Disturbi dell’alimentazione e personalità: la personalità nei disturbi alimentari NAS, nel BED e nell’obesità

Recenti studi hanno dimostrato che i pazienti con BED  e disturbi alimentari NAS presentano spesso tratti di personalità borderline. 

ID Articolo: 122432 - Pubblicato il: 01 luglio 2016
Disturbi dell’alimentazione e personalità: la personalità nei disturbi alimentari NAS, nel BED e nell’obesità
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Recenti indagini hanno mostrato che i pazienti affetti da BED e obesità presentano tratti di personalità riferibili al disturbo borderline di personalità, ma l’incidenza su questi soggetti è minore rispetto ai pazienti bulimici.

MAGREZZA NON E’ BELLEZZA – I DISTURBI ALIMENTARI: Disturbi dell’alimentazione e personalità: la personalità nei disturbi alimentari NAS, nel BED e nell’obesità (Nr. 19)

 

La personalità nel disturbo alimentare non altrimenti specificato

Qualche osservazione anche per gli altri disturbi alimentari, meno noti ed emblematici per l’immaginario popolare rispetto all’anoressia e alla bulimia ma comunque presenti come problema sociale.

Il disturbo alimentare non altrimenti specificato (NAS), come abbiamo visto, è una forma diagnostica in cui sono presenti solo alcuni sintomi dell’anoressia o la bulimia. È comunque un segno di alimentazione sregolata, ed è molto frequente nei pazienti affetti da disturbo borderline di personalità, per la disorganizzazione che questi pazienti mostrano nel modo di alimentarsi (Zanarini et al. , 1998).

L’esperienza clinica con i pazienti borderline tende a confermare che essi soffrono più frequentemente di disturbo alimentare non altrimenti specificato piuttosto che di anoressia o bulimia. In uno studio è stato osservato che il 37% di 233 donne con diagnosi di disturbo alimentare NAS elimina impulsivamente tutto il cibo ingerito. Questo comportamento potrebbe essere un modo particolarmente efficace per controllare il proprio peso, in alternativa potrebbe rappresentare una forma di autolesionismo o di autopunizione. Inoltre, nel 75% delle donne con NAS e disturbo borderline non si riscontrano i criteri per l’anoressia nervosa o la bulimia nervosa; tale patologia potrebbe pertanto costituire una categoria diagnostica a sé stante (Cassin, von Ranson, 2005). Un altro tratto di personalità riscontrabile nei pazienti affetti da NAS è la sensation seeking, ovvero la ricerca di sensazioni forti e intense e la disponibilità ad assumere rischi fisici e sociali per ottenerle, tra i quali l’assunzione eccessiva di cibo (Zuckerman, 1979; Rossier, et al. , 2000; Steiger et al. , 1997).

La personalità nel Binge Eating Disorder (BED) e nell’obesità

Messaggio pubblicitario Passiamo al BED (Binge Eating Disorder), un particolare tipo di disturbo alimentare NAS caratterizzato da assunzione eccessiva di cibo non seguita da condotte di eliminazione (vomito, lassativi, e così via). Un tratto del BED è la sociotropia, ossia uno stile di personalità caratterizzato dalla preoccupazione per l’accettazione e l’approvazione da parte di altri, mentre l’autonomia è uno stile di personalità orientato verso l’indipendenza, il controllo e la realizzazione.

Studi trasversali suggeriscono che il BED è associato non solo alla sociotropia, ma anche al suo contrario: l’autonomia (Narduzzi, Jackson, 2000; Friedman, Whisman, 1998; Rogers, Petrie, 2001). Di conseguenza l’elevata vulnerabilità mostrata da soggetti con BED potrebbe essere associata a un conflitto tra sociotropia e autonomia. Essi si sforzano di mantenere l’indipendenza ma anche di contare su rapporti interpersonali per mantenere alta l’autostima (Narduzzi, Jackson, 2000). Le donne caratterizzate da sociotropia elevata possono essere riluttanti a esprimere le emozioni (ad esempio, la rabbia), poiché temono di danneggiare le loro relazioni interpersonali, ma la soppressione di queste emozioni può renderle vulnerabili alle abbuffate (Federico, Grow, 1996; Krause et al. , 2000).

Questi risultati vanno però considerati con cautela perché gli studi da cui derivano sono stati realizzati su campioni poco numerosi. Recenti indagini hanno mostrato che i pazienti affetti da BED e obesità presentano tratti di personalità riferibili al disturbo borderline di personalità, ma l’incidenza su questi soggetti è minore rispetto ai pazienti bulimici.

Infine, tra i binger e gli obesi si riscontra la presenza di altri tratti di personalità appartenenti alla sfera antisociale, paranoica e schizoide (Van Hanswijck et al., 2003). In conclusione è possibile affermare che esiste una severità crescente in termini di disturbo di personalità che parte dalla bulimia, passa per il BED e finisce con l’obesità (Wonderlich et al., 1994; Steiger, Stotland, 1996; Davis et al. , 1997). Inoltre, i pazienti obesi non affetti da disturbo alimentare mostrano minori tratti patologici di personalità.

Conclusioni

In generale i tassi di prevalenza presentati derivano da strumenti self-report, verificati però con interviste strutturate che rappresentano, per lo studio della personalità, il golden standard in ambito diagnostico. Poiché questo tipo di strumenti tende a sovrastimare la prevalenza della presenza di un disturbo, si ottiene in pratica una stima gonfiata della prevalenza del disturbo di personalità tra i pazienti che mostrano un disturbo alimentare (Modestin et al. , 1998; Ottosson et al. , 1998; Rosenvinge et al. , 2000). Questi risultati delle meta-analisi indicano che gli strumenti self-report sopravvalutano molto il tasso di prevalenza di ogni disturbo di personalità (Cassin, von Ranson, 2005). Occorre pertanto adottare strumenti più accurati nella fase di accertamento per arrivare a un inquadramento diagnostico più preciso che possa portare a un trattamento migliore. Pochi studi hanno reclutato i soggetti maschi affetti da disturbo alimentare, data la maggiore incidenza della patologia nel sesso femminile.

È quindi lecito chiedersi se i risultati finora esposti potrebbero essere estesi al sesso maschile. Gli studi che hanno confrontato maschi e femmine indicano che possono esserci differenze di personalità. Per esempio si è visto che i maschi con sintomi bulimici sono più perfezionisti rispetto alle femmine con gli stessi sintomi (Falegname et al. , 2000). Un altro studio ha riportato che i maschi ottengono un punteggio superiore nella ricerca della novità, evitamento del danno, dipendenza dalla ricompensa e cooperatività rispetto alle femmine (Fassino et al. , 2001).

 

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