″]Questa differenza osservata è essenziale per capire il motivo per cui le donne sono più suscettibili ai disturbi del sonno.[/blockquote]

Lo studio

Il team di ricercatori ha confrontato le variazioni biologiche di sonno e veglia di 26 soggetti (15 uomini e 11 donne). Tutte le partecipanti di sesso femminile possedevano un ciclo mestruale naturale: 8 di loro sono state analizzate nelle due fasi del ciclo mestruale (follicolare e luteale), le altre 3, invece, solo nella fase follicolare. Questo è un punto cruciale perché precedenti ricerche di Bolvin hanno dimostrato che le diverse fasi mestruali influenzano i ritmi biologici della temperatura corporea e del sonno.

I partecipanti sono stati sottoposti ad una procedura di registrazione di cicli ultradiani sonno-veglia (cicli della durata più breve di un giorno, ma superiore a un’ora) contraddistinta da 36 cicli formati da momenti di veglia alternati a opportunità di addormentamento. Durante la procedura sono stati rilevati i parametri relativi a temperatura corporea, melatonina salivare, vigilanza e qualità del sonno registrata attraverso polisonnografia.

I risultati

Tutte le misure ottenute hanno mostrato una significativa variazione diurna-circadiana durante tutta la procedura. Rispetto agli uomini, le donne hanno mostrato un significativo anticipo nei ritmi della temperatura corporea e nella variazione diurna-circadiana delle misure di sonno e vigilanza, ma non nei ritmi della melatonina. Inoltre, le donne hanno sperimentano una maggiore ampiezza della variazione diurna-circadiana della vigilanza. Nel complesso i risultati indicano che le donne iniziano il sonno in una fase circadiana più tardiva rispetto agli uomini, giustificando così la loro maggiore suscettibilità ai disturbi del sonno.

[blockquote style=”1″]I nostri partecipanti non hanno manifestato alcun disturbo del sonno durante lo studio. Ma ad ogni modo, questi risultati ci hanno aiutato a capire, tra le altre cose, perché le donne hanno più probabilità, rispetto agli uomini, di svegliarsi prima la mattina e sentirsi stanche anche dopo un’intera notte di sonno. E’ perchè sono meno vigili durante la notte[/blockquote] ha spiegato Bolvin.

I risultati di questo studio, pertanto, suggeriscono che le donne potrebbero essere biologicamente meno predisposte per il lavoro notturno. Ulteriori ricerche saranno necessarie per esplorare questa questione e sviluppare interventi differenziati per generi: i disturbi del sonno spesso determinano una serie di problemi funzionali.

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